La prossima sfida competitiva per i settori bancario, del wealth e dell'asset management non sarà determinata dalla sola capacità di innovare, ma dalla capacità delle organizzazioni di trasformare ...
Il settore dei servizi finanziari sta entrando in una nuova fase in cui la sola innovazione non rappresenta più un elemento distintivo. In particolare, l’intelligenza artificiale rischia di ampliare il divario tra operatori. Fondamenta tecnologiche e operative fragili, scarsa capacità di esecuzione e strategie di sourcing inadeguate impediscono alle istituzioni finanziarie di trasformare gli investimenti in tecnologia in crescita scalabile e profittevole.
Principali evidenze della ricerca:
MILANO: La prossima sfida competitiva per i settori bancario, del wealth e dell'asset management non sarà determinata dalla sola capacità di innovare, ma dalla capacità delle organizzazioni di trasformare l’innovazione in crescita profittevole e scalabile. È quanto emerge da una nuova ricerca realizzata da Objectway, wealthtech partner globale per banche, wealth e asset manager, in collaborazione con FT Longitude, società di ricerca specializzata.
Il report Built to Scale si basa su un’indagine condotta intervistando 300 professionisti senior di banche, wealth manager e asset manager nel Regno Unito, in Europa continentale e in Canada.
Sebbene la trasformazione digitale e l’adozione dell’intelligenza artificiale stiano avanzando rapidamente in tutto il settore, molte organizzazioni faticano ancora a trasformare gli investimenti in crescita sostenibile e profittevole. I risultati evidenziano come il mercato stia entrando in una nuova fase competitiva, in cui la capacità di esecuzione sta diventando più importante della sola capacità di innovazione.
Commentando questo cambiamento, Luigi Marciano, Founder e Group CEO di Objectway, ha dichiarato: “Per anni il settore si è concentrato sull’innovazione. La nostra ricerca suggerisce però che il prossimo fattore di competitività sarà la capacità di esecuzione. Le organizzazioni che ottengono i risultati migliori non sono necessariamente quelle che investono di più, ma quelle che investono seguendo la giusta sequenza: rafforzando prima le fondamenta operative, esternalizzando selettivamente per governare la complessità e integrando l’intelligenza artificiale in processi coerenti, anziché sovrapporla a sistemi frammentati.”
Per comprendere cosa distingue le istituzioni finanziarie capaci di trasformare gli investimenti in crescita profittevole, Objectway ha sviluppato l’Objectway Scalability Index, un framework composito che misura la capacità di un’organizzazione di scalare lungo due dimensioni chiave: i servizi al cliente e i processi di onboarding, da un lato, le operations e i processi core, dall’altro.
L’indice evidenzia una chiara correlazione tra capacità di scalare e performance economica. Tra le organizzazioni classificate come Leader, il 18% registra una crescita della redditività superiore al 15% nell’ambito dei servizi al cliente e dell’onboarding, contro appena il 4% dei Follower. Analogamente, il 20% dei Leader ottiene incrementi di redditività superiori al 15% nelle operations e nei processi core, rispetto al 9% dei Follower.
La ricerca suggerisce che il vantaggio competitivo sia sempre più determinato non dall’entità degli investimenti, ma dalla capacità di tradurli in risultati operativi e commerciali ripetibili nel tempo.
Gli effetti sono già visibili. I Leader hanno oltre il doppio delle probabilità rispetto ai Follower di riportare miglioramenti nella client experience (75% contro 34%) e ottengono risultati significativamente migliori in termini di produttività operativa (82% contro 50%) e velocità di esecuzione (82% contro 56%).
Molte organizzazioni continuano tuttavia a confrontarsi con ostacoli strutturali che limitano la loro capacità di crescita. Infrastrutture frammentate, scarsa interoperabilità e dati incoerenti rappresentano ancora importanti barriere alla trasformazione. In particolare, i problemi di integrazione tra sistemi risultano essere il principale ostacolo alla crescita scalabile, superando vincoli di budget e carenza di competenze specialistiche.
Queste criticità diventano ancora più rilevanti mentre le istituzioni accelerano l’adozione dell’intelligenza artificiale nelle attività di front e back-office.
La ricerca mostra che i Leader hanno già completato una parte significativa del lavoro preparatorio necessario: il 53% indica come priorità il miglioramento della qualità dei dati e l’adozione dell’AI nei processi operativi, rispetto al 33% dei Follower. Questi ultimi rimangono invece maggiormente concentrati sulla riduzione delle attività manuali e degli errori operativi (42% contro il 19% dei Leader) e fanno più affidamento sull’esternalizzazione come soluzione di breve periodo.
Di conseguenza, le organizzazioni con fondamenta operative deboli incontrano maggiori difficoltà nell'implementare l'IA su scala.
