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La frammentazione 'sovrana' del cloud

Sempre più nazioni cercano nuove forme di sovranità digitale, specialmente in campo AI, e questo sta cambiando il volto del mondo cloud

Autore: Redazione ImpresaCity - Tempo di lettura 6 minuti.

Per le aziende europee, qualsiasi strategia legata al multicloud oggi non può prescindere da una serie di valutazioni legate alla sovranità delle infrastrutture e dei dati: una constatazione che è di fatto estesa a tutte le nazioni e le regioni del mondo, escluse le due che il problema della sovranità digitale non hanno particolari ragioni per porselo, ossia Stati Uniti e Cina. Ecco perché, prevede Gartner, quello del sovereign cloud sta diventando un mercato globale in forte crescita.

Gli analisti si riferiscono per la precisione al complesso dei servizi cloud infrastrutturali (Infrastructure-as-a-Service, IaaS) che saranno usati per la realizzazione di sovereign cloud, allo scopo di - si spiega - "ottenere maggiore indipendenza digitale e tecnologica" in uno scenario in cui le tensioni geopolitiche non danno segno di placarsi. Più ad ampio spettro, l'obiettivo delle iniziative di cloud sovrano è anche mantenere all'interno della propria nazione o regione la ricchezza generata dalle economie digitali.

Mercati che raddoppiano

La spesa globale in servizi IaaS per il sovereign cloud dovrebbe quest'anno attestarsi a quota ottanta miliardi di dollari, con una crescita di ben il 35,6% rispetto al 2025. Può sembrare una cifra tutto sommato contenuta di fronte alla spesa tecnologica mondiale di questi anni, e infatti gli stessi analisti di Gartner stimano che nel 2026 per l'IT si investiranno globalmente oltre 6.155 miliardi di dollari. Più che il valore totale del mercato però interessa la sua crescita locale, perché quel 35 percento globale "nasconde" tassi di sviluppo vicini al raddoppio per le regioni che ora sono più interessate alla sovranità digitale: nel 2026 l'area Medio Oriente e Africa dovrebbe veder crescere la sua spesa dell'89%, le nazioni "mature" dell'Asia/Pacifico dell'87%, l'Europa dell'83%.

Avere incrementi così elevati sembra più che prevedibile: il mercato è giovane, perché in fondo di sovereign cloud se ne parla seriamente solo da un paio d'anni. Ma queste crescite di spesa vanno rapportate anche al fatto che l'adozione di infrastrutture e servizi sovrani riguarda soprattutto realtà che ci pensano molto e bene prima di cambiare la direzione strategica dei loro investimenti tecnologici. Il mercato, infatti, oggi e nel prossimo futuro sarà costituito principalmente da Governi e Pubbliche Amministrazioni, insieme alle grandi aziende che operano in settori regolamentati o che gestiscono infrastrutture critiche.

Sta di fatto che i numeri riportati da Gartner esprimono chiaramente quanto il tema del sovereign cloud sia di interesse. Guardiamo all'Europa: nel 2025 ha investito in IaaS "sovrano" poco meno di 7 miliardi di dollari e nel 2026 salirà a 12,5, per superare nel 2027 i 23 miliardi. Più di quanto spenderà il Nord America (21 miliardi circa) anche se ancora a buona distanza dalla spesa cinese (58 miliardi).

Si ritorna a casa

La parola d'ordine per il prossimo futuro sarà anche "geopatriation", secondo gli analisti. Gartner stima che il 20% dei workload oggi in cloud sarà "reimpatriato", ossia passato dai grandi cloud provider locali ad operatori cloud locali. Inoltre, gli analisti indicano che la maggior parte (l'80 percento) della spesa IaaS per il sovereign cloud riguarderà workload legacy che non sono stati ancora passati ad ambienti cloud oppure nuove applicazioni e servizi digitali. In sostanza: componenti digitali che non sono già in cloud e per i quali le aziende e le organizzazioni non contempleranno i classici provider globali come opzione.

Per questa dinamica, gli hyperscaler si troveranno ad affrontare una competizione imprevista sino a poco tempo fa. Sulla spinta anche del fatto che i servizi cloud globali sono, per ovvie ragioni, il più standardizzati possibile e quindi non sono in grado di soddisfare precisamente gli specifici requisiti normativi e di sicurezza che ogni nazione e regione del mondo sta ora ponendo. Gli hyperscaler possono rispondere a queste richieste cominciando a "regionalizzare" le loro infrastrutture e i loro servizi - e alcuni in effetti lo stanno facendo - ma Gartner sottolinea che questa strategia deve essere perseguita seriamente, non limitandosi a considerare il tema della sovranità come una semplice questione di norme e di compliance.

La spinta dell'AI

Sarà proprio la tecnologia chiave del momento - ossia, prevedibilmente, l'Intelligenza Artificiale - ad accelerare questa frammentazione infrastrutturale. Sempre Gartner stima che entro il 2027 il 35% dei Paesi sarà vincolato a utilizzare piattaforme AI specifiche per la propria nazione o regione, una percentuale che attualmente è solo del 5%.

Questo vincolo è volontario, intendiamoci: le nazioni che puntano a una propria sovranità digitale vogliono alternative ai servizi proposti dagli hyperscaler globali e le stanno realizzando direttamente, aumentando gli investimenti in stack nazionali di AI, infrastrutture locali e modelli di AI che siano sviluppati e addestrati in linea con le leggi e la cultura locali. Gli LLM regionali o nazionali - che devono essere addestrati con dati di contesto altrettanto locali - secondo Gartner superano i modelli globali in diversi importanti ambiti di applicazione, quali l'istruzione e i servizi pubblici.

