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Dell e il cloud computing, un approccio pragmatico a step

E' una della direzioni verso sui la società si orienta con un'offerta che spazia dall'infrastruttura ai servizi. Ai clienti la società suggerisce di muoversi in modo pragmatico, valutando opportunità e rischi con un approccio che può essere evolutivo o rivoluzionario.

Autore: Barbara Torresani

Non è la prima volta che Dell diventa parte attiva di una rivoluzione nell'IT: lo ha fatto circa 20 anni fa portando il Personal Computer, allora ad appannaggio di pochi, a un numero di utenti molto esteso. Una sorta di democratizzazione dell'informatizzazione che ha contentito di portare potenza computazionale a milioni di utenti nel mondo attraverso i PC.
Negli anni lo scenario si è evoluto e oggi il paradigma che ha tutte le credenziali per poter cambiare le regole del gioco si chiama Cloud Computing. Ed anche il questo caso Dell pensa di avere le carte in regola per farsi strada ed emergere anche in quest'ambito. Lo ha ribadito proprio di recente Michael Dell, nel corso dell'evento Cloud Expò. "Oggi la combinazione di connettività e mobilità ha creato aspettative illimitate nei confronti dell'IT. Il tipo di computing che ne risulta risponde ai principi del modello 'Yes, now computing', in cui la tecnologia deve essere accessibile e disponibile ovunque e sempre in modalità on demand." E l'elemento abilitante tale modello è appunto il Cloud Computing.... che non si può ridurre alla tecnologia  internet, ma a tante reti interconnesse – pubbliche e private – le cosiddette nuvole appunto, che consentono di accedere a informazioni e applicazioni senza la necessità di effettuare ingenti investimenti nelle infrastrutture. Una democratizzazione dell'accesso alle applicazioni e alle informazioni che per i team It deve tradursi in un concetto di efficienza. Si tratta di attuare una profonda trasformazione all'interno dei data center, abbandonando le infrastrutture obsolete, quelle legacy, per entrare in un mondo in cui la tecnologia risponde a requisiti di flessibilità, agilità e capacità di adeguarsi a picchi computazionali.
Ed è partendo da questa visione esposta da Michael Dell che Antonio Apollonio – Services Sales Executive di Dell Italia e Fabrizio Garrone – Solution Manager Pubblic & Large Enterprise di Dell Italia, prendono il via per raccontare la posizione di Dell rispetto a questo nuovo paradigma. "Il Cloud Computing è una grande opportunità per il business, questo è fuori di dubbio. Non è la panacea a tutti i mali. E' un modello computazionale che si affiancherà agli altri esistenti, che va valutato e abbracciato in modo onesto e trasparente, seguendo un approccio pragmatico step by step che mostri al cliente benefici e limiti, opportunità è insidie", commenta Appollonio.
"E' uno stile di computing in cui le risorse scalabili dinamicamente e virtualizzate sono fornite in modalità a servizio" spiega Garrone...che oggi, sì proprio adesso, è possibile abilitare in quanto solo oggi alcuni elementi chiave sono giunti in una fase di maturazione: la virtualizzazione, la Service Oriented Archietecture, la rete a banda larga, il browser come piattaforma di fruzione, il software open source come standard anche nel mondo business e la capacità di scalare in modo orizzontale".
Sono quattro i modelli di computazionali su cui le applicazioni funzionano e che erogano servizi individuati da Dell: tradizionale (client/server), virtualizzato, Cloud privato e cloud pubblico. Sono modelli che che coesistono e si intersecano. Lo stato attuale delle aziende oggi è a cavallo tra le architetture tradizionali e quelle virtualizzate. Da qui a 3-5 anni la situazione si modificherà a favore di scenari di Private Cloud e Pubblic Cloud. 
In specifico, per muoversi verso uno scenario di Private Cloud Dell propone due approcci complementari, che tengono conto delle situazioni delle aziende che si apprestano a intraprendere il cammino verso il cloud computing. Il modello evolutivo (building on virtualization) si applica alle aziende che intendono costruire la propria infrastruttura in ottica cloud partendo dal patrimonio applicativo tradizionale esistente. In questo caso la virtualizzazione è l'elemento tecnologico che consente di fare il salto. Il modello rivoluzionario (Greefield Solutions), invece, ben aderisce alle aziende che intendono disegnare le nuove applicazioni sfruttando le caratteristiche dell'architettura cloud. Verosimilmente sono le aziende che partono da zero, per cui ha senso ragionare già in ottica cloud.
"Il Cloud è il punto di arrivo di un percorso, che la stessa Dell ha provato proprio su se stessa", sottolinea Apollonio. Il viaggio di Dell verso il Cloud ha spostato nel giro di tre anni la spesa It dalla classica 80%-20% (manutenzione-innovazione) all'attuale 48%-52%, attraverso quattro tappe principali, che l'azienda consiglia di seguire a tutti i clienti: la standardizzazione; un uso spinto della virtualizzazione che consente di semplificare/consolidare l'infrastruttura, l'automazione (che è sempre stata una chimera per l'eterogenità delle architetture esistenti) e, infine, il cloud.
Ad oggi in Italia i progetti a cui Dell sta lavorando hanno abbracciato in prevalenza la formula "evolutiva"mentre un grande progetto "ad approccio rivoluzionario" che riguarda servizi Web 2.0 è in fase di realizzazione in un'importante realtà italiana. 

