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Spring e T-Mobile, fusione per concentrazione

Possibile fusione fra i due operatori telco statunitensi, o meglio dell'acquisto di T-Mobile da parte della multinazionale giapponese SoftBank, proprietaria della maggioranza di Spring

Quando il mercato raggiunge una sua maturità arriva il momento delle grandi acqusizioni con conseguente possibile effetto di concentrazione dell'offerta. E' quanto sta accadendo con l'affaire Spring - T-Mobile. È dal 2013 che si parla di una possibile fusione fra i due operatori telco statunitensi, o meglio dell'acquisto di T-Mobile da parte della multinazionale giapponese SoftBank, proprietaria della maggioranza di Spring, circa l'80%. Operazione che tuttavia era stata osteggiata dalla Federal Communications Commission per ragioni di difesa della libera concorrenza. I due protagonisti della vicenza, uno dei quali, controllato da un carrier nipponico e l'altro da Deutsche Telekom, sono infatti, il terzo e quarto operatore statunitense, inferiori in quota di mercato solo a Verizon e ad At&T.

Ora, però, secondo alcune nuove indicrezioni riportate da Reuters, il vento potrebbe cambiare. Invece di acquisire direttamente T-Mobile, SoftBank sarebbe intenzionata a cedere a Deutsche Telekom parte di Spring, perdendo il controllo di maggioranza e consentendo alla tedesca di realizzare la fusione fra i due operatori telco statunitensi. In questo modo Deutsche Telekom non perderebbe il controllo della sussidiaria T-Mobile, come invece sarebbe avvenuto secondo lo schema precedente.

Al momento, a detta delle fonti, SoftBank non si è ancora formalmente rivolta a Deutsche Telekom, dovendo attendere la fine delle aste sulle frequenze radio che attualmente impegnano i carrier statunitensi. Solo a procedura terminata, nel mese di aprile, secondo le regole imposte dalla Fcc potranno riprendere le trattative. Non è comunque escluso che l'eventuale accordo di fusione possa scontrarsi con nuove contestazioni dell'antitrust. Vale la pena notare come dal 2013 a oggi gli equilibri tra i protagonisti in scena siano cambiati.

Quattro anni fa il valore di mercato di T-Mobile, allora quarto carrier statunitense, si aggirava intorno ai 30 miliardi di dollari, mentre oggi è salito a 50 miliardi. Il valore di Sprint è rimasto sostanzialmente invarianto, intorno ai 36 miliardi, ma il suo bacino di clientela è cresciuto meno di quello della concorrente, facendo scivolare l'operatore dal terzo al quarto posto nel mercato statunitense. A fine 2016, infatti, T-Mobile poteva contare 71,5 milioni di clienti, Sprint arrivava a 59,5 milioni.
 
Pubblicato il: 20/02/2017

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