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Brocade declina il cloud computing

Numerose le novità presentate nel corso della 10a edizione del Technology Day appena conclusosi a San José in California, che si calano nelle tre dimensioni del cloud: pubblico, privato e ibrido. Annunciata la prima Fabric 16 gbps Fiber Channel.

Autore: Barbara Torresani

Con un obiettivo così ambizioso come quello di essere il provider di networking che aiuta le aziende a effettuare una transizione ‘morbida' verso soluzioni infrastrutturali abilitanti il cloud, Brocade deve necessariamente tenere il passo delle evoluzioni tecnologiche e delle tendenze di mercato, ma, soprattutto, anticiparle. Non stupisce quindi il fatto che l'ultima edizione del Technology Day (la decima per la precisione), tenutosi i primi di maggio a San José in California, abbia visto la società ‘sfornare' una serie di novità che si collocano nell'ambito Cloud Computing, il trend più affermato dell'ultimo periodo, e che le soluzioni infrastrutturali annunciate vadano a mapparsi sulle tre differenti declinazioni del cloud: privato, ibrido e pubblico. Un ulteriore step della strategia Brocade One, lanciata proprio la scorsa edizione del Technology Day. "Oggi  a livello di private cloud i clienti in termini di infrastruttura - per esempio le banche con problemi di disaster recovery e data center dislocati in ambiti fisici distanti tra di loro – chiedono soprattutto velocità di accesso alle applicazioni e reti piatte e semplici; in un cloud ibrido prevalgono richieste di interoperabilità, provisioning applicativo semplificato mentre in un contesto di cloud pubblico è necessario garantire scalabilità e rapidità nell'adattarsi a nuovi modelli di business per gestire i flussi di traffico che arrivano in modo imprevedibile", afferma Paolo Lossa, Regional Manager Brocade Italia.
brocade-da-voce-al-cloud-1.jpgPer rispondere a tali requisiti la società ha presentato una serie arricchimenti della propria offerta e nuovi prodotti che si collocano in particolare nell'ambito del Private Cloud, tenendo alta la bandiera "open", con cui la società californiana punta a caratterizzarsi rispetto ai concorrenti.
In particolare, la società ha presentato CloudPlex, una vision che favorisce la migrazione graduale dei data center odierni alle "Virtual Enterprise" future, che si concretizza in un modello architetturale aperto per realizzare il Cloud Optimized Network. Un passaggio 'morbido' dalle architetture tradizionali obsolete verso il cloud. Il tutto garantendo la protezione degli investimenti effettuati nel passato. L'architettura in questione poggia su un framework aperto ed estendibile per la costruzione di data center distribuiti e virtualizzati di prossima generazione, costituito da blocchi di computing integrati per unificare le risorse in un unico ambiente di computing e storage. Con CloudPlex l'idea di Brocade è quella di aiutare i clienti a scalare le proprie infrastrutture IT, passando dalla gestione di centinaia di macchine virtuali poste in diversi server a migliaia di macchine virtuali distribuite in azienda e nella cloud.
E si inserisce in ambito di cloud privata l'annuncio delle soluzioni basate su fabric con tecnologia 16 gigabit al secondo Fiber Channel. "Dopo aver lanciato per primi i 4 e gli 8 Gbps oggi Brocade propone il primo portfolio di soluzioni end-to-end con tecnologia 16 Gbps Fiber Channel", enfatizza Lossa.
E Brocade si fregia anche di essere il pioniere nello sviluppo dell'Ethernet Fabric, una tecnologia networking appositamente creata per la virtualizzazione e i data center ottimizzati per il cloud. "E' una tecnologia che rivoluziona il modo in cui vengono disegnate le architetture in un mondo virtualizzato". La tecnologia in questione in casa Brocade è rappresentata dalla piattaforma Vdx. "I clienti iniziano a richiedere queste soluzioni innovative. Se l'anno scorso, infatti, era prematuro proporre tale tecnologia e i clienti ci guardavano con sospetto, oggi c'è molta più chiarezza sulla loro necessità di gestire in maniera semplificata la connettività delle macchine virtuali. E anche in Italia non mancano le richieste". Pubblica Amministrazione, utility, banche e service provider i settori più interessati, caratterizzati da ambienti con grossi data center distribuiti, con un  alto numero di macchine virtuali. "Siamo partiti con le prime spedizioni a gennaio e contiamo già le prime installazioni". Il grande gruppo editoriale belga De Persgroep ha realizzato una grossa infrastruttura di data center distribuito in cui ha installato 72 switch Brocade Vdx 6720 sull'architettura basata su fabric (Brocade dice la prima Ethernet Fabric al mondo), con uno chassis logico dotato di un unico piano di controllo distribuito su molteplici rack di server.
E tra le novità  trovano posto una gamma di nuovi switch, tra cui spicca il modello a un'unità rack 6510 (ha il 16 Gb embedded), il nuovo prodotto core per San 16 Gb director 8510 Dcx, il Fabric Adapter 1860 – con questi prodotti Brocade si sposta a una generazione più avanti di Adapter in quanto riesce con un'unica fabric convergente a portare a 'wire speed'  tutte le tecnologie di input e output disponibili sul mercato, e poi Brocade Network Advisor, una piattaforma di management e di provisioning per gestire da un unico punto tutta la rete distribuita Ethernet, Fiber Channel e wireless.
"Brocade

E sul fronte del cloud ibrido Brocade partecipa a una serie iniziative che arrivano dal mercato open (per ora solo in Usa) che vanno sotto il cappello OpenFlow e OpenStack, al fine di creare un ambiente che offra garanzie di interoperabilità e semplicità in un contesto altamente virtualizzato. OpenFlow è una suite di nuovi protocolli e nuove implementazioni hardware (in questo momento trovano applicazioni nell'ambito della ricerca) mediante i quali effettuare lungo tutta la catena del networking  test su nuove funzionalità all'interno di un netework che è già in produzione. OpenStack è la rappresentazione  software di OpenFlow più legato ai sistemi operativi.
E le novità non mancano nell'ambito di cloud pubblico, che per Brocade sostanzialmente significa ripondere alle necessità dei service provider (in particolare  nel  telco) in termini di scalabilità delle infrastrutture cloud. Per questa tipologia di clienti Brocade ha presentato soluzioni che spaziano da software per facilitare la migrazione dalle attuali reti IPv4 alle reti IPv6  - "il passaggio non è poi così banale come può sembrare", dice Lossa -  a una nuova serie di blade di livello carrier a 10 e 100 Gigabit Ethernet per i router della serie Mlx per rispondere a necessità maggiori di banda ma anche scalabilità... fino a Brocade 6910 Ethernet Access Switch, soluzione per rete metropolitana, con caratteristiche di funzionamento a temperature estreme.
"Brocade vuole essere il partner di networking che aiuta il cliente a fare evolvere la propria  infrastruttura di data center verso i nuovi paradigmi tecnologici nel modo più graduale e indolore, preservando gli investimenti già effettuati.  E il focus aziendale è sempre più quello di costruire soluzioni abilitanti il cloud ottimizzato per i data center sia in ambito enterpise sia di service provider, in un'ottica di apertura e interoperabilità con altri vendor", conclude Lossa.       
Pubblicato il: 17/05/2011

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