Avaya va in amministrazione controllata

Chiesta volontariamente l’applicazione del Chapter 11 alle autorità americane per avviare un processo di ristrutturazione.

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Lo specialista di networking e unified communications Avaya si è ufficialmente posto sotto la tutela del Chapter 11 americano, con in quale si entra di fatto in regime di amministrazione controllata. Lo scopo è quello di guadagnare tempo per avviare un processo di ristrutturazione, che comunque non pregiudicherà l’operatività e soprattutto, a quanto è stato comunicato, non avrà effetti immediati sulle filiali internazionali.
Avaya intraprende così una nuova fase della propria storia, iniziata negli anni Novanta con lo scorporo da Lucent Technologies e approdata in anni recente al passaggio ai fondi d’investimento e a un’ipotesi di cessione per il momento non concretizzatasi. In predicato di vendita c’era la cessione del business dei contact center, ora non più di attualità, mentre non è escluso che possa essere venduta qualche altro asset.
In compenso, la società ha ottenuto un finanziamento di 725 milioni di dollari, sottoscritto da Citibank, che, integrato con la liquidità esistente, dovrebbe garantire le attività di business per il periodo di protezione del Chapter 11. Primo obiettivo del nuovo regime di gestione sarà la riduzione del debito.
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