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A giugno cala l'indice di fiducia delle imprese da 108,6 a 108,3

A giugno l’indice di fiducia delle imprese diminuisce per il secondo mese consecutivo e si posiziona sul livello più basso dallo scorso dicembre. La flessione dell’indicatore è determinata soprattutto dal peggioramento nel comparto manifatturiero e in quello del commercio al dettaglio.

Mercato e Lavoro

A giugno 2023 l'Istat stima un aumento dell’indice del clima di fiducia dei consumatori (da 105,1 a 108,6); invece, l’indice composito del clima di fiducia delle imprese registra una flessione passando da 108,6 a 108,3.

Tutte le serie componenti l’indice di fiducia dei consumatori sono in miglioramento eccetto i giudizi sull’opportunità di risparmiare nella fase attuale. I quattro indicatori calcolati mensilmente a partire dalle stesse componenti riflettono le variazioni registrate dalle singole variabili: il clima economico e il clima futuro aumentano decisamente (rispettivamente da 119,8 a 127,6 e da 112,6 a 118,4); il clima personale e quello corrente crescono in modo più contenuto passando, rispettivamente, da 100,1 a 102,2 e da 100,0 a 102,0.

Con riferimento alle imprese, tutti i comparti indagati registrano una diminuzione dell’indice di fiducia ad eccezione di quello delle costruzioni. Più in dettaglio, l’indice di fiducia cala nel comparto manifatturiero (da 101,2 a 100,3), nei servizi di mercato (da 104,0 a 103,7) e nel commercio al dettaglio (da 111,4 a 110,5). In controtendenza, nelle costruzioni l’indice sale da 159,4 a 162,5.

Quanto alle componenti degli indici di fiducia, nella manifattura queste peggiorano tutte, mentre nelle costruzioni, al deterioramento dei giudizi sugli ordini si associa un deciso aumento delle attese sull’occupazione. Nei servizi di mercato le opinioni (giudizi e attese) sugli ordini risultano in peggioramento e nel commercio al dettaglio i giudizi sulle vendite sono orientati al pessimismo.

In relazione alle domande trimestrali sulle esportazioni rivolte alle imprese manifatturiere trimestralmente, si stima una diminuzione, per il terzo trimestre consecutivo, del numero di imprese che segnala ostacoli all’attività di esportazione (la relativa percentuale passa dal 40,3% del primo trimestre 2023 al 34,7% del secondo).

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