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Trend Micro, le aziende devono affrontare la consumerizzazione dell'IT

La consumerizzazione dell'IT è un trend dirompente, destinato a trasformare il modo di lavorare delle aziende, che le stesse aziende non possono non considerare. Al contrario risulta fondamentale comprenderlo al meglio per affrontarne i rischi e coglierne le opportunità. I suggerimenti di Trend attraverso Cesare Garlati, Sr Director Consumerization della società.

Autore: Barbara Torresani

Nel prossimo decennio la consumerizzazione dell'IT calcherà le scene del mercato; sarà uno dei principali trend, come dice Gartner stessa. Non è un argomento tecnologico, ma è un paradigma con una valenza sociale e di business. E' un fenomeno che procede in maniera opposta a quella che accadeva nel passato quando erano le aziende a definire le strategie tecnologiche. Oggi, infatti, non sono più i vendor IT tradizionali a dettare i trend da seguire ma società come Google e Apple e i prodotti che hanno più successo non sono disegnati per l'azienda ma rispondono ai requisiti del consumatore, sempre più avvezzo all'utilizzo delle tecnologie informatiche.
La consumerizzazione tecnologica parte quindi dal mondo consumer: è il consumatore/dipendente che porta in azienda la tecnologia - è il fenomeno del 'Bring your own device' - quella che utilizza per uso personale e che vuole ritrovare nell'ambiente di lavoro. E' un fenomeno favorito dal fatto che proprio nel mondo del lavoro sono entrati, stanno entrando ed entreranno le nuove generazioni di individui (i cosiddetti Millennial e presto anche i più giovani nativi digitali) che sono nati con le tecnologie e le utilizzano in modo spinto e nello stesso tempo i dispositivi mobili si sono affermati e sono sempre più accessibili, economici e facili da utilizzare così come i social media tendono sempre più a diventare strumenti di utilizzo professionale. trend-micro-le-aziende-devono-affrontare-la-consum-1.jpg
La consumerizzazione dell'IT è un trend dirompente, destinato a trasformare il modo di lavorare delle aziende, che le stesse aziende non possono non considerare. Al contrario risulta fondamentale comprenderlo al meglio per affrontarne i rischi e coglierne le opportunità.
Ne è più che convinta Trend Micro, che studia il fenomeno e si pone come vendor in grado di guidarlo. Cesare Garlati, Sr, Director Consumerization di Trend Micro, da sette mesi in azienda, alle spalle un'esperienza ventennale nel mercato del software (Oracle, Peoplesoft,...) è l'evangelist della società su questi temi. Proprio di recente ha presentato alla stampa italiana i dati di una ricerca da cui emerge in tutta la sua evidenza  l'impatto che la consumerizzazione IT è destinata ad avere: "Se un fenomeno non lo si può controllare è fondamentale farlo affiorare e riuscire a gestirlo al meglio invece che affossarlo. La consumerizzazione dell'IT è un fenomeno ineluttatibile e dirompente che modifica inevitabilmente il ruolo dell'IT, sempre meno decisionale ma più strategico, orientato a una funzione di controllo e governance," dichiara Garlati.
Condotta lo scorso giugno su un campione di 600 decision maker IT equamente distribuiti in Europa (Germania), Giappone, e Usa di aziende con un organico compreso tra 1.000 a 5.000 dipendenti, la ricerca evidenzia che il 56% delle aziende ha già aperto alla consumerizzazione dell'IT, in particolare al fenomeno del Bring your own device (Byod - utilizzare il proprio dispositivo personale al lavoro, ndr) mentre il 44% non lo ha ancora fatto.
Gli Usa si dimostrano più avanti nell'adozione del fenomento (75%) mentre Germania (59%) e Giappone (36%) hanno adottato un atteggiamento più conservativo e tradizionale. E non è un fenomeno solo ad appannaggio delle grandi aziende ma impatta e trova ricettività anche sulle medie aziende. E questo apre nuovi scenari di manovra e azione anche per il canale distributivo.
Tra i settori verticali più ricettivi alla consumerizzazione dell'IT si collocano l'education 80%(qui le nuove generazioni la fanno da padrona), seguita da Sanità (69%), It Services (685), Hospitality (65%) e, Consulting (65%).
Dalla ricerca emerge che il dispositivo mobile più utilizzato per connettersi ai dati aziendali è ancora il laptop (laptop 66%, smartphone 25%) e che il device  mobile oggi è nella maggior parte dei casi di proprietà dell'azienda (69%) mentre per il 31% lo è del singolo dipendente. Come spiega Garlati il fenomeno della consumerizzazione dell'IT non può limitarsi solo al concetto di mobile, in quanto è strettamente correlato anche al social media ed è proprio in questo caso che emerge in tutta la sua prepotenza il tema della sicurezza dei contenuti e delle applicazioni aziendali a cui si accede e "il file system è il vero punto critico".
E proprio per questo nella divisione IT la responsabilità del supporto al dispositivo personale è al 37% del responsabile della sicurezza  – l'area su cui il fenomeno ha il maggior impatto - seguito al 24% da chi si occupa dell'help desk 24%, e poi dell'endpoint 23%, fino ad arrivare a chi gestisce la componente mobile (14%).  E' quest'ultimo caso l'esempio dell'emergere di nuove figure all'interno della divisione IT.
Perché proprio oggi? "Perché oggi le condizioni a contorno sono molto più favorevoli rispetto al passato – spiega Garlati: si assiste a un'esplosione di tecnologie a costi sempre più abbordabili, facili da utilizzare, semplici e intuitive. Apple ha dato un forte contributo in questo senso; vi è poi un'abbondanza di contenuti e applicazioni e le nuove generazioni entrano nelle aziende, portando un nuovo modo di lavorare e utilizzare le tecnologie".
Come cambia il ruolo dell'IT? "L'IT nel passato era responsabile di molti aspetti: valutazione, provisioning, pricing, manutenzione e supporto della dotazione hardware e software; oggi può avere un ruolo diverso, forse più strategico. Il responsabile IT deve rinforzare le policy e avere il controllo del fenomeno. E' fondamentale però non sottovalutarlo". Di fronte a rigidità e opposizioni aziendali il rischio che le aziende corrono è che i dipendenti  continuino a utilizzare i propri dispositivi in modo quasi anarchico bypassando regole e le imposizioni aziendali.
Sul fronte del supporto ai dispositivi dalla ricerca risulta che il 41% delle aziende non fornisce supporto per i dispositivi dei dipendenti, mentre il 39% offre un supporto parziale e un 20% garantisce il pieno supporto.
Alla ricerca condotta a livello mondiale ha fatto seguito lo scorso ottobre una ricerca solo europea sempre sullo stesso tema ma su un campione diverso (It manager e utenti finali).
La fotografia mostra le aziende italiane ben posizionate rispetto a quelle degli altri Paesi europei. Seconde solo all'Olanda (67%) sul fatto di permettere ai propri impiegati di utilizzare device personali nell'ambiente lavorativo (seguite da Francia 52%, Danimarca 47%, Uk 46%, Belgio 43%, Irlanda e Norvegia 42%, Germania 36%, Svezia 35%) si piazzano invece in testa nella classifica del supporto IT ai dipendenti che portano in azienda il proprio dispositivo e in una posizione intermedia sui temi di sicurezza (per ciò che concerne le aziende) e privacy (per i dipendenti). 

