Cisco, nuove prospettive da cogliere abbracciando il PNRR, investendo in sostenibilità con il digitale al centro

Una due giorni dedicata ai partner - Cisco Partner Executive Club - a Venezia per comprendere e confrontarsi sui temi caldi attuali e futuri da fare propri e abilitare per costruire un mondo sostenibile in ecosistema. Gli aggiornamenti sulle cinque aree tecnologiche portanti dell’offerta, le opportunità legate al PNRR. Il reportage

Trasformazione Digitale Cloud

Il momento storico ed economico è particolarmente propizio per disegnare nuove prospettive. Le possibilità sono infinite. Lo sta facendo Cisco con il suo ecosistema di partner, con il quale il confronto è continuo e costruttivo: ogni soggetto con le sue specificità deve essere in grado di portare valore e nuova energia in questo cammino evolutivo che passa dalla Trasformazione Digitale di tutte le organizzazioni, in cui la tecnologia rappresenta l’elemento abilitante ma che per realizzarsi al meglio deve necessariamente comprendere anche aspetti di inclusione sociale e sostenibilità.Gianmatteo Manghi, Amministratore Delegato di Cisco ItaliaE’ da queste premesse che di recente si è aperta la seconda giornata della Cisco Executive Partner Club edizione 2022 nella suggestiva cornice del Lido di Venezia davanti agli executive partner del vendor, oggi impegnato in prima linea nell’essere un’impresa sociale e inclusiva, dopo che nella prima giornata analisti di mercato ed esperti hanno tracciato scenari politici ed economici sempre con in mente l’urgenza di digitalizzare il Paese, come ha evidenziato una volta di più Agostino Santoni nel ruolo di Presidente di Confindustria Digitale (e di Vice President Cisco South Europe) un obiettivo comune di tutti.
“Cisco persegue una cultura che punta alla sostenibilità economica per raggiungere ottimi risultati ma anche a inclusione sociale e sostenibilità a tutto tondo. E’ la cosa giusta da fare e perché anche conviene. Lo chiedono i clienti, i dipendenti, le istituzioni, i giovani e lo impongono anche le regole,” afferma dal palco l’AD di Cisco Italia, Gianmatteo Manghi. Un impegno che si sostanzia in molteplici iniziative a partire dal progetto formativo Networking Academy - ad oggi 350 Academy realizzate di cui sette (presto nove) nelle carceri italiane come quello di Bollate e in Comunità come quella di Sant’Egidio a Roma, dove in 20 anni sono stati formati 1.800 detenuti. Storie di vita, ritratti umani, di persone con un passato difficile, di indigenza, criminalità,…, che lascia segni ma che può avere un futuro. Ricominciare a vivere e rientrare nella società, raggiungendo nuovi obiettivi si può. La seconda preziosa occasione di riscatto per molti di loro è arrivata appunto attraverso Cisco Academy, un progetto a carattere sociale per creare nuove professionalità. Opportunità possibili, chance per una nuova vita. I protagonisti hanno potuto riscrivere il loro presente che si fa futuro inclusivo, qualsiasi sia stato il punto di partenza e quale sarà la destinazione futura.Dimensioni tecnologiche
A Venezia ci si focalizza sulla dimensione tecnologica con l’Amministratore Delegato che rimarca le Big 5, le cinque principali aree abilitate da Cisco per rendere possibile la Trasformazione Digitale del Paese: il futuro delle Reti; il futuro del lavoro; la cybersecurity; l’evoluzione e lo sviluppo software in un mondo ‘cloud first’; la sostenibilità. Tutte traiettorie tecnologiche fondamentali per modernizzare in chiave digitale – e sostenibile – il Paese a patto di interpretarle in modo corretto, cogliendo tutte le opportunità messe a disposizione, a partire dal PNRR.Il PNRR: una grande opportunità ma anche una responsabilità
Ma come possono Cisco e il suo ecosistema ritagliarsi un ruolo da protagonista in questo quadro? Lo spiega Fabio Florio, Cisco Development Manager e Innovation Center Leader, focalizzandosi sul vasto e complesso tema relativo al PNRR: “Si tratta di una grande opportunità per il Paese per colmare il gap accumulato rispetto ad altre country, per le aziende tecnologiche e anche per i cittadini per vivere un futuro sostenibile in un mondo tecnologicamente avanzato, nelle città più smart, in building intelligenti, in scuole più aperte, in ospedali digitali ma è anche una grande responsabilità per Cisco e il suo ecosistema di partner con le corrette competenze sul digitale in quanto senza il nostro aiuto è impossibile fare questo salto. Le aziende italiane, pubbliche e private, soprattutto le piccole e medie non hanno infatti le competenze, un organico adeguato ed esperienze sufficienti per cogliere appieno tutte le opportunità e applicarle al meglio. non solo quelle più complesse, ma banalmente anche quelle relative alle gare. La responsabilità è quindi tutta nostra”. E’ un po’ una chiamata alle armi quella di Florio, per il quale è necessario agire, ora: ”Dobbiamo aiutare le aziende, pubbliche e privae, a fare questo passo.”Florio interpreta le sei missioni del PNRR articolate dal Governo, con una ricaduta positiva per Cisco e i partner.

