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Brunetta apre la IGF Italia 2010

Si sta svolgendo in questi giorni la terza edizione di Internet Governance Forum Italia (IGF Italia). Ad aprire i lavori, il Ministro per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione Renato Brunetta.

Autore: Redazione ImpresaCity

Renato Brunetta, Ministro per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione, ha aperto i lavori del terzo Internet Governance Forum Italia 2010 (IGF Italia), in corso nell'aula convegni del Consiglio Nazionale delle Ricerche.
Quello che segue è il testo del suo intervento:
"Desidero innanzitutto ringraziare gli organizzatori ed i tanti partecipanti che - ne sono certo - consentiranno di animare un dibattito su temi tra i più importanti per lo sviluppo futuro del nostro Paese, anche in relazione al contesto globale. Gli scambi economici, le interazioni sociali, ma anche le pratiche della partecipazione democratica si esprimono sempre di più attraverso la Rete, vero e proprio asse portante del mondo globalizzato.
Occuparsi del futuro di internet, significa quindi occuparsi del nostro futuro. Per questo è molto importante essere qui. Infatti, come recita lo slogan di questo terzo appuntamento dell'IGF Italia, "internet riguarda tutti". Diventare più consapevoli e capaci di cogliere le immense opportunità di internet è, e deve essere, un obiettivo comune a tutti gli stakeholders: Governo, istituzioni e pubbliche amministrazioni, università e comunità di ricerca tecniche, professionisti, imprese e aziende, associazioni e organizzazioni della comunità degli utenti della Rete. Per questo l'Internet Governance Forum nazionale va considerato uno strumento prezioso, come sottolineato anche dal Parlamento europeo.
Nel maggio 2008 tenemmo proprio in questa sala del CNR un incontro preparatorio e nell'ottobre successivo, a Cagliari, ebbe luogo il primo "IGF Italia", organizzato dall'allora Presidente della Regione Sardegna e patrocinato dal mio Ministero.
L'intento di allora era lo stesso che guida oggi questa terza edizione del Forum: riunire e mettere a confronto tutti gli attori italiani interessati, per favorire il dialogo tra opinioni e settori differenti e cercare di definire posizioni comuni.
Sin dai "World Summit on Information Society" del 2003 e del 2005 - dai quali è nato il processo dell'internet Governance Forum (IGF) - apparve chiaro che per discutere di governance della Rete occorresse un nuovo metodo di confronto tra i portatori di interesse, basato su un ruolo paritario. E l'esperimento degli IGF internazionali e nazionali ha proprio voluto individuare questo nuovo metodo.
I Governi esprimono posizioni che devono confrontarsi con quelle degli altri stakeholders in un dibattito pluralistico. Il successo dei Forum delle Nazioni Unite è evidente. Altrettanto evidente è quello dei Forum nazionali che continuano a moltiplicarsi: Regno Unito, Germania, Danimarca, Finlandia, Svezia, Spagna, Russia e altri ancora. In questo panorama, per la quantità e qualità di contributi che ha saputo sin qui generare, l'IGF Italia è un risultato straordinario, nonché una forte testimonianza della validità di questo metodo e della presenza di una domanda di partecipazione al dibattito sul futuro della Rete che spesso le istituzioni non riescono a raccogliere e a far emergere.
A questa domanda abbiamo cercato di rispondere lanciando, nell'agosto scorso, una consultazione pubblica. L'obiettivo era di verificare il supporto degli stakeholders sull'adozione di un metodo "bottom-up" di raccolta-confronto-codifica delle regolamentazioni e migliori pratiche esistenti sui grandi temi della cosiddetta governance di internet. Dal nostro punto di vista, infatti, la risposta internazionale alle questioni della governance di internet deve nascere da un processo avviato "dal basso". Un processo che permetta di raccogliere i principi, gli orientamenti e le best practices esistenti, per giungere gradualmente - attraverso un confronto e una scelta i cui risultati consentiranno anche di migliorare le capacità nazionali di policy e regulation making - all'individuazione di regole e pratiche universalmente riconosciute.
Questo metodo, che abbiamo chiamato il metodo Azuni - ha tratto spunto da un'interessante analogia storica. Fra la fine del diciottesimo secolo e gli inizi del 1800, Napoleone incaricò Domenico Azuni,  insigne giurista sardo specializzato nel diritto mercantile, di redigere un Codice del diritto marittimo completo e innovativo che permettesse di sistematizzare tutte le leggi, gli usi, le abitudini e le decisioni consolidate in Europa. Attraverso un processo di ricerca, raccolta e selezione delle regole maggiormente diffuse e condivise, Azuni riuscì ad elaborare un Codice che, proprio grazie alla regolamentazione di aspetti di interesse generale, rese più certi i traffici e favorì la nascita delle assicurazioni marittime, consentendo in questo modo un'ulteriore espansione del commercio via mare.
Al di là dell'analogia fra la "navigazione" nei mari dell'Europa del diciannovesimo secolo e la "navigazione" in Rete del ventunesimo secolo, il compito svolto da Azuni ci ricorda l'importanza di regolamentare realtà globali, come quella di internet, attraverso regole condivise e la necessità di far ciò riconoscendo e condividendo i migliori principi e le migliori pratiche già esistenti.
In sintesi, come abbiamo sottolineato all'IGF di Vilnius, quello di cui abbiamo bisogno oggi non è una governance di Internet decisa top-down, ma una governance che si fondi sull'individuazione e la scelta di principi e pratiche condivise attraverso un processo "dal basso". Il metodo Azuni, va proprio in questa direzione, fornendo uno strumento democratico e inclusivo a disposizione della comunità della rete italiana, che è nostro auspicio possa essere esteso anche alla comunità internazionale, attraverso gli internet Governance Forum".
Pubblicato il: 29/11/2010

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