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La tecnologia futura? Un'informatica con un più elevato quoziente intellettivo

Il decalogo Gartner delle tecnologie a prova di futuro. La nuova intelligenza (artificiale) prevede una più ampia autonomia decisionale, delle macchine e delle persone insieme

Autore: Valentina Bernocco

Quali le tendenze tecnologiche che stanno creando la nuova dimensione dell'impresa digitale? Come consuetudine, Gartner pubblica un decalogo degli elementi che condizionano gli attuali sviluppi. In linea generale si può dedurre che quello che anima il mercato è la ricerca di una nuova intelligenza (artificiale) che possa portare a una sempre più ampia autonomia decisionale, delle macchine e delle persone insieme, alimentando quello che ormai per definizione viene definita la trasformazione digitale.

D'altra parte, come si va ripetendo da tempo, è necessario creare forme di revenue digitale, l’unico percorso che può determinare nel tempo una crescita del business. La componente analogica è destinata progressivamente a diminuire. Ne sono convinti i più importanti CEO i quali  prevedono che, per il 2020, il fatturato digitale aumenterà dell’80%.

Nel decalogo di Gartner per l'anno a venire, tre elementi ruotano intorno all'intelligenza artificiale, quattro riguardano il rapporto fra mondo fisico e digitale e tre descrivono tecnologie a diretto servizio del business. Il tutto per introdurre a livello informatico un più elevato quoziente intellettivo.

1. Le fondamenta per l'intelligenza artificiale
A detta di Gartner, almeno fino al 2020 la creazione di sistemi capaci di apprendere, adattarsi e agire in autonomia rappresenterà una sfida per i vendor di tecnologie. E almeno per altri cinque anni l'intelligenza artificiale sarà usata per migliorare l'analisi dei dati aziendali, i modelli di business e l'esperienza clienti. Affinché tutto ciò sia possibile, si dovrà però investire in data preparation, data integration, sviluppo di algoritmi, metodologie e modelli software. Compentenze e ruoli professionali diversi saranno coinvolti: data scientist e sviluppatori, ma anche manager e dirigenti d'azienda.  

2. Le app e gli analytics intelligenti
Da qui a cinque anni non ci sarà applicazione o servizio che non includa un qualche tipo di intelligenza artificiale. In molti casi questa intelligenza resterà nel “dietro le quinte” delle soluzioni tecnologiche, risultando invisibile all'utente finale. Un esempio è quello dei cosiddetti “analytics aumentati”, che utilizzano il machine learning per rendere rapida e automatica la preparazione dei dati, la ricerca e la condivisione degli insight. Diversi tipi di software, fra cui innanzitutto gli Erp, beneficeranno di questa tendenza.  

3. Gli oggetti intelligenti
Con questa definizione Gartner intende quei dispositivi hardware che non agiscono in base a software programmati rigidamente, bensì si adattano al contesto e sanno interagire con gli utenti. Oltre che ai robot e ai droni, il pensiero va ai veicoli a guida autonoma, cioè sia a quelli usati in agricoltura o nelle miniere, sia alle vetture driverless oggi al centro dell'interesse di molti (Google/Waymo, ma anche Apple, Uber, Tesla, Toyota, Ford, Volvo e numerose altre case produttrici di automobili). “L'utilizzo di veicoli autonomi in contesti controllati, come nei campo agricoli e nelle miniere, è un ambito in rapida crescita”, scrive David Cearley, vice president e fellow di Gartner. “È probabile che si vedranno esempi di automobili autonome su tratti controllati e limitati di strade entro il 2022, ma il loro impiego esteso delle richiederà la presenza di una persona sul sedile del guidatore nel caso di inaspettati malfunzionamenti della tecnologia”. Per almeno cinque anni, dunque, i produttori di auto, di componenti hardware e software continueranno a testare soluzioni di guida semi-autonoma, mentre parallelamente la tecnologia driverless dovrà essere accettata socialmente, regolamentata e inquadrata dal punto di vista legale.  

4. I “gemelli digitali”
Il digital twin, di cui già Gartner aveva parlato come tendenza forte del 2017, è sostanzialmente un alter ego, una "rappresentazione digitale" di un individuo o sistema. Un modello fatto di dati, che ha una correlazione diretta con qualcosa di esistente nella realtà concreta. I gemelli digitali possono essere usati per comprendere lo stato di un sistema, per capire come migliorarlo o modificarlo nel tempo. Si partirà da modelli piuttosto semplici, per poi arrivare a implementazioni più complesse, con gemelli digitali capaci di raccogliere, visualizzare, analizzare e interpretare dati. Gli ambiti di applicazione spazieranno dal marketing alla gestione delle città, dalla sanità all'industria.  

