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Insight, l’ora del 'global solution integrator'

Il nuovo corso del solution provider presente da oltre 33 anni sul mercato, che ha l’obiettivo di aiutare le aziende a compiere le scelte tecnologiche giuste in uno scenario di crescente complessità

Trasformazione Digitale Cloud

Attiva sul mercato mondiale IT da oltre 33 anni, continua l’evoluzione di Insight, che si caratterizza oggi per essere un “global solution integrator”, oltre a essere uno dei principali partner di Microsoft. Cresciuta storicamente come Large Account Reseller, attivo nella gestione delle licenze tecnologiche per le aziende di medie e grandi dimensioni, Insight ha intrapreso la sua prima grande trasformazione nell’era cloud, proponendosi sempre più quale solution provider. Più recente è il nuovo indirizzo strategico, di cui ne ha parlato con ImpresaCity Pietro Marrazzo, General Manager Southern Europe di Insight, cogliendo anche l’occasione per fare il punto sullo scenario attuale del mercato IT.

Proseguendo nel percorso di solution provider, Insight ha dichiarato a fine anno scorso l’ambizione di volersi sempre più caratterizzare come un ‘leading global solution integrator’: questo significa avere un focus particolare su soluzioni end-to-end a 360 gradi, ovvero composte da hardware, software, cloud e servizi professionali, che possano aiutare le aziende a raggiungere i propri obiettivi di business”, sintetizza Marrazzo. In questo quadro, l’ambizione dichiarata da Insight è quella di porsi quale “partner tecnologico affidabile e in grado di realizzare e gestire soluzioni personalizzate che permettono alle aziende di migliorare in termini di efficacia, agilità e innovazione, facendo anche attenzione fin dall’inizio a comprendere le ricadute che le tecnologie avranno sulle strutture organizzative, sui processi e sulle persone”.

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Pietro Marrazzo, General Manager South Europe di Insight

Panorama complesso

Il mercato cui Insight si rivolge è quello delle aziende e delle organizzazioni che spaziano dall’ambito SMB al corporate, passando per il midsize, con soluzioni negli ambiti modern workplace, modern infrastructure, cybersecurity, application e infine dati e Intelligenza Artificiale. “Insight si è resa conto quanto oggi sia importante semplificare il linguaggio del mondo IT”, evidenzia Marrazzo, facendo notare quanto il panorama tecnologico attuale sia notevolmente complesso, anche in relazione alle molteplici opzioni disponibili, tra on premise o cloud, che spesso è anche multivendor, ognuno con il proprio specifico modello di licensing.

È anche per questo che Insight ha come obiettivo quello di “aiutare le aziende a comprendere quali possono essere i modelli di acquisto e di consumo della tecnologia attuale”, prosegue Marrazzo, sottolineando che “difficilmente da qui ai prossimi anni le aziende prevederanno forti investimenti interni per dotarsi di specialisti nell'ambito acquisti con competenze specifiche di licensing e di gestione contrattuale. Insight si pone quindi in prima battuta al fianco del cliente per rendere semplice ciò che oggi è complesso da un punto di vista licensing e contrattuale”.


Tra business e operations

Ma dato che una vera trasformazione digitale prevede anche decisioni di business e non comporta solo "semplici" acquisti di tecnologia, a corollario di quest’ultimo aspetto che è sicuramente fondamentale, Marrazzo spiega che il ruolo di Insight al fianco delle aziende è quello di "coniugare le esigenze del business e quelle delle operations con le modalità di acquisto che queste esigenze prevedono: riteniamo di avere le competenze per poter dialogare a tutti i livelli e in tutti gli ambiti, in modo da mettere insieme esigenze e obiettivi, ponendoci quale partner ideale per definire la ‘Digital Business Strategy’ delle aziende e delle organizzazioni”.

Si tratta di un percorso che passa molto dal cloud: “senza dimenticare il mondo on premise, certamente la parte di soluzioni professionali e architetturali deve molto al cloud”, spiega Marrazzo, sottolineando però che “pur essendo cloud native il nostro approccio non guarda solo agli ambienti full cloud, in quanto abbiamo forti competenze anche verso gli ambienti ibridi, ma con la capacità di guardare molto al cloud nativo”.

