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Il parere di OVHcloud

Risponde Alessandro Di Felice, Key Account Manager di OVHcloud

Autore: Redazione ImpresaCity - Tempo di lettura 3 minuti.

Quali esigenze concrete e quali criteri guidano oggi le imprese italiane nella scelta e nell’orchestrazione di ambienti ibridi e multicloud?

Le imprese italiane stanno adottando modelli ibridi e multicloud per rispondere a esigenze concrete: evitare il vendor lock-in, garantire interoperabilità tra piattaforme diverse e mantenere una governance rigorosa dei dati, soprattutto in settori sensibili come manufacturing, retail e servizi finanziari. In questo scenario, assumono un ruolo centrale la preferenza per soluzioni sovrane con dati localizzati in Italia o nell’UE, per aderire ai principali requisiti normativi in ambito dati e sicurezza, la ricerca di elasticità economica con pricing trasparente e scalabile e l’attenzione a piattaforme che privilegino standard aperti e universali, così da agevolare transizioni fluide tra cloud pubblici, privati e on premise.

In questo contesto si inserisce anche l’espansione infrastrutturale in Italia di OVHcloud, con l’apertura del data center milanese e il lancio di una zona a tripla disponibilità (3 AZ), pensata per garantire residenza dei dati a livello locale e livelli più elevati di resilienza e continuità operativa, contribuendo al tempo stesso a mitigare i rischi legati alla giurisdizione extraterritoriale. Secondo osservatori come Gartner (Q4 2025), oltre il 65% delle aziende italiane considera la portabilità dei workload un fattore decisivo nelle scelte cloud, orientando verso architetture in grado di integrare carichi eterogenei senza compromessi sulla performance. Questo paradigma segnala una maturazione del mercato: la resilienza operativa, supportata da modelli pay as you go e da un capacity planning più accurato, si combina con una maggiore autonomia decisionale, trasformando potenziali vulnerabilità in leve per accelerare l’innovazione e sostenere percorsi di crescita di lungo periodo.

Quali sono le tecnologie o le architetture che mettete a disposizione per soddisfare al meglio le esigenze delle aziende?

OVHcloud ha implementato soluzioni modulari per collegare in modo coerente ambienti ibridi e multicloud, così che le aziende mantengano libertà di scelta, controllo e possibilità di crescere nel tempo. Il Public Cloud con Kubernetes gestito assume un ruolo preminente: consente di distribuire applicazioni su infrastrutture diverse e di spostarle senza interruzioni, grazie all’orchestrazione automatica delle risorse.

Gli strumenti dati permettono di creare data lake che raccolgono informazioni da più fonti e di analizzarle in modo unificato, supportando progetti di analytics e intelligenza artificiale senza creare nuovi silos. L’uso di tecnologie open source e interfacce standard rende più semplice integrare questi ambienti con altri sistemi e gestire in modo uniforme rete, calcolo e storage. La sicurezza è integrata lungo tutto il percorso, con certificazioni per i settori più regolamentati e funzioni come protezione applicativa, cifratura dei dati e aree di alta disponibilità basate su Milano a partire dal 2026. Insieme a modelli di consumo flessibili, questi elementi aiutano le imprese a gestire la complessità del multicloud in modo più lineare, riducendo i costi complessivi e accelerando il rilascio delle applicazioni più critiche.

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Quali esigenze concrete e quali criteri guidano oggi le imprese italiane nella scelta e nell’orchestrazione di ambienti ibridi e multicloud? Le imprese italiane stanno adottando modelli ibridi e multicloud per rispondere a esigenze concrete: evitare il vendor lock-in, garantire interoperabilità tra piattaforme diverse e mantenere una governance rigorosa dei dati, soprattutto in settori sensibili come manufacturing, retail e servizi finanziari. In questo scenario, assumono un ruolo centrale la preferenza per soluzioni sovrane con dati localizzati in Italia o nell’UE, per aderire ai principali requisiti normativi in ambito dati e sicurezza, la ricerca di elasticità economica con pricing trasparente e scalabile e l’attenzione a piattaforme che privilegino standard aperti e universali, così da agevolare transizioni fluide tra cloud pubblici, privati e on premise. In questo contesto si inserisce anche l’espansione infrastrutturale in Italia di OVHcloud, con l’apertura del data center milanese e il lancio di una zona a tripla disponibilità (3 AZ), pensata per garantire residenza dei dati a livello locale e livelli più elevati di resilienza e continuità operativa, contribuendo al tempo stesso a mitigare i rischi legati alla giurisdizione extraterritoriale. Secondo osservatori come Gartner (Q4 2025), oltre il 65% delle aziende italiane considera la portabilità dei workload un fattore decisivo nelle scelte cloud, orientando verso architetture in grado di integrare carichi eterogenei senza compromessi sulla performance. Questo paradigma segnala una maturazione del mercato: la resilienza operativa, supportata da modelli pay as you go e da un capacity planning più accurato, si combina con una maggiore autonomia decisionale, trasformando potenziali vulnerabilità in leve per accelerare l’innovazione e sostenere percorsi di crescita di lungo periodo. Quali sono le tecnologie o le architetture che mettete a disposizione per soddisfare al meglio le esigenze delle aziende? OVHcloud ha implementato soluzioni modulari per collegare in modo coerente ambienti ibridi e multicloud, così che le aziende mantengano libertà di scelta, controllo e possibilità di crescere nel tempo. Il Public Cloud con Kubernetes gestito assume un ruolo preminente: consente di distribuire applicazioni su infrastrutture diverse e di spostarle senza interruzioni, grazie all’orchestrazione automatica delle risorse. Gli strumenti dati permettono di creare data lake che raccolgono informazioni da più fonti e di analizzarle in modo unificato, supportando progetti di analytics e intelligenza artificiale senza creare nuovi silos. L’uso di tecnologie open source e interfacce standard rende più semplice integrare questi ambienti con altri sistemi e gestire in modo uniforme rete, calcolo e storage. La sicurezza è integrata lungo tutto il percorso, con certificazioni per i settori più regolamentati e funzioni come protezione applicativa, cifratura dei dati e aree di a
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