  • 1 - Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura – E’ qui che l’intero ecosistema può esprimersi al meglio ed è direttamente coinvolto in processi di trasformazione digitale (5G, connessione a 1 Giga,...)
  • 2 - Rivoluzione verde e transizione ecologica, con progetti che vedono coinvolte le utilities e investimenti per ripensare in chiave smart gli edifici e non solo
  • 3 – Infrastrutture per una mobilità sostenibile
  • 4 – Istruzione e ricerca
  • 5 - Inclusione sociale (skill digitali)
  • 6 – Salute
    Ciascuna missione si declina in molteplici ambiti e componenti, mettendo al centro il digitale: “Non dobbiamo fare l’errore di pensare che il digitale e l’innovazione tecnologica afferiscano solo alla Missione 1, anzi; in realtà, il digitale è pervasivo ed è presente in tutte le missioni", rimarca Florio.

Alcuni numeri per capire come si sviluppa il programma PNRR: l’arco temporale è quello che copre il quinquennio 2021-2026 e riguarda quattro aree di riforme – giustizia, PA, semplificazione della legislazione e facilitazione della concorrenza - e tre priorità trasversali – occupazione giovanile, parità di genere, coesione territoriale per una somma di 191 miliardi dati dalla Comunità Europea relativi al Piano Recovery Found a cui il Governo ha fatto convergere altri fondi EU e complementari per un totale di 235,5 miliardi di euro:Una montagna di soldi da sfruttare al meglio. Non sono tutti soldi regalati, ma ci sono prestiti e sovvenzioni a fondo perduto”, ricorda Florio. “Fondamentale per ottenere gli investimenti che si rispettino alcuni obiettivi (527) di cui 213 atti normativi e riforme e 314 progetti e obiettivi economici, secondo tempistiche definite”.La risposta Cisco si chiama Digitaliani (CDA)
Ma come si innesta la capacità di Cisco sulle sei missioni definite dal PNNR?
Cisco è partita in anticipo rispetto ai tempi nel processo di accelerazione della digitalizzazione a livello mondiale e locale, già dal 2016 con il programma Digitaliani (denominato Country Digitalization Acceleration nel mondo), con declinazioni in tutti i paesi: “L’Italia è il secondo Paese su 45 che lo hanno adottato nel mondo”.
Quattro le aree di focalizzazione del programma che ben si combinano con le sei Missioni del PNRR (indicate dal numero):

  • Public Digital Services (missione 1), (Ministries, Cities e Regions), relativo ai servizi della ‘macchina’ Pubblica.
  • Customer Digitization (1), la digitalizzazione delle aziende private (da industria 4.0 a Transazione 4.0)
  • Healtcare (6), la digitalizzazione della Sanità;
  • Future of Work (2) (inclusive, green&blue, open.
    Aree di focalizzazione e investimento che si appoggiano su infrastrutture strategiche, non solo la rete a ultrabroadband, ma anche quelle relative a energia, gas, acqua, trasporti. Il tutto in co-innovazione (4) con centri di ricerca, università e startup per creare un innovazione estesa e condivisa.
    Un capitale di sei anni di intenso lavoro per l’Italia, fatto da una moltitudine di progetti, accordi con aziende pubbliche e private, sperimentazioni, proof of concept ma, soprattutto, esperienze di digitalizzazione, condivisione e contaminazione anche con gli altri 44 paesi applicabili nell'ambito del PNRR: “Se si mappa il Programma Digitaliani su PNRR le aderenze e attinenze sono moltissime. Per questo siamo in un’ottima posizione per beneficiare delle esperienze fatte in questo lasso di tempo e portarle all’interno del PNRR", sottolinea Florio. Fondamentale in tutto questi progetti di digitalizzazione includere la cybersecurity:Non possiamo esistere un progetto di digitalizzazione senza la cybersecurity. Non possiamo creare un mondo di opportunità che abbia vulnerabilità. E anche in questo senso Cisco può dire la sua con il Cisco Innovation Center – il centro di innovazione con focus sulla cybersecurity di Milano sempre pronto ad accogliere clienti e partner", prosegue.

