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Il parere di Dell Technologies

Risponde Alberto Bastianon, Presales Director di Dell Technologies Italia

Autore: Redazione ImpresaCity - Tempo di lettura 3 minuti.

Quali esigenze concrete e quali criteri guidano oggi le imprese italiane nella scelta e nell’orchestrazione di ambienti ibridi e multicloud?

Oggi le imprese italiane guardano al cloud ibrido e al multicloud con logiche molto meno “ideologiche” e molto più industriali. Le scelte non sono guidate dalla moda tecnologica, ma da alcune esigenze molto concrete. Da un lato c’è il tema della modernizzazione dell’esistente: molte aziende hanno un patrimonio applicativo critico on premise che non può essere semplicemente “lift & shift” sul cloud pubblico, per vincoli di performance, licensing o competenze interne. L’ibrido consente di far convivere applicazioni tradizionali e nuovi servizi cloud native, scegliendo di volta in volta dove ha più senso eseguire i carichi di lavoro.

Un secondo driver riguarda dati, privacy e compliance. Settori come sanità, finanza o manifatturiero avanzato devono gestire dati sensibili e proprietà intellettuale. Questo porta molte imprese a mantenere i dati più critici in ambienti controllati (on premise o hosted), utilizzando il cloud pubblico per analytics avanzati, AI e servizi a maggiore variabilità di carico. L’ibrido diventa così il modo per conciliare innovazione e governance dei dati, anche in ottica di sovranità digitale.

C’è poi l’esigenza di ridurre il rischio di lock in e aumentare il potere contrattuale. Il multicloud viene visto come leva di libertà: poter distribuire applicazioni e dati su più provider permette di evitare dipendenze eccessive da un singolo vendor, sfruttando i servizi “best of breed” di ciascun hyperscaler senza rinunciare a una base infrastrutturale coerente.

Infine, per CIO e CFO è centrale allineare costi, resilienza e tempi di risposta del business. Un modello ibrido e multicloud consente di stabilizzare i carichi prevedibili su infrastrutture di proprietà o hosted e assorbire i picchi sul cloud pubblico, evitando over provisioning e migliorando la continuità operativa.

Quali sono le tecnologie o le architetture che mettete a disposizione per soddisfare al meglio le esigenze delle aziende?

Dell ha scelto un approccio “multicloud by design” centrato su dati, applicazioni e modello operativo, il cui cuore è Dell Private Cloud (DPC) basata su Dell Automation Platform (DAP). DPC poggia su un’infrastruttura moderna, con PowerEdge per il compute e le piattaforme storage PowerStore, PowerFlex, PowerScale, e offre un modello operativo unico per ambienti virtualizzati e containerizzati, on premise, hosted e in integrazione con più cloud pubblici. DAP fornisce automazione end to end, gestione del ciclo di vita, AIOps e orchestrazione, riducendo drasticamente il “costo della complessità” tipico del multicloud.

Attorno a questo nucleo si inseriscono le soluzioni Dell Apex, che portano il modello as a Service anche nell’infrastruttura privata, permettendo di consumare server, storage e data protection a sottoscrizione, allineando investimenti e utilizzo. Le soluzioni di data protection e cyber recovery garantiscono sicurezza e resilienza in scenari ibridi e distribuiti, con repository immutabili e architetture a “air gap” logici o fisici contro i ransomware. Per l’edge, Dell offre piattaforme in grado di portare capacità di calcolo, storage e AI vicino alla fonte del dato, mantenendo lo stesso modello operativo di data center e cloud. Dell non propone un’unica architettura chiusa, ma un insieme coerente di tecnologie, servizi e modelli di consumo che ruotano attorno a Dell Private Cloud e a Dell Automation Platform, con tre obiettivi chiave per le imprese italiane: libertà di scelta, coerenza operativa e centralità dei dati.

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Quali esigenze concrete e quali criteri guidano oggi le imprese italiane nella scelta e nell’orchestrazione di ambienti ibridi e multicloud? Oggi le imprese italiane guardano al cloud ibrido e al multicloud con logiche molto meno “ideologiche” e molto più industriali. Le scelte non sono guidate dalla moda tecnologica, ma da alcune esigenze molto concrete. Da un lato c’è il tema della modernizzazione dell’esistente: molte aziende hanno un patrimonio applicativo critico on premise che non può essere semplicemente “lift & shift” sul cloud pubblico, per vincoli di performance, licensing o competenze interne. L’ibrido consente di far convivere applicazioni tradizionali e nuovi servizi cloud native, scegliendo di volta in volta dove ha più senso eseguire i carichi di lavoro. Un secondo driver riguarda dati, privacy e compliance. Settori come sanità, finanza o manifatturiero avanzato devono gestire dati sensibili e proprietà intellettuale. Questo porta molte imprese a mantenere i dati più critici in ambienti controllati (on premise o hosted), utilizzando il cloud pubblico per analytics avanzati, AI e servizi a maggiore variabilità di carico. L’ibrido diventa così il modo per conciliare innovazione e governance dei dati, anche in ottica di sovranità digitale. C’è poi l’esigenza di ridurre il rischio di lock in e aumentare il potere contrattuale. Il multicloud viene visto come leva di libertà: poter distribuire applicazioni e dati su più provider permette di evitare dipendenze eccessive da un singolo vendor, sfruttando i servizi “best of breed” di ciascun hyperscaler senza rinunciare a una base infrastrutturale coerente. Infine, per CIO e CFO è centrale allineare costi, resilienza e tempi di risposta del business. Un modello ibrido e multicloud consente di stabilizzare i carichi prevedibili su infrastrutture di proprietà o hosted e assorbire i picchi sul cloud pubblico, evitando over provisioning e migliorando la continuità operativa. Quali sono le tecnologie o le architetture che mettete a disposizione per soddisfare al meglio le esigenze delle aziende? Dell ha scelto un approccio “multicloud by design” centrato su dati, applicazioni e modello operativo, il cui cuore è Dell Private Cloud (DPC) basata su Dell Automation Platform (DAP). DPC poggia su un’infrastruttura moderna, con PowerEdge per il compute e le piattaforme storage PowerStore, PowerFlex, PowerScale, e offre un modello operativo unico per ambienti virtualizzati e containerizzati, on premise, hosted e in integrazione con più cloud pubblici. DAP fornisce automazione end to end, gestione del ciclo di vita, AIOps e orchestrazione, riducendo drasticamente il “costo della complessità” tipico del multicloud. Attorno a questo nucleo si inseriscono le soluzioni Dell Apex, che portano il modello as a Service anche nell’infrastruttura privata, permettendo di consumare server, storage e data protection a sottoscrizione, allineando invest
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