Ricerca Nielsen: i lettori disposti a pagare per le news online

Ricerca Nielsen: i lettori disposti a pagare per le news online

Secondo una recente ricerca condotta da Nielsen ben un terzo dei lettori sarebbe disponibile a pagare per le news online. Addirittura l'8% già paga per un abbonamento a un quotidiano online.

di: Redazione ImpresaCity del 18/03/2010 11:40

 
Secondo quanto emerge dalla ricerca Global Survey Nielsen, condotta nelle cinque regioni geografiche (Europa, Asia/Pacifico, Medio Oriente/Africa/Pakistan, America Latina e Nord America), molti consumatori sarebbero disposti a pagare per i contenuti online.
Nielsen ha posto la seguente domanda a più di 27,000 individui in 52 paesi del mondo: "Sareste disposti a pagare per le news online, che rappresentano ormai una commodity, disponibile oggi gratuitamente?" 
Un terzo di tutti gli intervistati nei 52 paesi risponde che potrebbe considerare l'idea di pagare per accedere ai siti dei principali quotidiani online. Il 58% afferma di essere contrario, mentre l'8% ha già pagato per l'abbonamento a quotidiani online.  

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Con questa indagine, Nielsen ha cercato di fornire una risposta all'interrogativo su cui negli ultimi tempi si è concentrata l'attenzione del mercato e dei grandi gruppi editoriali, che stanno valutando l'opportunità di distribuire news via internet a pagamento per combattere la crisi del settore. 
Come prevedibile, la maggior parte degli intervistati (85%) preferirebbe che i contenuti oggi "free" rimanessero tali, ma ci sono delle opportunità se si analizzano i risultati nel dettaglio. Infatti, molto dipende dalla tipologia di contenuto offerto: più è alto il valore assegnato, soprattutto se è già capitato in passato di pagare per quella tipologia di contenuto, più gli intervistati si sono dichiarati disposti a pagare. 
Più persone preferirebbero pagare per leggere riviste piuttosto che quotidiani online (39% vs 34%); tuttavia esiste un 31% di consumatori che attribuisce un valore alle news disponibili solo online, tale da giustificare un costo per la loro consultazione.  


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Come è facile intuire, sono gli utenti sotto i 35 anni di età quelli più propensi a pagare. Se da una parte c'è la convinzione che i giovani nati nell'era digitale siano più abituati rispetto agli over 35 a disporre di contenuti online gratuiti, dall'altra parte è vero anche che i giovani digitali hanno imparato ad apprezzare e a dare un valore al contenuto online, mostrando quindi allo stesso tempo una maggiore propensione all'idea di un possibile pagamento per questo servizio.
I favorevoli ritengono però che le news dovrebbero rispettare dei criteri precisi, prima di diventare un bene a pagamento: ad esempio permetterne il libero utilizzo e la condivisione una volta scaricate le informazioni e prevedere l'eliminazione della pubblicità (64% degli intervistati). 
Le aziende stanno sperimentando diverse tipologie di pagamento, da un abbonamento full service a delle transazioni individuali, con micro-pagamenti (eventualità preferita dal 52% degli intervistati). 
Un altro aspetto da non sottovalutare è che quasi la metà degli intervistati (47%) si dichiara disposta ad accettare più pubblicità per ridurre il costo dei contenuti a pagamento. Questa percentuale è più alta nelle regioni meno industrializzate (55% in Asia Pacifico e 57% in Medio Oriente, Africa e Pakistan) mentre scende al 40% circa in Europa e Nord America.

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