La polarizzazione del lavoro

In diminuzione i posti di lavoro a media competenza. Si va verso gli estremi ad alta e bassa specializzazione. I dati del rapporto Ocse

Mercato e Lavoro
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Il mondo del lavoro sta cambiando profondamente. Le occupazioni tradizionali che implicano un livello di competenze medio, vale a dire la stragrande maggioranza dei posti di lavoro, da quelli d'ufficio a quelli di fabbrica, si sta progressivamente riducendo. E' in atto  una polorizzazione del mercato verso gli estremi, ad alta e bassa specializzazione. Come dire, l'affermazione di un mondo più digitale,  automatizzato, in cui software, algoritmi e quant'altro sovrintendono le nostre azioni quotidiane, è un elemento socialmente destabilizzante .

E' quanto emerge dalla lettura dei dati raccolti nell'ultimo Outlook sull'occupazione dell'Ocse, in cui si analizza la dinamica del lavoro nel periodo 1995-2015. Nel rapporto si sfata peraltro un luogo comune ovvero che non è la globalizzazione in sé a produrre il cambiamento, ma l'adozione della tecnologia.

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Sopravvivere nelle terre di mezzo, con competenze variabilmente medie, diventa sempre più complicato. Come dire, e semplificando, meglio fare assistenza agli anziani che svolgere una professione intellettuale. Del resto, come evidenziano da tempo tutti gli indicatori economici, abitare nelle terre di mezzo significa confrontarsi con un mercato che andrà in prospettiva a contrarsi in quanto la produttività  sarà assicurata dall'innovazione tecnologica. Continua - affermano in Ocse - la fase di de-industrializzazione mentre i servizi,  pur in espansione, diventano anch'essi il luogo dove si impone la nuova digitalizzazione.

I settori che hanno determinato i cambiamenti più rilevanti, imprimendo una decrescita del lavoro medio sono stati il tessile che in vent'anni ha visto diminuire del 70% il livello occupazione. il comparto del legno (-50%), il manifatturiero in generale e, non ultimo, l'editoria che ha perso più del 30% degli occupati nell'arco del ventennio.

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E' una tendenza, quella indicata da Ocse, che interessa, con percentuali più o meno alte, tutti i Paesi monitorati. Da notare che dove si regsitrano le maggiori decrescite occupazionali associate a lavori di media competenze, sono quesi paesi dove di contro maggiore è stata la crescita in posti di lavoro ad alta specializzazione (vedi Austria, Svizzera, Irlanda e Spagna).

Gli Stati Uniti, a differenza di quello che si potrebbe immaginare, pur evidenziando una stessa dinamica, non esprimono un cambiamento così drammatico: in vent'anni i posti di lavoro della classe media si sono ridotti del 7%, quelli a bassa specializzzione sono rimasti più o meno allo stesso livello mentre quelli ad alta competenza sono aumentati del 5%. L'Italia,  infine, appare in posizione intermedia con un decremento del segmento medio intorno al 10% e un innalzamento del comparto a bassa o alta specializzzione di circa il 5%.
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