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Chi è Globant e qual è il segreto della sua crescita

Vent'anni di storia, leader nei servizi di Intelligenza Artificiale, Globant è certamente un bel giocattolino (che assume in Italia).

Mercato e Lavoro

Globant si definisce “un’azienda nativa digitale che aiuta le organizzazioni a reinventarsi e a liberare il proprio potenziale”. Considerarla semplicemente sviluppatore di software è riduttivo, poiché l’azienda vanta partnership di integrazione e progettazione applicativa con decine di vendor nel mondo. Globant impersona il partner IT moderno, con altissime competenze di sviluppo, ma anche di consulenza, di progetto e di integrazione applicativa. Ed è una realtà costruita a tavolino con un’ottima visione, il perché è presto detto.

L’azienda apre i battenti 20 anni fa a Buenos Aires e oggi è presente in 30 Paesi con circa 27.500 dipendenti. Vanta referenze eccellenti come Google, Electronic Arts, Disney, Fifa e Santander ed è stata nominata primo brand IT nel mondo per crescita e uno dei cinque brand dell’IT più forti a livello globale – dopo IBM, Accenture, Tata Consulting e Infosis - secondo la società di consulenza Brand Finance.

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La bacheca delle medaglie si completa con la nomina a “Leader mondiale nei servizi di Intelligenza Artificiale” e “Leader mondiale nei servizi di miglioramento della CX” nei rapporto IDC MarketScape. Sempre secondo Brand Finance, nel 2023 il valore economico del brand Globant è passato da 1,2 a 1,6 miliardi di dollari, con una crescita del 33,8% in 12 mesi e a fronte di un fatturato dichiarato nel 2022 di 1,8 miliardi di dollari.

La crescita del valore è anche frutto dell'espansione della presenza dell'azienda in Paesi come l’Italia. È notizia di fine 2023, infatti, l’interesse a investire 71 milioni di euro in talenti nostrani, per raggiungere le mille unità in tre anni. L’ingresso ufficiale in Italia è avvenuto nel settembre 2022 con l’acquisizione della bolognese Sysdata, 300 dipendenti e 22 milioni di fatturato. E oggi Globant Italia è presente a Milano, Bologna, Venezia e La Spezia e mette sul tavolo le referenze Allianz Bank e BPer.

A suo tempo, il country manager italiano Marco Santulli ha dichiarato di puntare a una crescita del business del 200% entro il 2026, con una focalizzazione sui mercati Finance, Insurance, Fashion, Retail, Health e Beni di Consumo. Date le 300 risorse acquisite da Sysdata, entro il 2026 Globant ha intenzione di selezionare circa 700 specialisti in AI generativa, data platform, application development, cloud, business hackers – ovvero sviluppo delle opportunità di business – digital marketing e laureati in discipline Stem. Anche se, spulciando le richieste di lavoro, per ora le posizioni aperte sono 12.Marco Santulli, country manager Globant Italia da gennaio 2023.

Cosa fa Globant

Superando le diciture obsolete, Globant si può definire un partner IT che sviluppa progetti ed eroga servizi applicativi ideati allo scopo di supportare e favorire il business aziendale. Nonostante dimostri maggiore interesse per determinati verticali, l’azienda opera trasversalmente al mercato individuando la divisione aziendale, o i comparti aziendali più strategici per raggiungere l’obiettivo.

È l’approccio moderno delle nuove realtà che sono insieme boutique di consulenza, system integrator e fornitore di soluzioni applicative proprietarie. L’offerta si basa su strumenti standard e aperti, e strizza l’occhio alle tecnologie più nuove e più opportune per l’ottimizzazione dei processi di business e il raggiungimento degli obiettivi più velocemente possibile.

Il risultato è una suite di servizi applicativi che vanno da Augoor, una Code Intelligent Platform dedicata all’analisi del codice applicativo, a GeneXus, una piattaforma automatizzata Low Code per la creazione, il mantenimento e la scalabilità del codice. E c’è, poi, la Quality Assurance Platform che sfrutta l’AI per il testing del software. Globant propone anche BeHealthy, una app dedicata al benessere dei dipendenti, e StarMeUp per supportare lo sviluppo di una moderna cultura aziendale. FluentLab è un chatbot per le relazioni con i clienti, WaaSabi, una piattaforma finanziaria integrata, navigate, una Process Intelligent Platform per la gestione dell’operatività e degli incidenti di busines e, infine, walmeric, è un tool di supporto alle vendite digitali.

L’offerta Globant X - così è battezzata - si declina in Business X, Culture X e Software X, indirizzandosi chiaramente a tre gruppi di interlocutori: la divisione commerciale, il marketing e l’amministrazione, le risorse umane e i team di sviluppo interni, se esistono.

Le acquisizioni Globant

Come tutte le aziende con un approccio moderno, Globant conosce il valore della scalabilità per acquisizioni, oltre a quello delle referenze e dei contenuti per il marketing. Attualmente, Crunchbase conta 26 acquisizioni in vent’anni. Molte sono state brandizzate e trasformate in offerta a portafoglio, altre, come quella di Sysdata, sono servite ad ampliare le geografie.

Tra le acquisizioni ha certamente fatto notizia quella di GTU, network creativo indipendente pluripremiato, che si aggiunge ad altre 4 agenzie sparse nel mondo, andando a formare una divisione evidentemente focalizzata sulla proposizione di servizi di marketing digitale supportati dall’AI a corredo dell’offerta tecnologica. Un segnale importante, questo, che dimostra quanto sia (tornato) fondamentale il marketing, insieme alla relazione con i clienti, per lo sviluppo del (nuovo) business.

L’azienda è quotata dal 2014 alla Borsa di New York e, dopo un po’ di gavetta, proprio in occasione del lockdown del 2020 ha visto il titolo salire costantemente. L’ultima indicazione di come il progetto Globant sia coerente e soprattutto furbo e visionario riguarda gli investitori. Ci sono Price T Rowe, BlackRock, Jp Morgan Chase, Morgan Stanley, solo per citare quelli più importanti.

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