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Dell, il data center del futuro è workload-centrico

Secondo la società le infrastrutture future dovrano essere ottimizzate, integrate, ‘seamless’ e incentrate sui carichi di lavoro. Nel corso dell’evento Dell Technologies Camp 2013 annunciato un software di gestione dell’architettura Active System e la disponibilità di soluzioni ottimizzate e certificate per la tecnologia Sap Hana.

Autore: Barbara torresani

Mentre oltreoceano non si spengono le voci insistenti che vedono Dell alle prese con il processo di privatizzazione, la società texana continua il percorso di trasformazione in solution provider end-to-end. Gli ultimi annunci non fanno che confermare questo disegno delineato solo qualche anno fa e destinato a rappresentare il futuro dell’azienda. 
E’ proprio di questi giorni, infatti, l’annuncio dell'aggiunta di un ulteriore tassello al puzzle dell’offerta enterprise, ascrivibile al disegno evolutivo dei data center. Tassello che si concretizza nella componente Active System Manager 7.0un software di gestione dell’architettura convergente Active System, di derivazione di Gale Technologies (società acquisita nel novembre del 2012) e nella disponibilita di soluzioni data center ottimizzate per girare sulla tecnologia in memory Sap Hana.
Nella cornice dell’evento Dell Technologies Camp 2013 – The evolution of Data Center, tenutosi nei giorni scorsi ad Amsterdam, Marius Haas -  President Dell Enteprise Solution - e Dario Zamarian - Vice President & General Manager Enterprise Systems & Solutions - presentano le novità collocandole nella strategia enterprise.
“Per Dell il business enterprise è in crescita continua, con una media dell’+11% ogni sei mesi anno su anno. E’ un mercato su cui la società ha investito in acquisizioni 12.7 miliardi di dollari e che oggi ha un valore di 110 miliardi di dollari”, afferma Haas.
dell-il-data-center-del-futuro-workload-centrico-1.jpgL’enfasi viene poi posta sulla completezza dell’offerta – server, sicurezza, storage e networking – costituita da unacombinazione di prodotti Dell e di prodotti di società acquisite - e sugli andamenti riportati da Dell in questi segmenti di mercato. “In ambito server Dell performa molto bene, crescendo del +6%, mentre i diretti competitor decrescono: Ibm del  6% e HP del 5%; nello storage Dell riporta un + 2%, Emc un +1% mentre decrescono HP (-9%)e NetApp (-4%). Per non parlare del networkingDell segna un + 63%, di cui un 31% per crescita organica e il resto grazie all’acquisizione di Force10, mentre HP cresce del 6% e Cisco rimane flat. E in ambito industry standard Dell è la numero 1 in termini di vendite di macchine - workstation, storage, server, virtualization,” puntualizza Haas.
Il focus di oggi però riguarda l’evoluzione del data center, che nella vision di Dell prevede un’integrazione trasparente e senza discontinuità tra data center gestiti in modalità on premise e servizi nel cloud. “Le infrastrutture del futuro sono integrate e ‘seamless’; devono preccuparsi delle performance applicative e della protezione dei dati e devono garantire carichi di lavoro ottimizzati, sistemi integrati, con componenti scalabili e modulari”, spiega Haas.
Ma in cosa si differenzia l’approccio di Dell da quello degli altri attori di mercato
E’ un approccio end-to-end che garantisce performance ed efficienza maggiori e abbraccia l’idea di un’infrastruttura IT ‘“workload-centrica’, alla base dei modelli di implementazione tecnologica futuri. Dell sposa la vision di Forrester che spinge ad abbandonare l’approccio diametralmente opposto all’infrastruttura IT, basato su distinti comparti tecnologici. L'infrastruttura IT deve essere incentrata sui carichi di lavoro; server, storage e reti all’interno del data center devono essere progettati sulla base dei workload e non viceversa.
“I modelli legacy sono complessi, monolitici, costosi, non consentono di scalare e creano il lock in all’infrastruttura del vendor; per contro i sistemi commodity hanno componenti poco costose ma non aggiungono valore alle soluzioni. La filosofia di progettazione di Dell, invece, punta a creare valore, proponendo un approccio modulare e scalabile, che prevede un’orchestrazione intelligente, poggia su tecnologie innovative e sposa l’apertura. Tutto ciò si traduce in maggiori efficienza e performance, agilità e affidabilità e capacità di scalare”, enfatizza Haas. 
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[tit:Le novità di prodotto]
Gli fa eco Dario Zamarian, che descrive la filosofia alla base della famiglia Dell Active Infrastructure, per capire il ruolo giocato dalla nuova componente Active Manager 7.0.
“I clienti si lamentano delle infrastrutture tradizionali: oggi è difficile e complesso progettare e configurare nuove infrastrutture, così come ci vuole molto tempo per mettere in esercizio applicazioni e servizi. Non solo: spesso le performance applicative e la disponibilità sono insufficienti e il supporto è inefficiente a causa di punti di contatto multipli”, riporta Zamarian.
Per far fronte alle esigenze dei clienti che guardano a data center più moderni, Dell ha messo a punto soluzioni preintegrate e ingegnerizzate - gli Active System, infrastrutture convergenti studiate per private cloud, Vdi e carichi di lavoro, che poggiano su tre pilastri costituitivi: Active solutions architectures - applicazioni enterprise, infrastrutture virtual desktop e  private cloud; Active Systems preintegrati - Active System 800, sistemi vStart (1000, 100/2000, 50); architetture Active System – Vmware, Hyper V, sistemi non virtuali.
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Dell Active System 800
 è la prova concreta di un sistema convergente così come inteso da Dell: èun sistema blade best-of-breed  – in un unico chassis contiene la parte computazionale, lo storage, il networking, l’hypervisior e la componente di gestione (il nuovo Active Manager) - che consente di dare riposte rapide (passando da giorni a ore), migliorare l’efficienza e la qualità (performance migliorate del 45% per watt), scalare senza discontinuità (incrementando di 2.3x la capacità computazionale per nodo in ogni singolo rack).
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Active System Manager 7.0
 è uno strumento che da un unico punto è in grado di gestire tutta l’nfrastruttura, estendendo le funzionalità di gestione di Active System oltre l’infrastruttura fisica, fino all’infrastruttura e ai workload virtuali. Integrato in Active System 800, consente di: fare provisioning e de-provisioning rapido (attraverso templete) su infrastrutture e workload misti, fisici e virtuali;  ridurre il tempo e il numero di passaggi necessari per effettuare il provisioning di nuovi workload con una semplice configurazione; allocare e gesire le risorse con la creazione di pool di risorse distribuite su più sistemi, con la possibilità di aggiungerne nuove;programmare, allocare e controllare le capacità delle risorse fisiche e virtuali per workload complessi, presenti e futuri.


Active System Manager 7.0 sarà disponibile con Active System 800 e la sua relativa architettura di riferimento a partire da febbraio negli Stati Uniti mentre in Europa arriverà a maggio.
Dell ha inoltre presentato nuove soluzioni ottimizzate per la piattaforma Sap Hana (già disponibili). Progettate per workload basati su soluzioni Sap, le soluzioni scale out di Dell sono tecnologie server, storage e networking Dell che hanno ottenuto la certificazione Sap per l’utilizzo di Sap Hana come sistema pre-integrato. 
Con configurazioni a elevata disponibilità capaci di scalare da 1 terabyte a oltre 4 terabyte, questisistemi pre-integrati si basano sulla stessa architettura utilizzata nelle appliance single-server di Dell.
Pubblicato il: 09/03/2013

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