La ricerca suggerisce quindi che l’intelligenza artificiale stia diventando sempre meno una scorciatoia per aggirare la complessità operativa e sempre più un vero e proprio stress test della solidità dei modelli operativi sottostanti. Le organizzazioni dotate di una governance dei dati più robusta, processi integrati e infrastrutture mature sono significativamente più preparate a incorporare l’AI nei processi aziendali e a generare risultati misurabili.
Questa differenza emerge anche nelle strategie di sourcing. I Leader orchestrano ecosistemi di soluzioni e partnership più efficaci: l’esternalizzazione selettiva rappresenta uno degli strumenti più potenti per raggiungere una crescita scalabile. Rispetto ai Follower, adottano modelli outsourcing e as-a-service con frequenza significativamente maggiore in attività ad alta intensità operativa come l’onboarding dei clienti (79% contro 39%), l’esecuzione degli ordini (80% contro 44%), il reporting fiscale e normativo (84% contro 48%) e l’outsourcing di infrastrutture e applicazioni IT (87% contro 55%).
Un dato particolarmente rilevante mostra che le organizzazioni che adottano ampiamente modelli as-a-service registrano un aumento della redditività a doppia cifra, a prescindere dalla loro dimensione. Ciò suggerisce che l'esternalizzazione sta evolvendo da semplice leva di efficienza dei costi a vero e proprio fattore strategico per la crescita a lungo termine.
I risultati della ricerca indicano inoltre un cambiamento nel modo in cui le istituzioni finanziarie affrontano la trasformazione: non si tratta più semplicemente di scegliere una tecnologia, ma di orchestrare soluzioni all’interno di ecosistemi sempre più complessi. A questo proposito, Marciano ha aggiunto: “Le conversazioni con i clienti non ruotano più attorno alla scelta delle tecnologie da adottare, ma agli obiettivi di business che intendono raggiungere e al percorso più efficace per conseguirli. La vera domanda è cosa renda possibili questi risultati. In questo contesto, la chiarezza è fondamentale per orchestrare efficacemente i programmi di investimento all’interno del proprio ecosistema. È ciò che consente di capire se tali investimenti genereranno scalabilità o se finiranno semplicemente per aggiungere ulteriore complessità.”
Informazioni sulla ricerca
Built to Scale è una ricerca sviluppata congiuntamente da Objectway e FT Longitude.
Lo studio si basa su un’indagine condotta nel primo trimestre del 2026 intervistando 300 professionisti senior di banche, asset manager e wealth manager operanti nel Regno Unito, in Canada e in Europa continentale, inclusi Germania, Francia, Italia, Paesi Bassi, Spagna, Belgio, Svizzera e Lussemburgo.
La ricerca analizza come le istituzioni finanziarie stiano perseguendo una crescita scalabile sia nei servizi al cliente sia nelle attività core, approfondendo gli ostacoli strutturali che ne limitano lo sviluppo, il ruolo dell’intelligenza artificiale e dei modelli as-a-service e le caratteristiche che distinguono le organizzazioni leader dal resto del mercato.
Lo studio introduce inoltre l’Objectway Scalability Index, un framework proprietario progettato per misurare la capacità delle istituzioni finanziarie di crescere in modo profittevole sia sul fronte operativo sia su quello della relazione con il cliente.
Scarica la ricerca completa: https://objectway.com/download-analyst-research-ft-longitude-built-to-scale-innovation-is-no-longer-a-scarce-resource/
Objectway
Da oltre 35 anni Objectway è il partner di riferimento per banche, asset manager e wealth manager, offrendo loro soluzioni scalabili in grado di migliorare le performance e potenziare l'intera catena del valore.
In qualità di full-service provider, Objectway integra in modo fluido processi operativi e modelli di servizio, accompagnando i clienti nei loro percorsi di trasformazione attraverso soluzioni altamente configurabili.
L’architettura flessibile delle sue soluzioni si adatta sia a realtà globali sia regionali, consentendo una crescita scalabile tra clienti, geografie e lungo l’intera value chain.
Riconosciuta tra le prime 100 società FinTech a livello mondiale secondo nell’IDC FinTech Rankings, Objectway amministra oltre 1.000 miliardi di euro di asset e supporta più di 100.000 professionisti –consulenti finanziari, private banker e relationship manager – nella gestione di oltre 700 miliardi di euro di asset under management per più di 5 milioni di investitori.
La strategia di crescita dell’azienda, sostenuta sia dall’espansione organica sia da acquisizioni strategiche, ha portato il Gruppo a raggiungere un fatturato di 130 milioni di euro nell’esercizio 2025.
Objectway serve oltre 250 tra le principali banche, società di wealth management, asset manager e compagnie assicurative in EMEA e Canada.
Con una presenza internazionale e un team di oltre 850 professionisti tra esperti di business e tecnologia, Objectway opera attraverso sedi in Italia, Regno Unito, Belgio, Germania, Svizzera, Francia, Irlanda, Emirati Arabi Uniti e Canada.
objectway.com
Fonte: Business Wire
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