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Oracle supporta l'RFID

RFID Logistics Pilot, primo progetto italiano di supply chain controllato via RFID, è coordinato dal Laboratorio RFID dell'Università di Parma e si basa su un'infrastruttura di prodotti Oracle.

Redazione PMI

Il primo progetto italiano di supply chain controllato via RFID   poggia su un'infrastruttura tecnologica Oracle, che include le soluzioni Oracle SOA Suite, Oracle BPEL, Oracle Fusion Middleware e Oracle Business Intelligence.
Si tratta del primo progetto realizzato a livello italiano e della prima iniziativa RFID al mondo che vede la cooperazione di un gruppo di produttori alimentari, rivenditori e partner tecnologici.
Il progetto RFID Logistics Pilot è coordinato dal Laboratorio RFID dell'Università di Parma, sviluppato nel 2003 con l'obiettivo di compiere una serie di ricerche e di definire iniziative formative relative al potenziale commerciale che questa tecnologia presenta sul mercato italiano.
Obiettivo del progetto quello di tracciare l'intero percorso dei beni deperibili da un produttore alimentare a un rivenditore, che sono stati individuati rispettivamente in Parmacotto e Auchan. Costi e risultati dei test sono stati estesi e condivisi fra i tredici membri dell'FMCG Advisory Board del Laboratorio RFID, che comprende al proprio interno aziende come Danone, Nestlé e Parmalat.
Il contributo Oracle al progetto ha previsto la fornitura della tecnologia e la messa a disposizione di un team di ingegneri dedicato all'iniziativa. Per ciò che concerne l'impiego dei singoli prodotti Oracle al progetto, la soluzione Oracle SOA Suite è stata utilizzata per integrare e scambiare le informazioni ricevute dai lettori RFID e processate dal sistema RFID; Oracle Database, ampliato con l'integrazione di Oracle Application Express, ha svolto l'operazione di archiviazione dei dati, mentre Oracle BPEL è stato impiegato per orchestrare i processi coinvolti e il flusso delle informazioni.
L'intero sistema è stato messo a punto  da Id-Solutions, partner Oracle, integratore di soluzioni RFID che nasce come spinoff dell'Università di Parma. Dall'esame della fattibilità della tracciabilità dei singoli beni lungo tutta la supply chain (dalla partenza della merce dal magazzino del produttore fino allo scaffale del supermercato) i test di laboratorio hanno evidenziato un livello di precisione pari al 99% nell'utilizzo delle etichette RFID.
Il progetto pilota ha poi esteso i test alle attività sul campo, installando i lettori RFID presso le banchine di carico del magazzino Parmacotto e nel centro distributivo e nei punti vendita Auchan, rilevando un'accuratezza pari al 98% circa a livello di cassa.
Il progetto pilota ha tracciato i singoli prodotti lungo l'intero percorso fino allo scaffale di vendita, rivelando benefici per entrambi i soggetti della filiera, produttore e distributore, in termini di: eliminazione della fase di scansione dei codici a barre al momento della raccolta dei prodotti per l'evasione degli ordini; abolizione dei controlli manuali, resi non più necessari; riduzione del tempo richiesto per la gestione di potenziali errori, che vengono segnalati prima che i prodotti lascino lo stabilimento; miglioramento della visibilità lungo la supply chain; monitoraggio dell'andamento delle promozioni; disponibilità di messaggi di allerta in caso di merci non rilevate per un certo periodo di tempo; comprova automatica dell'avvenuta consegna e fatturazione; disponibilità di avvisi circa i prodotti che stanno per terminare la loro vita di scaffale; monitoraggio del tempo richiesto per il trasferimento della merce dal produttore fino allo scaffale del punto vendita, evidenziando i colli di bottiglia nel processo.
Dopo questa prima fase del progetto RFID Logistics Pilot conclusasi con successo, il Laboratorio dell'Università di Parma conta di estendere la ricerca a differenti produttori e punti vendita.
Pubblicato il: 02/10/2008

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