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Qonto: per le PMI europee un 2024 all’insegna dell’ottimismo

Un report analizza i mercati di quattro Paesi: a fronte di un 2023 positivo, l’85% delle PMI italiane si sente ‘ottimista’ o ‘molto ottimista’ riguardo alle performance per l’anno appena iniziato

Trasformazione Digitale Mercato e Lavoro

Qonto, la soluzione di business finance management attiva in Europa, ha pubblicato il primo report sullo stato delle piccole e medie imprese europee nel 2023. Realizzata in collaborazione con la società di ricerche di mercato Appinio attraverso un sondaggio condotto a metà ottobre su 2.000 manager in Francia, Germania, Italia e Spagna, l’indagine ha rivelato tra l’altro che il 71% delle aziende ha dichiarato di aver fatto "meglio" o "molto meglio" del previsto, mentre solo il 5% degli intervistati ha detto che i risultati non hanno raggiunto i target prefissati.

Più in dettaglio, in Italia il 68% dei rispondenti ha dichiarato che i risultati del 2023 sono stati "migliori" o "decisamente migliori" del previsto, il dato si attesta intorno al 63% in Francia, mentre hanno performato significativamente sopra le aspettative le PMI di Germania (78%) e Spagna (75%).

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L’inflazione è stata universalmente citata come il principale ostacolo alla crescita, seguita dalla mancanza di domanda e dagli eventi geopolitici. Le PMI tedesche sembrano essere state le più colpite da questa situazione, con il 68% dei rispondenti che menziona l'inflazione come il principale ostacolo alle prestazioni della propria azienda. Della stessa idea il 61% delle PMI spagnole, che considerano l'inflazione la sfida principale da affrontare. In Francia e in Italia, almeno un’azienda su due indica l'inflazione come un ostacolo alla performance della propria attività, segnalando questo problema rispettivamente nel 55% e nel 50% dei casi.

Oltre all'inflazione, il 57% delle aziende di Francia, Germania, Spagna e Italia ha identificato la mancanza di domanda come una delle principali sfide, mentre quasi un terzo ha menzionato eventi geopolitici come ulteriore fattore di preoccupazione.

Tuttavia, i dati mostrano anche impedimenti e specificità locali: per esempio, il 38% degli imprenditori italiani e il 28% degli imprenditori francesi hanno identificato la concorrenza come un fattore negativo, dato che cala all'11% in Germania.

La mancata digitalizzazione è un aspetto ancora rilevante per Italia e Germania, dove rispettivamente il 15% e il 16% degli intervistati la considera un problema, mentre sembra essere un fattore meno preoccupante in Francia e Spagna.

In Germania, le PMI sembrano aver avuto difficoltà ad assumere, poiché il 42% degli intervistati ha identificato la carenza di talenti come uno dei principali fattori di ostacolo, rispetto al 6% in Spagna. Infine, la mancanza di finanziamenti è stato il secondo fattore negativo più citato in Spagna, considerato un problema dal 39% degli intervistati. Il dato rappresenta più del doppio della media dei quattro mercati analizzati.


Ottimismo nel 2024 nonostante le sfide

In tutti i mercati analizzati, la maggior parte degli intervistati mostra una forte fiducia per il 2024. Alla domanda sulla crescita dei ricavi per il prossimo anno l’85% degli intervistati italiani ha dichiarato di sentirsi "ottimista" o "molto ottimista". Il dato si attesta all’86% in Spagna, 84% in Germania e chiude la Francia con il 74%.

Non solo: le aziende prevedono anche di investire massicciamente in tecnologia e digitalizzazione nel 2024. In Francia, tuttavia, gli intervistati hanno mostrato meno ottimismo sulle opportunità offerte dagli investimenti tecnologici. In Germania, Spagna e Italia la tecnologia viene indicata all’unanimità come l’area principale in cui con maggiori probabilità si investirà nel 2024. Alla domanda su quali leve di crescita si intendono attivare nel 2024, i risultati mostrano che lo sviluppo di nuove soluzioni digitali è al primo posto come priorità per le PMI in Germania e in Italia e al secondo in Spagna, seguito da innovazione o miglioramento di prodotti esistenti.

Le PMI europee mostrano ottimismo anche nei confronti delle nuove tecnologie, in particolare AI, Fintech e IoT. In effetti, più di tre quarti degli intervistati sono "ottimisti" o "molto ottimisti" sui benefici che queste tre soluzioni potrebbero portare alla loro attività. Tuttavia, questo ottimismo non si applica anche alle tecnologie Crypto, Virtual Reality e Metaverso: a livello globale, il 37% degli intervistati ammette di essere "pessimista" o "molto pessimista" su Web3 e Criptovalute, mentre il 33% si sente allo stesso modo su VR e Metaverso.

Infine, per quanto riguarda la sostenibilità ambientale, il 52% delle PMI intervistate ha dichiarato di lavorare attivamente per ridurre la propria impronta, mentre solo l'8% dichiara di non essere impegnata a ridurre il proprio impatto sull'ambiente.


Mariano Spalletti, Managing Director di Qonto in Italia

“Il nostro nuovo report fornisce preziose informazioni sullo scenario delle piccole e medie imprese in Europa. È molto incoraggiante vedere il persistente ottimismo tra i business leader di Francia, Germania, Italia e Spagna, nonostante il 2023 sia stato un anno pieno di sfide. Questo dimostra l'incredibile sforzo che hanno compiuto per far crescere le loro attività e il motivo per cui hanno bisogno di tutto il supporto possibile. Le PMI sono sempre state al centro delle nostre attività in Qonto e negli ultimi 6 anni abbiamo lavorato a stretto contatto con loro e per loro con l’obiettivo di fornire il supporto e gli strumenti di cui hanno bisogno per avere successo", commenta Mariano Spalletti, Managing Director di Qonto in Italia.

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