La mappatura Cisco/PNRR in profondità
In termini di digitalizzazione sono molteplici le attività in corso portate avanti da Cisco: a partire da un profonda e diffusa formazione sulla PA, che si interseca con il piano di investimenti annunciato dal Ministro Brunetta denominato "Ri-formare la PA", per 2 miliardi di euro da utilizzare per il reskilling dell'organico della PA – persone qualificate per qualificare il Paese, alzando il livello culturale di conoscenza sul digitale non solo formando nuovi profili giovani, ma anche estendendo le competenze nel digitale. “Il PNRR è soprattutto un tema di cultura per questo è fondamentale estendere e approfondire la formazione su questi temi creando profili specialistici ma anche fare reskilling di professionisti già presenti sul mercato che devono ampliare le loro conoscenze", dice Florio. C’è poi il coinvolgimento del vendor su tutto il tema del cloud, per il quale è partito il bando sul Polo Strategico Nazionale, secondo cui tutta la PA, a tendere, dovrà andare verso il cloud: 120 PA entro il 2024 e 400 entro il 2026.
In ambito ‘privato’ l’intersezione di Cisco con il PNRR è sul tema ‘Industria 4.0’ rinnovato che va verso la Transizione 4.0, relativo alla digitalizzazione non solo dell’industria ma anche di altri ambiti merceologici verticali: “Con Digitaliani abbiamo realizzato tanti progetti sui vertical dove oggi si possono proporre anche molto software e soluzioni di cybersecurity. Proprio su quest’ultimo tema, con l’ Agenzia Nazionale della Cybersecurity Cisco sta lavorando su molti fronti, a partire dalla threat intelligence".In relazione alla Missione 3 - Rivoluzione verde e transazione ecologica - l’impegno si declina in molti ambiti tra cui il potenziamento delle smart grid: “In collaborazione con Enel, Cisco ha sviluppato un prodotto ad hoc di routing, rivendibile, che ci ha dato grandi soddisfazioni” , afferma Florio. Un focus importante è posto inoltre sul tema dell’acqua e dei suoi sprechi, per cui il processo di digitalizzazione gioca un ruolo importante: “In questo caso, dobbiamo essere capaci di creare ecosistemi per sviluppare progetti condivisi in grado di coinvolgere anche l’ultimo miglio".
Così come l’impegno è forte sulle infrastrutture e la mobilità sostenibile: ferrovie, alta velocità, smart road ma anche tutto il tema della logistica con l’idea di creare una piattaforma centralizzata: un ‘supercervellone’ in grado di gestire e controllare a livello centrale tutti la logistica – porti, ferrovie, aeroporti, … fino ai piccoli spedizionieri che devono digitalizzarsi per aderire a questo modello.
Nella missione 4Istruzione e Ricerca – Cisco è attiva nel supportare la realizzazione delle infrastrutture digitali dei nuovi centri e le nuove strutture di ricerca nazionali così come nella missione 5 - Inclusione sociale - il vendor è coinvolto nella riqualificazione delle periferie (a questo proposito è uscito un Bando del valore di 2,5 miliardi di euro per riqualificare le periferie non solo dal punto di vista edilizio) attraverso la proposizione di servizi di digitalizzazione per la sicurezza e sostenibilità delle aree metropolitane.
E l’impegno è altresì massimo, con intersezioni forti sulla Missione 6 relativa alla Salute. In quest’ambito Cisco ha un ruolo fondamentale per rendere la Sanità sempre più digitale, in termini di telemedicina, telecontrollo, teleassistenza. Si pensi che entro il 2026 il Governo prevede di avere oltre un milioni di anziani monitorati da remoto su parametri vitali e 400 nuovi ospedali di comunità da sviluppare.Tutti ambiti in cui il vendor deve necessariamente lavorare con il proprio ecosistema di partner con una focalizzazione sul PNRR.
Per farlo al meglio Cisco ha creato un Tiger Team composto da 10 persone (1 solution architect, 1 project manager, 1 governament affairs, 3 persone a supporto del team Digitaliani, 3 persone a supporto dell’Innovation Center, 1 persona a supporto del STO (security & trust organization) team; con il supporto di un team di consulenti esterni coordinati da Paolo Zanetto: “Ci siamo attrezzati al meglio per essere pronti al PNRR ed essere a vostra disposizione” rimarca Florio alla platea di executive partner.

