Logo ImpresaCity.it

SonicWall, il telelavoro sicuro per superare la crisi

Secondo la società il telelavoro risulta sicuro a condizione che le imprese adottino tecnologie di accesso remoto protetto. Le reti SSL VPN (Secure Sockets Layer Virtual Private Network) sono il requisito di sicurezza fondamentale per garantire un telelavoro sicuro e proteggersi dalla crescente sofisticazione degli attacchi hacker e delle organizzazioni che li supportano.

Autore: Redazione ImpresaCity

Se nel passato la produttività e la flessibilità erano i principali requisiti che i programmi di telelavoro dovevano garantire, questi, pur rimanendo validi, oggi  sono stati superati da elementi di tipo finanziario, come l’aumento dei prezzi della benzina, la crisi del credito o il difficile contenimento dei costi. Un requisito ancora più importante da soddisfare è relativo al fatto di fornire un accesso sicuro alle reti, alle applicazioni e ai dati aziendali. Occorre infatti che i programmi di telelavoro siano in grado di  garantire un accesso remoto sicuro ai dipendenti che lavorano da postazioni remote, in modo da rendere il telelavoro non solo fattibile, ma anche sicuro.
SonicWall, azienda che opera nel mercato della sicurezza informatica ha individuato alcuni trend aziendali e tecnologici da seguire affinché si realizzino tali presupposti.
Tra i trend aziendali
: tenere sotto controllo le spese di gestione, trovare e trattenere i talenti, ottenere la conformità alle normative, essere pronti ad ogni evenienza, lavorare in modo eco-compatibile. Tra quelli tecnologici: avere accesso alla banda larga ovunque, collaborare attraverso il Web 2.0, rendere mobili le comunicazioni, proteggere l’azienda da minacce più sofisticate.
Scendendo nello specifico, i telelavoratori aiutano le aziende a contenere i costi di gestione; infatti telelavoratore che usa il proprio spazio abitativo come luogo dove lavorare (energia elettrica, riscaldamento, …)  consente all’azienda di risparmiare spazio ed energia. La Canadian Telework Association (CTA) fornisce alcune cifre sul fenomeno “hot desking”, suggerendo che i datori di lavoro possono risparmiare un ufficio ogni tre telelavoratori o circa 2.000 dollari all’anno per ogni telelavoratore.
Da un sondaggio online condotto dalla Telework Coalition nel maggio 2008 è emerso che l’87% degli intervistati limiterebbe la ricerca di lavoro sulla base dei potenziali costi di viaggio.
Per le aziende, il telelavoro costituisce un’opportunità per andare oltre le barriere tradizionali e accedere a risorse umane in aree geografiche che offrono forza lavoro a un costo inferiore o una maggiore concentrazione di talenti.I programmi di telelavoro hanno il pregio di fidelizzare i dipendenti.
Negli ultimi anni le aziende hanno dovuto conformarsi a un numero crescente di normative industriali e di settore e poiché i telelavoratori non sono esentati da tali requisiti di conformità, un programma di telelavoro deve essere poter monitorare sia i telelavoratori che i dipendenti in loco.
E ancora il ripristino di emergenza è diventato un obiettivo di primaria importanza in un mondo sempre più globalizzato. Un blackout in un impianto di energia elettrica lontano, ma di importanza strategica, può danneggiare il lavoro non solo a livello locale, ma anche in qualunque altra sede della società.
Per definizione, il telelavoro distribuisce i dipendenti lontano dalle sedi centrali.
Nel caso di un’interruzione dei servizi presso la sede centrale a causa di blackout, eventi naturali, traffico congestionato o guasti localizzati, i telelavoratori mettono l’azienda nelle condizioni di proseguire la propria attività.
L’impatto ambientale riguarda i viaggi d’affari dei dipendenti in auto, in aereo, in treno (o con un qualsiasi altro mezzo pubblico),  l’energia necessaria per il riscaldamento, il raffreddamento e l’elettricità, oltre alle emissioni di carbonio derivanti dal consumo di beni e servizi. Ma qual è l’impatto del televoro  sull’ambiente? In molti casi i telelavoratori trasferiscono semplicemente i consumi energetici dall’azienda alla propria abitazione. Tuttavia, da una recente ricerca condotta da Sun emerge che i telelavoratori a casa propria consumano circa la metà dell’energia rispetto a quando sono in ufficio.
