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Google, parte del fatturato spostato alle Bermuda

Google ha risparmiato circa 2 miliardi di dollari in tasse, grazie allo spostamento nelle Bermuda di 9,8 miliardi di dollari del suo fatturato.

Autore: Chiara Bernasconi

Lo scorso anno, Google ha risparmiato circa 2 miliardi di dollari in tasse, grazie allo spostamento nel paradiso fiscale delle Bermuda di 9,8 miliardi di dollari del suo fatturato.
La strategia adottata dal Colosso di Mountain View per evitare di versare ogni anno miliardi di dollari nelle casse dei Paesi in cui opera è resa possibile da alcune pratiche che già altri colossi IT adoperano.
La prima di esse viene chiamata in gergo “double irish” e richiede il controllo di due società aventi sede in Irlanda, nazione che offre una bassa pressione fiscale al fine di attirare l’arrivo di capitali dall’estero.
La seconda, invece, prende il nome di “dutch sandwich” e consiste nel far transitare il denaro in Olanda per poi trasferirlo a mete lontane, come per esempio le isole Bermuda.
Dal punto di vista legale non vi è nulla di illecito, ma si tratta certamente di una strategia adottata per sfruttare un vero e proprio vuoto legislativo.
Dal canto suo, Google si difende presentando le cifre relative all’occupazione generata in questo momento di crisi e globale: 700 dipendenti in Germania, altri 2.000 nel Regno Unito. Solo in quest’ultimo Paese Big G genera un fatturato pari a circa 4,1 miliardi di dollari sui quali però versa solo 9,6 milioni di tasse.
Pubblicato il: 12/12/2012

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