Cisco inoltre è impegnata nello standardizzare e velocizzare tutto il meccanismo legato al PNRR, attraverso schede progetto standard e predefinite – una sorta di pre-lavorato - da scrivere e completare in tempi definiti con contenuti da dare alle aziende che non sanno come muoversi per partecipare e rispondere ai bandi su soluzioni tecnologiche (IoT, cybersecurity, …) ma anche su servizi di formazione, installazione, assistenza, supporto.

Praterie da occupare: un’occasione per i partner
Un’immensa prateria di occasioni tutta da occupare per Cisco e i suoi partner che devono tenere il passo. Lo rimarca Giorgio Campatelli, Cisco Italy, Partner Organization Leader: “Vogliamo creare un canale forte, con elevate competenze, sostenuto e affiancato da Cisco con strumenti e iniziative, supporto, esempi replicabili, per cogliere insieme tutte le opportunità del PNRR (a breve su ChannelCity una panoramica delle novità studiate dal vendor per i partner).
Da parte sua Cisco mettein campo la tecnologia innovativa, ma solo il canale esteso è in grado di coprire tutto il mercato e ai partner va il compito di arricchire la proposta Cisco con servizi, tradizionali ed evoluti per creare in sinergia progetti a valore e per fare funzionare al meglio il Paese. E’ il modello a ecosistema quello più consono per creare innovazione congiunta con l’obiettivo di creare un mondo migliore e più sostenibile, sfruttando per esempio il Co-innovation center a Milano e facendo leva su formazione e cybersecurity.Giorgio Campatelli, Cisco Italy, Partner Organization LeaderLe tecnologie ‘Big Five’

Gli aggiornamenti sulle cinque direzioni tecnologiche su cui poggia l’offerta di Cisco sono declinati da Enrico Mercadante, Director Architectures & Innovation, Cisco South Europe, e dal suo team di esperti, sottolineando come l’impegno di Cisco sull’innovazione tecnologica sia profondo e continuo: “In Italia la spinta verso il digitale è palpabile e corre veloce: ci sono 25 milioni persone che utilizzano lo SPID, si sta creando un Polo Strategico Nazionale sui dati, c’è inoltre l’Agenzia per la Cybersecurity e le aziende vanno verso il cloud non per moda ma per necessità di agilità e di business. Per tenere il passo di questa digitalizzazione italiana e mondiale Cisco continua a investire in acqusizioni: sono oltre 6 i miliardi di dollari investiti solo nell’ultimo anno, + 12% del fatturato, arrivando a oltre 200 acquisizioni totali nella storia aziendale.
Un nuovo DNA tecnologico ricco di nuove soluzioni e funzionalità per stare al passo con il mondo attuale ed essere pronti al futuro in cui le richieste sono in continua evoluzione e occorre relazionarsi con nuovi interlocutori.Enrico Mercadante, Director Architectures & Innovation, Cisco South EuropeEcco le cinque declinazioni

