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Debutta Fabbrica Italia Pomigliano, Sergio Marchionne è il presidente

E' nata Fabbrica Italia Pomigliano. La nuova società è stata iscritta al Registro delle Imprese della Camera di Commercio di Torino, è controllata al 100% da Fiat Partecipazioni, ha un capitale di 50.000 euro e il presidente è Sergio Marchionne. Nasce una new company nel quale riassumere, con un nuovo contratto, i 5.000 lavoratori attuali della fabbrica campana.

Autore: Redazione ImpresaCity

E' nata ''Fabbrica Italia Pomigliano''. La nuova società è stata iscritta al Registro delle Imprese della Camera di Commercio di Torino il 19 luglio ma la notizia è stata resa pubblica oggi. E' controllata al 100% da Fiat Partecipazioni, ha un capitale di 50.000 euro e il presidente è Sergio Marchionne, attuale AD di FIAT.
L'oggetto sociale della newco è ''attività di produzione, assemblaggio e vendita di autoveicoli e loro parti£ A tal fine può costruire, acquistare, vendere, prendere e dare in affitto o in locazione finanziaria, trasformare e gestire stabilimenti, immobili e aziende'.
Inoltre la nuova società ''può compiere le operazioni commerciali, industriali, immobiliari e finanziarie, queste ultime non nei confronti del pubblico, necessarie o utili per il conseguimento dell'oggetto sociale, ivi comprese l'assunzione e la dismissione di partecipazioni ed interessenze in enti o societa', anche intervenendo alla loro costituzione''. La nascita di 'Fabbrica Italia Pomigliano è un passo preliminare per la costituzione di una nuova società, una new company in cui riassumere, con un nuovo contratto, i 5.000 lavoratori attuali della fabbrica campana.
Si tratta del progetto Futura Panda a Pomigliano, per il quale la Fiat ha raggiunto un accordo con i sindacati il 15 giugno, non firmato dalla Fiom.
Domani a Torino, nella sede della regione Piemonte, in programma il tavolo convocato dal ministro del Lavoro con azienda e organizzazioni sindacali ma la Fiat ha già chiamato i sindacati metalmeccanici per giovedì 29 luglio presso l'Unione Industriale di Torino, alle 9,30. All'ordine del giorno dovrebbe essere la comunicazione della disdetta degli accordi vigenti e, in particolare, del contratto nazionale di lavoro.
In questa occasione si parlerà, inoltre, di Pomigliano con i sindacati che hanno firmato l'intesa del 15 giugno. A questa seconda parte dell'incontro non dovrebbe quindi partecipare la Fiom. La disdetta del contratto nazionale di lavoro dovrebbe interessare circa 25.000 dipendenti: si tratterebbe dei lavoratori degli stabilimenti di Mirafiori, Cassino, Pomigliano e Termini Imerese e degli impiegati degli enti centrali. La disdetta diventerebbe operativa il 31 dicembre 2012, quando scadrà l'attuale contratto di lavoro e quindi la Fiat uscirebbe dalla Federmeccanica il primo gennaio 2013.
Pubblicato il: 28/07/2010

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