Risponde Rodolfo Falcone, Amministratore Delegato di Red Hat Italia
Nel 2026, le strategie IT delle aziende italiane saranno caratterizzate da un approccio "consapevole e selettivo", abbandonando i dogmi del passato per bilanciare innovazione, costi e controllo.
Dai dati dell’Osservatorio del Politecnico di Milano e da una nostra recente ricerca condotta in Italia la sicurezza e la compliance rappresentano la priorità assoluta. In un contesto geopolitico incerto, le aziende privilegiano la protezione del dato e l'adeguamento normativo (es. NIS2) rispetto alla pura sperimentazione. Questo si lega strettamente alla Sovranità Digitale: non si tratta più di scegliere un solo modello di cloud, ma di garantire il controllo e la residenza del dato attraverso architetture che distribuiscono i carichi di lavoro tra public, private ed edge in base al rischio.
Sul fronte cloud e modernizzazione, si inverte il trend del "cloud only". La strategia dominante sarà selettiva: il mercato vedrà una forte crescita del cloud privato (+23-25%) per rispondere alla domanda di controllo, mentre le iniziative di repatriation resteranno marginali ma presenti nelle riflessioni strategiche. La modernizzazione verso il cloud native rimarrà la voce di investimento più pesante nel budget IT, ma dovrà essere accompagnata da solide pratiche di FinOps per governare la sostenibilità economica di ambienti ibridi sempre più complessi.
Per quanto riguarda l’intelligenza artificiale, si prevede un aumento degli investimenti del 35% entro il 2026. La sfida cruciale sarà colmare il divario di valore: oggi l'86% delle aziende non genera ancora valore per i clienti tramite l'AI. Tecnologicamente, il 2026 segnerà il passaggio dalle AI generaliste ai modelli specializzati (SLM) e ai sistemi multi-agente, capaci non solo di supportare ma di eseguire compiti complessi. Tuttavia, le aziende dovranno risolvere urgentemente il problema della "shadow AI", diffusa nel 93% delle organizzazioni, integrando strumenti sicuri e open source.
In un contesto in cui le aziende italiane privilegiano sicurezza, compliance e sovranità rispetto alla pura velocità di adozione, Red Hat si posiziona come abilitatore strategico grazie al suo approccio Open Hybrid Cloud.
Di fronte alla crescita del private cloud e all'affermazione di strategie "selettive" e non più "cloud only", le soluzioni Red Hat (in primis OpenShift) offrono la coerenza necessaria per gestire carichi di lavoro distribuiti su public, private ed edge senza vincoli di fornitore (lock-in). Questo risponde direttamente alla domanda di sovranità digitale, permettendo alle aziende di scegliere dove collocare i dati in base al rischio e garantendo il pieno controllo operativo.
Sul fronte cruciale dell’intelligenza artificiale, Red Hat aiuta le imprese a superare la fase sperimentale e a colmare il divario di valore. La proposta di un’AI Enterprise aperta e sicura contrasta il fenomeno della "shadow AI" fornendo piattaforme governate dall'IT. La strategia Red Hat di supportare "qualsiasi modello, su qualsiasi acceleratore" è fondamentale per il trend del 2026: l'adozione di modelli specializzati (SLM) e sistemi multi-agente efficienti, invece che sole AI generaliste costose.
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