[tit:Infrastruttura e servizi]
E veniamo ai prodotti. In questo contesto Dell mette in campo due tipologie di offerta: da una parte componenti architetturali (building blocks) al fine di creare infrastrutture cloud e dall'altra una serie di servizi erogati in modalità cloud.
I building blocks poggiano sull'offerta server Dell, che si pone sotto il capello "Power Edge Core": contempla dalla singola macchina a migliaia di server generalisti per arrivare fino a macchine customizzate. La Serie M indica i blade server, quella C (che sta appunto per Cloud), sono macchine prodotte in serie, altamente specializzate, che funzionano lavorando in parallelo. Ci sono poi i Data Center Solutions (soluzioni custom disegnate con i clienti stessi).
In ambito infrastrutturale trova spazio la novità Vstart Series: un unico rack disegnato per realizzare infrastrutture cloud con a bordo server, storage e software oggi pronta per infrastruttura fino a 100 e 200 macchine virtuali (attese anche per 50 e oltre le 200 macchine). Sono macchine cloud-ready adatte alle aziende che adottano un approccio evolutivo al cloud, che non vogliono "toccare" ciò che hanno già in casa.
E per intraprendere un cammino evolutivo Dell propone anche il sistema Vis (Virtual Integrated System), una porposta basata su software, pensata per riutilizzare e rimodulare i sistemi dei clienti al fine di trasformare le loro architetture in private cloud. Come? E' una sorta di middleware che, partendo da una base di hardware esistente mediante il sistema di gestione Advanced Infrastructure Manager astrae e "parcheggia" i sistemi operativi sullo storage. In pratica si rende indipendente il sistema operativo e i server esistenti diventano nodi che danno capacità computazionale. Un middleware che disaccoppia le componenti fisiche dal layer del sistema operativo e delle applicazioni. E' un'infrastruttura agonostica dallo storage, in grado di riconfigurare anche il network, che mette a disposizione anche un portale self service (Vis Self-Service Creator) e la componente Vis Director, per monitorare i consumi e gestire il billing.
Se si intende partire con un approccio rivoluzionario la proposta Dell è invece Cloud Solutions for Web Applications. Una soluzione di Platform as a service di software e sviluppo che poggia su hardware Power Edge C e tool open source di derivazione Jojent (azienda partecipata da Dell) che semplifica il set-up e automatizza l'infrastruttura e la gestione delle applicazioni. Ha come target i service provider It e le aziende Web 2.0.
E veniamo alla compente di servizi cloud based. Quest'ultimo è uno dei fronti su cui l'azienda sta spingendo l'acceleratore in modo deciso.  Si tratta di servizi per l'IT mangement fruito in modalità cloud. Sono servizi forniti via Internet, scalabili in modo automatico, di facile deployment (plug and play) e fruibili in logica pay per use. Il catalogo è ampio e spazia da asset management, software distribution, online backup e restore, email security... fino a servizi di virtual desktop.
Insomma... il focus di Dell sul Cloud computing è più che evidente. Lo stesso Micheal Dell a Cloud Expò ha annunciato un investimento di 1 miliardo di dollari in 10 nuovi data center da costruirsi entro il prossimo gennaio di cui alcuni in Europa (Dublino, Parigi, Francoforte). E il processo di acquisizioni avviato nel corso degli ultimi tre anni si muove anche in questa direzione: delle 16 acquisizioni effettuate, infatti, alcune indirizzano in specifico proprio il tema del cloud computing come SecureWorks (servizi di sicurezza gestiti) e Boomi (integrazione cloud e sistemi legacy).
Un percorso tracciato in cui Dell, già forte sul fronte infrastrutturale, vuole farsi spazio anche in ambito dei servizi. Il tutto giocando la carta dell'apertura agli standard di mercato che si contrappone a quello proprietario adottato dai diretti concorrenti. 
Pubblicato il: 20/07/2011

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