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Le risorse umane al centro della trasformazione digitale

Cornerstone On Demand e Idc hanno condotto uno studio europeo sul tema del futuro digitale delle aziende e il peso dei talenti nei processi avviati o allo studio.

Autore: Roberto Bonino

Il tema della trasformazione digitale sta certamente influenzando i modelli di business delle aziende, agendo non solo sul piano tecnologico o dell’innovazione di prodotto/processo, ma anche sull’organizzazione complessiva.
Cornerstone On Demand e Idc hanno voluto capire quale sia oggi il ruolo delle risorse umane in questo scenario evolutivo e per questo hanno prodotto uno studio basato su un campione di 1.469 aziende con almeno 500 dipendenti in 14 paesi europei, Italia compresa. Un primo dato che emerge riguarda l’84% delle imprese continentali che ha già avviato (o sta per farlo) il processo di digitalizzazione. L’Italia si colloca leggermente al di sopra della media, con il 91% totale, un 10% di realtà che ha detto di aver addirittura già completato il viaggio e solo il 9% che non ha alcun piano (contro il 16% europeo): “In realtà – ha rimarcato Giancarlo Vercellino, Research Manager di Idc Italia – c’è un 17% che ha semplicemente pianificato il processo e questo rivela la nostrana tipica tendenza all’attendismo. Il 29% si sente indietro rispetto alle altre aziende e solo una su quattro percepisce una reale vantaggio sulla concorrenza”.
In compenso, l’83% delle imprese italiane crede che le risorse umane abbiano un ruolo importante nella trasformazione digitale (in tutta Europa siamo all’82%) e la percezione è tanto più alta quanto più si sale nella gerarchia aziendale (88% fa i C-Level, 78% fra i professionals) “Le imprese italiane stanno prestando un’attenzione crescente alla gestione del capitale umano – ha rilevato Vercellino – e in questo si sta avvicinando alla media europea. Si nota come i manager stiano sempre più incoraggiando i dipendenti alla collaborazione e ad affidare ai collaboratori anche decisioni importanti, più di quanto accade in Europa”.

Il freno della carenza di visione strategica

Naturalmente, lungo il percorso, si frappongono ostacoli che frenano il corretto avanzamento. In Italia (46%), ma anche in Europa (43%), prevale soprattutto la resistenza culturale al cambiamento, seguita dalla fidelizzazione dei talenti e dalla carenza di budget. In Europa emerge anche un fattore legacy, che invece da noi pesa di meno: “Nel nostro Paese gli ostacoli di maggior rilievo – ha puntualizzato Vercellino – riguardano la debolezza di visione strategica e di risorse finanziarie. Una maggiore sponsorship interna e l’ancor relativa capacità di individua e trattenere i talenti indicano uno scenario che presenta ancora numerose sfide per l’area delle risorse umane”.
Se il lavoro si sta facendo complessivamente sempre più flessibile, con punte dell’84% per le aziende che consentono l’accesso a dati e applicazioni corporate da remoto e che hanno concesso il lavoro da casa, le Risorse Umane esprimono una visione ancora piuttosto tradizionale del loro ruolo, con attività prevalenti legate al reclutamento, all’amministrazione dei dipendenti e alla gestione della formazione: “Le Hr devono crescere soprattutto sul fronte della risoluzione dei conflitti e della comunicazione interna – ha indicato Vercellino – perché queste sono le aspettative prevalenti espresse dalle funzioni di business. Gli strumenti a supporto, in compenso, dovrebbero migliorare in particolare in direzione della pianificazione e dell’engagement delle persone, per sostenere anche una più consistente cultura del dato, in modo da favorire una visione di termine più esteso e la possibilità di fare anche analisi predittive”.
In sostanza, l’Italia ha un buon posizionamento sia sul fronte dell’avanzamento in direzione della trasformazione digitale che della flessibilità del lavoro, ma la mancanza di visione strategica e un predominio perdurante di alcuni aspetti tradizionali hanno un impatto sulla libertà d’azione e un supporto più costruttivo al business digitalizzato delle aziende: “I manager lamentano ancora processi legati alle risorse umane un po’ frustranti – ha commentato Franco Gementi, Regional Sales Manager di Cornerstone OnDemand Italia -. Gli strumenti che noi offriamo vanno in direzioni come la learning experience, la valutazione delle performance e la gestione del capitale umano, automatizzando processi per togliere peso alla componente puramente amministrativa della funzione”. 
Pubblicato il: 22/06/2017

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