[tit:Sfide e suggerimenti]
Le aziende devono tenere presente che la consumerizzazione sta avvenendo e avverrà senza ‘se' ne ‘ma'.
Se da un parte favorisce agilità di business (si riducono di molto i tempi di valutazione), uno stile di vita virtuale e consente di muoversi alla velocità dei clienti e di aumentare la produttività degli utenti dall'altra non è immune a criticità.
Secondo Trend Micro sono tre le principali sfide a cui le aziende devono rispondere in termini di consumerizzazione dell'IT:
- Sicurezza. Le reti aziendali seguono gli utenti. I dati sensibili delle aziende seguono il dipendente nel suo device personale; occorre proteggerli in modo adeguato.
- Costi. La consumerizzazione non porta risparmi. Si perde la centralità del procurement in quanto sfumano le economie di scala che si hanno nell'acquistare, per esempio, gli stessi laptop per tutti i dipendenti ed è ancora difficile quantificare i costi. Le tecnologie consumer sono messe a nota spese. Gartner definisce questo costo il "black budget", il costo aggiuntivo che nessuno oggi è in grado di quantificare.
- Management. Ad oggi la moltitudine di device e piattaforme consumer mancano di tool di gestione.
Ed ecco che Trend Micro suggerisce tre passi principali da seguire nel viaggio ( sì lo è al pari i quello del cloud computing) verso la consumerizzazione dell'IT:
- Sviluppare un piano strategico, una vera e propria strategia Byod. "Non è fenomeno IT; è un fenomeno che impatta sulla sicurezza aziedale che è argomento di pertinenza dei responsabili delle Line of Business, del board aziendale.  
- Dire sì, ma non per ogni cosa e per tutti. In sostanza: abbracciare il fenomeno ma ponendo dei paletti. "Nel 2011 non c'è spazio per gli standard. Nel passato esisteva il concetto di standard aziendale, ora bisogna avere standard flessibili". L'IT deve mappare tutte le tecnologie che vengono utilizzate al di fuori del perimetro fisico aziendale quali tablet, smartphone e cellulari e stabilire fasce e gruppi di utenze in base a determinati criteri. Si mappano i gruppi con le tecnologie e si definiscono standard flessibili. Si profilano gli utenti in base ai ruoli, alla linee di business e alle location. "E' meglio non dire no, ma dettare regole e fissare policy flessibili per gli utenti", commenta Garlati.
- Creare un'infrastruttura di livello enterprise. "Se si vuole avere vantaggio competitivo occorre utilizzare i corretti strumenti IT. Al fine di essere governate le tecnologie consumer devono dotarsi di soluzioni di sicurezza di tipo aziendale, " conclude.  

[tit:La proposta Trend Micro]
Trend Micro ha focalizzato la propria offerta su su trend emergenti quali il cloud computing e la consumerization "due facce della stessa medaglia" enfatizza Garlati.
Il viaggio verso il Cloud così come disegnato da Trend Micro va dal data center alla nuvola: private, virtualization e cloud. Un aspetto nuovo su cui l'azienda sta ponendo forte attenzione è quello della contextual security, che prende in considerazione gli aspetti della sicurezza relativi al contesto: location, reputation, ...
Sul fronte della consumerizzazione la strategia si declina su tre filoni principali: visibilità e controllo – abbracciare il Byod gestendo e proteggendo l'azienda e il dipendente; condividere dati in modo sicuro; proteggere i dati ovunque si trovino.
A questi tre filoni corrisponodono specifiche offerte di prodotti; solo qualche nome: Office Scan, Dlp for OfficeScan, Titanium, Office Scan Vdi, SafeSync for Business, Secure Cloud... il tutto condito dalla salsa "Smart Protection Network", l'infrastruttura societaria che assicura una protezione avanzata in-the-cloud, bloccando le minacce in tempo reale prima che raggiungano gli utenti.
Pubblicato il: 14/12/2011

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