La migrazione da Windows Xp ha spinto il capoluogo piemontese a scegliere la strada open source. Con il rinnovamento del parco pc, attesi minori costi, pari a sei milioni di euro in cinque anni.
Mentre ci sono comuni come Monaco, che si apprestano a tornare a Windows dopo un’esperienza con Linux (e anche a Napoli ci stanno pensando), a Torino, in linea con i dettami suggeriti da Consip, il rinnovamento dei parco pc sarà fatto in direzione open source. Le 8.300 postazioni gestite dall’It del capoluogo piemontese saranno migrate da Windows Xp a Ubuntu, con l’intento di risparmiare circa 300 euro per postazione in cinque anni, per un valore totale che arriverebbe così a sei milioni di euro. Ritenuto ormai obsoleto il parco installato, l’evoluzione verso Windows 8 è stata ritenuta troppo onerosa, mentre le distribuzioni Linux si adattano meglio a macchine mature. L’approvazione del progetto è avvenuta in agosto (dopo due anni di riflessioni e dubbi) e richiederà 18 mesi per il completamento. Torino non è la prima città italiana a migrare verso Linux, ma è oggi una delle più grandi ad aver deciso di seguire questa strada. Inoltre, altre istituzioni cittadine, come il locale Politecnico o il centro universitario Nexa per Internet e la Società hanno rappresentato esempi di successo già compiuti.
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