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Fujitsu propone alle aziende di co-creare la trasformazione digitale

All’Italia che funziona e sta trainando l’economia, il costruttore propone un mix di tradizione e visione avanguardistica per supportare la necessaria modernizzazione.

Autore: Roberto Bonino

Al concetto di Human Centric Innovation, utilizzato da Fujitsu come vessillo della propria strategia già da qualche anno, si è aggiunto negli ultimi tempi quello di “co-creazione”, utile per far capire come un’azienda con 82 anni di storia possa oggi mettersi al fianco dei clienti per progettare nel modo migliore il processo di trasformazione digitale.
La tappa italiana del Fujitsu World Tour è servita per rivolgersi alle imprese con una mentalità innovativa, quelle che fujitsu-sirletti-2017.jpgfunzionano e che hanno, per esempio, consentito alle esportazioni del nostro Paese di crescere del 9,9% nell’ultimo anno: “Siamo la seconda nazione in Europa per produzione industriale – ha rimarcato Bruno Sirletti, presidente e amministratore delegato di Fujitsu Italia – e occorre sfruttare i 13 miliardi di euro messi a disposizione con il Piano Industria 4.0 per modernizzare processi e infrastrutture. Ma ci sono altri driver importanti, come la semplificazione e digitalizzazione della Pa e la trasformazione del settore finanziario. Noi vogliamo puntare da un lato sui nostri sistemi server e storage per la base tecnologica dell’innovazione e dall’altro su quello che produce il 5% del fatturato investito ogni anno in R&D per identificare insieme ai nostri clienti il percorso più adeguato verso la trasformazione e creare insieme a loro i progetti destinati a metterla in pratica in ottica business”.
In un certo senso, Fujitsu riafferma il peso della propria tradizione e prova a trovare il giusto equilibrio fra sviluppi inevitabilmente orientati verso strade come IoT, intelligenza artificiale, mobility avanzata o smart factory e un’offerta classicamente costruita sui prodotti e dal peso ancora preponderante sul volume d’affari (circa il 70% in Italia, ha precisato Sirletti). Anche per questo, al team locale si è di recente aggiunto Massimiliano Ferrini, ex country manager di Citrix e Veritas e ora approdato in Fujitsu Italia come Head of Product Business: “Il nostro compito è proporre soluzioni, pur essendo essenzialmente un produttore di hardware. Un elemento portante di questa strategia sono le partnership, da quelle di ampio respiro con grandi player come Intel, Sap, Veritas o ServiceNow per affiancare nel modo migliore le grandi e medie imprese ai rapporti con il canale per portare i nostri messaggi anche a livello di Pmi”. 

Craig Baty: “Una transizione ancora in corso”

Esistono già, naturalmente, esempi di co-creation fra Fujitsu e alcuni importanti clienti. Craig Baty, vicepresidente Strategy Group e dei Servizi Digitali, ne ha presentati alcuni e fra questi quello che ha portato Inesa Group afujitsu-craig-baty.jpg realizzare un pilot di smart factory utilizzando Enterprise Application Intelligent Dashboard oppure l’applicazione mobile di S Group/Abc Petrol (oltre 600mila download) che consente ai clienti di sapere prima quali pompe di benzina sono più libere al momento di entrare in un distributore e abilita il mobile payment oppure, ancora, la trasformazione fondata sulla sicurezza dell’utility norvegese Norsk Hydro.Noi abbiamo approfittato della sua presenza a Milano per capire meglio quali evoluzioni ci siano da attendersi da Fujitsu, alla luce dello scenario presentato e delle voci che arrivano su possibili disinvestimenti. 

Di Human Centric Innovation o del peso della ricerca & sviluppo in Fujitsu sentiamo parlare da diverso tempo, ma in parallelo abbiamo assistito anche a un processo di ristrutturazione della società non certo indolore. Quali sono oggi le novità che dovrebbero dare il segno del vero cambiamento?
Effettivamente, il concetto di Human Centric Innovation risale a sei anni fa e allora era abbastanza confuso. La strategia è arrivata un anno dopo e poi abbiamo avviato un processo di ristrutturazione funzionale soprattutto a dare concretezza al nostro disegno, semplificando le linee di business. La transizione è ancora in corso. È inutile negare quanto ancora rilevante sia il peso dell’hardware, ma vogliamo far crescere i servizi. MetaArc è un esempio di come stiamo evolvendo, con una piattaforma che fonde la nostra competenza infrastrutturale con le soluzioni cloud PrimeFlex e K5 per poi innestarvi gli sviluppi in direzione dei big data, della mobility, dell’IoT o dell’intelligenza artificiale. 

Un big player come Amazon Web Services, e non è il solo, immagina un futuro non lontano fatto di aziende serverless. Come rispondete a questa visione?
Lo scenario preconizzato da Aws ci pare decisamente lontano. L’innovazione è destinata a coesistere con la tradizione e le certezze che la accompagnano. Nei data center si continua a investire in sistemi e connettività e c’è ancora spazio per diverse scelte infrastrutturali, anche in direzioni date da tempo per in via di estinzione, come i mainframe, e invece ancora molto vive. 

Come evolve la strategia delle alleanze? Quali fra quelle globali potranno avere maggiore impatto in Italia?
I partner globali strategici sono poco più di una decina, ma a questi si aggiungono migliaia di collaborazioni e accordi più verticali o specializzati. La nostra concezione di co-creation non può fare a meno di appoggiarsi sulle competenze specifiche che determinati soggetti possono offrire per sostenere il business dei clienti. In direzione dell’agilità e della migrazione al cloud, per fare un esempio, si sta consolidando il rapporto con ServiceNow, ma il presidio è garantito da una realtà come Symfoni, che abbiamo acquisito lo scorso anno ed è uno dei partner di ServiceNow più rilevanti nel Nord Europa. Su questa base, inizieremo a investire anche in Italia. 

Di recente, si sono di nuovi diffuse indiscrezioni sulla possibile cessione del business pc a Lenovo? Cosa c’è di concreto?
Non ci sono passi formali in questa direzione. Quello che è certo è che noi vogliamo mantenere una presenza importante nel mondo della mobility. Per il resto, occorrerà vedere se e quando potranno esserci nuovi sviluppi.  
Pubblicato il: 30/06/2017

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