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Unioncamere, autunno incerto per l'industria, fermi commercio e servizi

Secondo un'indagine Unioncamere, il terzo trimestre 2011 sarà caratterizzato da incertezza e scarsa crescita nei vari settori industriali.

Autore: Redazione ImpresaCity

L'accresciuta incertezza sull'intensità della ripresa internazionale e le forti tensioni sul debito - non solo dell'Italia ma dell'intera eurozona e degli Usa - gettano un cono d'ombra sulle prospettive delle imprese alla ripresa autunnale.
Eppure, produzione, fatturato, ordinativi e, soprattutto, export del manifatturiero erano ancora in crescita nel secondo trimestre, anche se con minore velocità rispetto all'inizio dell'anno. A trainare è stata soprattutto la media impresa che vende all'estero, nonostante l'andamento dei mercati internazionali in piena turbolenza, mentre quanti si rivolgono al mercato domestico stentano ancora a invertire la marcia. D'altro canto, i consumi delle famiglie non pare riescano a recuperare, come mostrano i risultati raggiunti nello stesso periodo dalle imprese del commercio e dei servizi.
E' quanto mostra l'indagine congiunturale effettuata dal Centro studi di Unioncamere, che raccoglie dalle imprese dell'industria, del commercio e dei servizi un altro segnale in chiaro-scuro: le previsioni relative all'occupazione dipendente per il 2011 vedono un rallentamento della flessione occupazionale rispetto allo scorso anno.  
Ma ecco, nel dettaglio, le previsioni per il terzo trimestre 2011 nei vari settori economici:
- Industria

Sull'andamento atteso del III trimestre 2011 sembra pesare in modo significativo il crescente clima di incertezza degli ultimi mesi, soprattutto per le aziende più piccole: il bilancio complessivo non riesce a raggiungere il segno positivo per la produzione (-1 punto percentuale il differenziale tra quanti prevedono un aumento e quanti, invece, si attendono una diminuzione), mentre per il fatturato lo supera di poco e si attesta a soli +3 punti percentuali. Prevalgono, tuttavia, più nettamente aspettative ottimistiche tra le imprese dell'alimentare (+28 e +19 punti, rispettivamente per produzione e fatturato), tipicamente meno sensibili ai cicli economici, e per quelle della meccanica (+2 punti la produzione e +7 punti il fatturato). Sotto il profilo territoriale, nelle previsioni per il prossimo trimestre emergono due ottiche alternative: il Nord Est e il Sud e Isole mostrano il prevalere di un sentiment intonato ad un cauto ottimismo, mentre nel Nord Ovest e nel Centro sembrano diffondersi, anche se non ancora in maniera netta, le attese di una contrazione produttiva.  
- Commercio
Decisamente caute le previsioni delle imprese commerciali per il III trimestre 2011: gli ottimisti prevalgono sui pessimisti di appena 4 punti percentuali e il 56% degli operatori è orientato verso la stabilità dei risultati nelle vendite. Più favorevoli sono le prospettive delle imprese oltre i 20 dipendenti, per le quali il saldo raggiunge i 22 punti percentuali, mentre tra i piccoli operatori i pessimisti superano gli ottimisti di 10 punti percentuali.  
- Altri servizi
Nell'insieme dei settori degli altri servizi è preponderante (raggiunge il 71%) la quota di operatori che non si attende sostanziali cambiamenti negli andamenti degli affari per il III trimestre 2011. Attese migliori sono tuttavia dichiarate dagli operatori della filiera turistica e, soprattutto, dei servizi di trasporto e logistica, a fronte di più diffuse incertezze tra quelli dei servizi alle persone, del terziario avanzato e, soprattutto, di mense e bar.
Pubblicato il: 16/08/2011

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