5. Il cloud alla periferia
Il modello del cloud e quello dell'edge computing, spiega Gartner, non sono in conflitto fra loro. L'edge certamente continuerà a rappresentare una topologia di rete utile per aggirare problemi di connettività, larghezza di banda e latenza, specie nelle applicazioni Internet of Things. Contrariamente a quel che si pensa, anche con questo tipo di reti è possibile sfruttare il cloud come il “luogo” a cui demandare le esigenze di calcolo e di storage, oltre che il controllo centralizzato del sistema. La nuvola funziona così da struttura di controllo e coordinamento degli oggetti e dei processi distribuiti della “periferia”.  

6. Le piattaforme conversazionali
Nei prossimi anni, inserire le interfacce conversazionali all'interno di applicazioni e servizi sarà una priorità di sviluppatori e aziende. Si dovrà però superare il principale limite delle piattaforme attuali, quello di costringere l'utente comunicare in modo strutturato, non naturale: le conversazioni con assistenti virtuali e chatbot dovranno diventare sempre più naturali e facili. In altre parole lo “sforzo di traduzione” dal linguaggio umano a quello del software, e viceversa, non dovrà più gravare sull'utente. Il successo di una piattaforma si baserà anche sull'utilizzo di Api che permettano di integrare servizi di terze parti, rendendo più complesso e raffinato il dialogo uomo/macchina. Gartner si aspetta di veder nascere nuove applicazioni e funzionalità, ma anche sistemi operativi e hardware dedicati.  

7. Le esperienze immersive
Mentre le interfacce conversazionali modificano il modo il cui gli individui controllano il mondo digitale, la realtà aumentata e quella virtuale riguardano la percezione. Queste due innovazioni, a detta di Gartner, oggi attraversano ancora l'età dell'adolescenza: attraggono interesse e investimenti (basti pensare all'ambito dei videogiochi e ai visori), ma la frammentazione tecnologica domina. In futuro si parlerà sempre più di realtà mista – concetto su cui peraltro aziende come Microsoft hanno insistito fin da subito – al servizio non solo dell'industria dei media, del gaming e dell'intrattenimento, ma anche per applicazioni di produttività in azienda.  

8. Il blockchain
Nata come infrastruttura per i pagamenti digitali, il blockchain si sta evolvendo. La logica del registro distribuito può servire da fondamenta per modelli di business innovativi, votati alla trasformazione digitale. Per quanto finora le sue applicazioni abbiano riguardato soprattutto i servizi finanziari, il blockchain ha grandi potenzialità negli ambiti più svariati, dall'industria manifatturiera al mondo dei media, dalla sanità alla logistica, senza dimenticare la Pubblica Amministrazione. Molte delle tecnologie associate al blockchain, tuttavia, sono attualmente immature e ancora lo saranno per almeno due o tre anni.  

9. Il modello event-driven
Tutto ciò che produce una traccia digitale è, potenzialmente, un “evento”: il completamento di un ordine di acquisto su un sito di e-commerce, così come l'atterraggio di un aereo. Saper registrare questi avvenimenti e reagire a essi in tempo reale garantisce vantaggi a qualsiasi tipo di azienda, e per poterlo fare servono tecnologie come il cloud computing, il blockchain, le reti IoT e i database in-memory. Gartner avverte tuttavia come la tecnologia da sola non sia sufficiente a portare alle aziende i vantaggi del modello “event-driven”: serve, contemporaneamente, un cambiamento culturale che coinvolga il personale It ma anche i manager.  

10. La sicurezza “adattiva”
Gli attacchi informatici diventano sempre più complessi, capaci di colpire grandi così come bersagli mirati. Una cybersicurezza efficace oggi deve prevedere reazioni in tempo reale e basate sulla valutazione del rischio e sul concetto di fiducia, secondo un approccio riassunto nell'acronimo Carta: continuous adaptive risk and trust assessment. Fra le altre cose, sottolinea Gartner, sarà importante abbattere la barriera che tradizionalmente divide i team di lavoro dediti alla sicurezza e quelli che si occupano di applicazioni (proprio come il metodo DevOps ha già fatto con lo sviluppo e le operations). Procedure e verifiche di sicurezza dovranno essere integrate all'interno del processo DevOps.
Pubblicato il: 09/10/2017

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