Affiancare le aziende

È questo lo scenario tecnologico complesso che le aziende alle quali Insight si rivolge devono affrontare oggi, talvolta con budget sempre più ristretti: “ecco quindi che il nostro compito è proprio quello di affiancare e supportare il CTO, ed eventualmente anche il CISO, nelle scelte delle aziende, che spesso si trovano in difficoltà nel prendere decisioni, talmente vasto è il panorama dell’offering che il mercato propone”, fa notare Marrazzo. Perché sempre più oggi le aziende sono alla ricerca di un partner fidato che le aiuti a scegliere e le supporti nella scelta, oppure che guidino più da vicino le scelte, nel caso di aziende di minori dimensioni che non siano dotate di ruoli IT specializzati ma solo figure generiche IT.

Ma c’è un altro aspetto che secondo Insight merita attenzione: “in termini operativi, per poter definire una digital business strategy è fondamentale che un’azienda conosca bene ciò che ha già in casa a livello di tecnologie e soprattutto come le utilizza”, avverte Pietro Marrazzo, sottolineando che "oggi, in aggiunta a tutti fattori di incertezza attuali, come per esempio gli aumenti dei costi dell’energia, le aziende devono sempre più ridurre al minimo gli sprechi, puntando decisamente sull'ottimizzazione della spesa, e conoscere cosa si ha già in casa e prevedere al meglio le esigenze è sicuramente molto importante, perché va da sé che quando si pensa all'implementazione di nuove tecnologie non basta conoscere quello che è già presente in azienda, ma occorre sapere anche dove si intende arrivare”.


L’importanza dell’assessment

E questo viene svolto da Insight attraverso attività di tipo Proof of Concept oppure con un design di ciò che vuole essere l'obiettivo, precedute da un assessment accurato: è così, spiega Marrazzo, che “siamo in grado di dare ai nostri clienti ampia visibilità sul digital journey che il cliente deve compiere per raggiungere gli obiettivi di business, partendo da ciò che si ha e definendo una roadmap tecnologica che supporti gli obiettivi”. Si tratta di un aspetto fondamentale: “uno studio svolto per noi a fine anno scorso a livello europeo ha mostrato che in numerosi casi alla base del fallimento di alcuni progetti è stata la mancanza di un adeguato assessment della situazione iniziale”, conferma Marrazzo.

Tre fasi

La consulenza di Insight nella digital business strategy prevede quindi, dopo un accurato assessment della situazione presso il cliente, il dettaglio delle best practice nelle aree di competenza, con un’esposizione della digital roadmap o digital journey lungo le tre principali fasi: la prima è quella della valutazione e pianificazione, e prevede il design architetturale e l’ottimizzazione delle tecnologie.

Vi è poi la fase di implementazione, che avviene attraverso i servizi professionali di Insight, e non riguarda solo l’aspetto tecnico e tecnologico ma anche quello di change management, perché nello scenario attuale dove il fenomeno delle dimissioni è crescente, “le aziende si sono rese sempre più conto che per raggiungere obiettivi importanti devono avere al proprio interno dipendenti motivati e impegnati, e anche pronti alla trasformazione. E dato che siamo convinti che in ogni progetto di digital transformation il change management sia fondamentale, Insight è in grado, attraverso un Dipartimento specifico, di aiutare le aziende nel change management a tutti i livelli”, sottolinea Marrazzo.


Gestione a 360 gradi

La terza e ultima fase del modello operativo con cui Insight opera al fianco delle aziende prevede la gestione, attraverso i managed services, con i vari aspetti di supporto, come monitoring, reporting, troubleshooting e tanto altro, cioè tutte quelle attività, talvolta che di valore non elevato, che oggi le aziende tendono ad esternalizzare attraverso società specializzate che offrono servizi 24 ore su 24 per 365 giorni all'anno, con differenti livelli di servizio. “Ma si tratta di scelte determinate da numerosi fattori, in quanto oggi molte aziende soffrono della carenza di competenze al proprio interno, aggravate dal quella che qualcuno ha chiamato ‘war of talents’, e la scelta di esternalizzare talvolta è guidata da criteri economici e più spesso anche da criteri tecnici e fisici all'interno dell'organizzazione”, conclude Pietro Marrazzo.

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