Le aziende del settore gestiscono quasi 590mila tonnellate di rifiuti elettronici, superando i target UE di recupero e riciclo ma restando ancora lontane dall'obiettivo europeo di raccolta complessiva.
Nel 2025, il panorama della gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) in Italia ha registrato un segnale incoraggiante, confermando l'impegno crescente del Paese verso un modello di economia circolare sempre più maturo. Secondo i dati pubblicati dal Centro di Coordinamento RAEE, le aziende del trattamento presenti sul territorio hanno gestito un totale di 588.689 tonnellate di rifiuti elettronici, un dato che segna una crescita del 9% rispetto al 2024. Questo incremento volumetrico ha permesso di migliorare il tasso di raccolta nazionale, che si attesta oggi al 32,5%, in aumento di tre punti percentuali rispetto all’anno precedente, sebbene rimanga ancora una distanza significativa da colmare per raggiungere l'ambizioso obiettivo europeo fissato al 65%. Il tasso di raccolta, elemento fondamentale per monitorare l'efficacia del sistema, viene calcolato confrontando i volumi totali gestiti con la media delle apparecchiature immesse sul mercato nel triennio precedente.
Analizzando la provenienza dei rifiuti, il report evidenzia che i RAEE domestici ammontano a 387.370 tonnellate, con un incremento del 4,5% rispetto al 2024, mentre i RAEE professionali raggiungono quota 201.319 tonnellate, segnando una crescita ben più marcata, pari al 18,2%. Tra le diverse categorie di apparecchi trattati, si osserva una tendenza all'aumento per i dispositivi dedicati allo scambio di temperatura con fluidi e per la grande e piccola elettrodomestica, mentre risultano in calo le tipologie legate agli apparecchi dotati di schermi. Oltre ai volumi, il dato che emerge con maggiore forza è l'eccellenza qualitativa delle performance di trattamento. Gli impianti accreditati, che gestiscono il 95% dei RAEE domestici in Italia, hanno dimostrato di operare ben oltre i target minimi imposti dall'Unione Europea.
Il tasso di riciclaggio, che indica la quota di materiali destinata al riutilizzo o al recupero di materia, ha raggiunto una media superiore all'85%, mentre il tasso di recupero, che include anche la quota destinata al recupero energetico, si attesta in media sopra il 90%. Questi risultati, validati attraverso rigorosi audit effettuati nel corso del 2025, certificano l'alto standard tecnologico e operativo raggiunto dalle strutture italiane, confermando la capacità del sistema di trasformare il rifiuto in una risorsa preziosa. Sebbene la sfida principale rimanga quella di intercettare una quota maggiore di rifiuti elettronici per allinearsi ai parametri di raccolta europei, la solidità del comparto nel gestire in modo virtuoso le tonnellate già intercettate rappresenta un pilastro fondamentale per la sostenibilità ambientale del Paese.
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