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Oracle contesta Forrester su Fusion Applications

Il big del software risponde all'analista, che aveva gettato qualche ombra sul reale interesse dei clienti al passaggio alla nuova piattaforma applicativa.

Autore: Roberto Bonino

Qualche giorno fa, Forrester aveva pubblicato uno studio che dimostrava come ci fosse più di una perplessità fra i clienti Oracle sulla possibilità di migrazione a Fusion Applications. La risposta del gigante del software non si è fatta attendere e non è inferiore nei toni e negli argomenti.
A titolo di riassunto, ricordiamo che la nota di Forrester sottolineava come Oracle fosse di fronte a un “dilemma strategico” nella spinta verso Fusion, che combina le migliori funzioni dei diversi Erp e Crm prodotti dal vendor, in modo da creare una suite disponibile anche via cloud. Secondo l’analista, la casa di Larry Ellison ricava ancora buona parte dei suoi ricavi dalle linee di prodotto più consolidate (database in testa) e i 400 clienti che giù utilizzano la nuova suite sono giudicati una “goccia nell’oceano” in rapporto alla storica base installata.
La risposta di Oracle è circostanziata e critica numerosi punti del rapporto Forrester, accusato di essere “una nota speculativa basata su idee false e ipotesi errate”. Secondo il vendor, i lettori attenti avranno notato la ripetizione continua di espressioni come “noi crediamo”, “la nostra teoria”, “noi pensiamo” e “noi non siamo sicuri”.
In modo scorretto, Forrester darebbe l’impressione che “i clienti debbano fare una scelta fra le Unlimited Applications e Fusion Applications. Si tratta di un’ipotesi sbagliata, che mina il resto delle considerazioni espresse nella nota”. Oracle afferma di aver proposto un approccio che consente la coesistenza fra le applicazioni tradizionali della E-Business Suite o PeopleSoft e i moduli dell’offerta più recenti. I clienti possono adottare moduli Fusion in modo progressivo e al ritmo più congeniale, facendo coesistere il nuovo con quanto esistente. In sostanza, si smentisce qualsiasi tentativo di forzatura nella migrazione.
Inoltre, Oracle critica diversi dati emersi da uno studio condotto sulla base di interviste a 139 clienti della società di analisi, che si sono qualificati come utenti delle applicazioni del vendor. Questi dati provengono da un’indagine realizzata nel giugno 2012 e quindi “non rappresentano necessariamente l’attuale realtà del mercato”. Si tratterebbe, inoltre, di informazioni che non danno conto della varietà geografica o demografica della clientela. Oracle accusa Forrester di aver creato diverse domande che già contenevano un tono negativo e di non aver mai menzionato gli investimenti sostenuti sulla classica piattaforma Unlimited Applications, che possiede una propria roadmap di costanti migliorie.
La reazione di Oracle è abbastanza inusuale, visto che di solito non partono risposte dirette alle critiche degli analisti, ma questo potrebbe dimostrare quanto sia sensibile l’azienda sui temi legati alla proposta applicativa. Da quanto si può sapere da indiscrezioni riferite anche al mercato italiano, qualche difficoltà di migrazione ci sarebbe, se non altro perché la clientela appare soddisfatta degli investimenti fatti in passato e si sente rassicurata dalla continuità di supporto e sviluppo garantita dal vendor sulla piattaforma tradizionale.
Pubblicato il: 19/02/2013

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