Questa evoluzione è in linea con un cambiamento relativamente recente in come viene considerata la sovranità digitale quando si tratta di AI. Lo sviluppo dei grandi "foundation model" generici è un treno ormai passato, quindi la nuova sovranità dell'AI è più legata a come sviluppare una economia digitale basata su modelli più specializzati e locali e su applicazioni verticali. Per Gartner, questa sovranità diventa "la capacità di una nazione o di un'organizzazione di controllare in modo indipendente lo sviluppo, l'implementazione e l'utilizzo dell'AI all'interno dei propri confini geografici".

In questa dinamica c'è un punto debole purtroppo inevitabile: se ogni nazione o regione del mondo intende sviluppare proprie componenti e servizi di AI, diventa più difficile definire progetti di collaborazione e si ha per questo una certa duplicazione degli sforzi. Per questo motivo, Gartner prevede che le nazioni che intendono creare uno stack AI sovrano dovranno spendere almeno l'1% del loro PIL in infrastrutture AI entro il 2029. Questi maggiori sforzi saranno però accettati senza grossi problemi, di fronte al timore di rimanere indietro nella corsa tecnologica verso una propria AI il più possibile indipendente.

Consigli per le imprese

Gli analisti comunque avvisano che tutte queste considerazioni "macro" hanno conseguenze anche per i CIO di qualsiasi azienda che intende già adesso usare l'Intelligenza Artificiale. Se il rischio è quello di trovarsi con un mercato di servizi AI eterogeneo e frammentato, le aziende utenti devono innanzitutto progettare i propri workflow in modo che siano indipendenti dallo specifico modello di AI utilizzato, implementando livelli di orchestrazione che consentano il passaggio tra LLM erogati da fornitori differenti, anche di regioni diverse. A questo scopo, le aziende devono creare relazioni solide con diversi cloud provider nazionali, fornitori di LLM locali e fornitori di stack AI sovrani, definendo fra tutti questi i propri partner più affidabili.

Sullo sfondo restano ovviamente le questioni di compliance, complicate dal fatto che le norme sull'AI e sulla sovranità dei dati, insieme agli standard tecnici collegati, stanno evolvendo rapidamente. Altrettanto fanno, di conseguenza, gli obblighi imposti su come e dove un'azienda può implementare modelli di AI per elaborare quali tipi di dati.

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Per le aziende europee, qualsiasi strategia legata al multicloud oggi non può prescindere da una serie di valutazioni legate alla sovranità delle infrastrutture e dei dati: una constatazione che è di fatto estesa a tutte le nazioni e le regioni del mondo, escluse le due che il problema della sovranità digitale non hanno particolari ragioni per porselo, ossia Stati Uniti e Cina. Ecco perché, prevede Gartner, quello del sovereign cloud sta diventando un mercato globale in forte crescita. Gli analisti si riferiscono per la precisione al complesso dei servizi cloud infrastrutturali (Infrastructure-as-a-Service, IaaS) che saranno usati per la realizzazione di sovereign cloud, allo scopo di - si spiega - "ottenere maggiore indipendenza digitale e tecnologica" in uno scenario in cui le tensioni geopolitiche non danno segno di placarsi. Più ad ampio spettro, l'obiettivo delle iniziative di cloud sovrano è anche mantenere all'interno della propria nazione o regione la ricchezza generata dalle economie digitali. Mercati che raddoppiano La spesa globale in servizi IaaS per il sovereign cloud dovrebbe quest'anno attestarsi a quota ottanta miliardi di dollari, con una crescita di ben il 35,6% rispetto al 2025. Può sembrare una cifra tutto sommato contenuta di fronte alla spesa tecnologica mondiale di questi anni, e infatti gli stessi analisti di Gartner stimano che nel 2026 per l'IT si investiranno globalmente oltre 6.155 miliardi di dollari. Più che il valore totale del mercato però interessa la sua crescita locale, perché quel 35 percento globale "nasconde" tassi di sviluppo vicini al raddoppio per le regioni che ora sono più interessate alla sovranità digitale: nel 2026 l'area Medio Oriente e Africa dovrebbe veder crescere la sua spesa dell'89%, le nazioni "mature" dell'Asia/Pacifico dell'87%, l'Europa dell'83%. Avere incrementi così elevati sembra più che prevedibile: il mercato è giovane, perché in fondo di sovereign cloud se ne parla seriamente solo da un paio d'anni. Ma queste crescite di spesa vanno rapportate anche al fatto che l'adozione di infrastrutture e servizi sovrani riguarda soprattutto realtà che ci pensano molto e bene prima di cambiare la direzione strategica dei loro investimenti tecnologici. Il mercato, infatti, oggi e nel prossimo futuro sarà costituito principalmente da Governi e Pubbliche Amministrazioni, insieme alle grandi aziende che operano in settori regolamentati o che gestiscono infrastrutture critiche. Sta di fatto che i numeri riportati da Gartner esprimono chiaramente quanto il tema del sovereign cloud sia di interesse. Guardiamo all'Europa: nel 2025 ha investito in IaaS "sovrano" poco meno di 7 miliardi di dollari e nel 2026 salirà a 12,5, per superare nel 2027 i 23 miliardi. Più di quanto spenderà il Nord America (21 miliardi circa) anche se ancora a buona distanza dalla spesa cinese (58 miliardi). Si ritorna a casa La parola d'ordine per il prossimo futuro sarà anche "geopatriation", s
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