Per quanto riguarda i  trend tecnologici con l’aumentare del numero delle abitazioni dotate di accesso a Internet a banda larga, lavorare da casa diventa sempre più facile ed efficiente. La banda larga, inoltre, consente l’uso di soluzioni VoIP (Voice over IP o telefono via Internet) e di altre nuove applicazioni ad elevato consumo di banda, inutilizzabili con una connessione più lenta.
Le nuove applicazioni quali wiki e VoIP favoriscono la collaborazione online; grazie a queste applicazioni i dipendenti possono lavorare insieme senza doversi trovare nello stesso luogo. Per i telelavoratori la collaborazione remota si traduce in un enorme aumento della produttività, come dimostrato dalla crescita delle riunioni in teleconferenza. La caduta dei prezzi e il sensibile miglioramento delle prestazioni di smartphone, PDA e altri dispositivi palmari (Blackberry, Symbian), oltre che dei laptop, hanno reso la tecnologia del telelavoro alla portata di molte aziende e dei loro dipendenti.In un sondaggio, tuttavia, il 70% degli intervistati ha ammesso di accedere ai dati aziendali in modalità wireless, sollevando una notevole preoccupazione riguardo alla sicurezza delle reti. I  dispositivi di questo tipo espongono le reti aziendali a nuove minacce, non ultimo il fatto che è molto più facile perdere dispositivi di dimensioni ridotte che non dispositivi di grandi dimensioni. Inoltre, le divisioni IT sono responsabili degli smartphone senza controllarli.
Oggi le minacce sono attribuibili al crimine organizzato, che si è spostato in Internet.
Secondo SonicWall le reti SSL VPN (Secure Sockets Layer Virtual Private Network) sono il requisito di sicurezza fondamentale per garantire un telelavoro sicuro e proteggersi dalla crescente sofisticazione degli attacchi hacker e delle organizzazioni che li supportano. Il telelavoro risulta sicuro a condizione che le imprese adottino tecnologie di accesso remoto protetto.
Un approccio come quello proposto da SonicWall di tipo “clean VPN” stabilisce livelli intelligenti di accesso remoto protetto, gateway firewall e controllo delle policy integrando SSL VPN e UTM (Unified Threat Management). Una soluzione “clean VPN” per essere efficace deve: rilevare la totalità degli utenti, degli endpoint e del traffico oltre il perimetro di rete tradizionale; proteggere le applicazioni e le risorse dagli accessi non autorizzati e dagli attacchi malware; connettere gli utenti autorizzati con risorse adeguate in modo trasparente, semplice e in tempo reale.
SonicWall propone soluzioni con tecnologia clean VPN per le aziende di grandi e piccole dimensioni, consentendo un’integrazione gestita delle sue premiate linee di prodotti Secure Remote Access, Network Security Appliance e Global Management System.
La soluzione SonicWALL Clean VPN combina tecnologie SSL VPN e UTM di prossima generazione per imporre policy di accesso granulari a livello di applicazione, ispezionando dettagliatamente tutto il traffico a livello del gateway e correlando contemporaneamente le informazioni sugli eventi per ottimizzare le funzionalità di sicurezza.
Tra i fattori tecnologici che stanno determinando l’affermazione del telelavoro figurano un accesso remoto protetto affidabile, una maggiore disponibilità della banda larga per l’accesso a Internet, nuove applicazioni di collaborazione e la diffusione di PDA e smartphone. A questi fattori si aggiungono una maggiore consapevolezza generale in materia di surriscaldamento globale e il crescente desiderio dei dipendenti di raggiungere un equilibrio migliore tra lavoro e vita privata.
Pubblicato il: 27/05/2009

Tag:

Cosa pensi di questa notizia?

Speciali

speciali

F-Secure: Download PDF

speciali

HPE - Le tecnologie, le soluzioni