  • Cloud Multicloud - non un luogo ma un modello operativo che prevede di passare da un ambiente applicativo legacy tradizionale a un mondo di nuove applicazioni, tendenzialmente basate su container, molto frammentate e anche complesse, in cui la focalizzazione di Cisco si articola su tre aspetti fondamentali quali: visibilità e controllo (observability), sicurezza (DevSec Ops App Security) e automazione (Cloud Native App Automation). Una visibilità completa che deve essere necessariamente full stack per vedere tutto l’ambiente (applicazioni, infrastruttura, connettività e sicurezza), spiega Stefano Gioia, Technical Solution Architect, Cisco Emea.
    Sono 4 i miliardi di dollari investiti in acquisizione da Cisco in quest’area, tra cui quelle di AppDynamics, ThousandEyes ed espagon per l’osservability, BanzaiCloud per il service mesh, portshift nell’ambito della cloud security nonché replex e opsani.
    Entra nel vivo del tema della security Andrea Castellano, Cybersecurity Sales, Cisco Italia, sottolineando quanto sia dinamica caratterizzata da un’industria del cyber crime che corre veloce con continue nuove minacce; da interpretare quindi come un business enabler. In quest’ambito c’è un grosso problema di competenze che per Cisco e i partner si traduce in una grande opportunità – quella dei Managed Security Service, che significa trasformare in modo rapido il proprio portafoglio da prodotti tradizionali a servizi gestiti, mantenendo il proprio Dna specifico ma evolvendolo verso la logica dei servizi, disponibili su marketplace con nuovi modelli di pricing interessanti per i clienti. “Nuovi paradigmi da abbracciare e su cui accelerare insieme”. Uno scenario globale di continua ‘insicurezza’ che richiede maggiore pro-attività, a cui Cisco risponde con Talos, la threat intelligence in grado di gestire non milioni ma bilioni di eventi: “La Digital Transformation è elemento fondamentale per continuare a stare sul mercato, adottando un approccio security e visibilità by design” - e Cisco SecureX - composto da soluzioni di startup innovative a livello internazionale o integrazioni con altri prodotti di altri vendor del mercato - è la risposta migliore per la protezione in ambiente cloud in quanto adotta un approccio end-to-end, ponendosi come engine intelligente in grado di orchestrare e automatizzare tutti i processi di security, integrando tutti gli asset che sono sul cliente e combinando insight e analytics con funzionalità di automazione.
    - Il futuro di Internet -Si parla della Rete nella Zbyte Era, in cui il volume del traffico e la complessità dei dati continuano a crescere in maniera molto rapida: milioni di end point IoT, miliardi di container e di ambienti applicativi. In questo scenario il concetto di Rete tradizionale evolve verso un concetto di rete futura sostenibile, sicura, intelligente, as a service. Anche in quest’area, quella storica su cui Cisco ha costruito il proprio successo negli anni, gli investimenti del vendor sono ingenti, nell’intorno dei 6 miliardi di dollari in un decennio in aziende quali Acacia, Cariden, Core Optics, Leaba (startp up israeliana), Sedona (orchestrazione reti), Tail-f, Singularity.
    Partendo dalla strato fisico sono pochissime le aziende con la possibilità di costruirsi un proprio chip, perché è molto costoso. Da parte sua Cisco lo ha fatto grazie a Leaba, investendo in un nuovo chip, denominato Silicon One (oggi alla seconda generazione) che sarà la base di tutti i prodotti del futuro di Cisco, per continuare a mantenere la leadership tecnologica. “Internet sta diventando sempre meno sostenibile e per renderla tale occorre creare soluzioni molto coraggiose. E questa lo è. Un sistema costruito su questo chip ha il 35% di capacità in più e il 96% di consumo di energia in meno. E’ un chip con tecnologie molte avanzate, come i 7 nanometri; un’architettura programmabile e multislide, di routing e switching, alla base dell’Internet futura e dei data center.
    In termini di reti geografiche, invece Cisco è in grado di mettere intelligenza dentro le ottiche facendo risparmiare moltissimi strati. “Anche in questo contesto c’è tantissimo da fare con queste tipologie di reti sulle infrastrutture del paese rendendolo molto più sostenibile”, enfatizza Mercatante.
    Un altro ambito di operatività di rete è quello di applicazione dell’Intelligenza Artificiale/Machine Learning nelle Reti Campus dei clienti: “Governare queste reti è un’operazione molto complessa, e quindi se si ha un’intelligenza in grado di assistere le operazioni si può offrire un servizio molto più efficace e veloce. Sfruttare l’AI per fare AI operation è infatti fondamentale nelle reti gestite,” spiega Mercatante. E spingendosi ancora oltre, di recente Cisco ha annunciato le Cisco Predictive Networks – reti che non solo indicano cosa sta succedendo ma hanno reazioni rispetto a ciò. La rete quindi che diventa ‘experience centric’, predittiva in grado di fare calcoli e correlazioni dove l’uomo non arriva. Un ambito di applicazione della strategia di rete intelligente è quella della prossima Wide Access Network (WAN): “Le reti stanno cambiando, le applicazioni vanno in cloud e non ha più senso mettere tutto il traffico nei data center. Le reti devono quindi essere totalmente ridisegnate, ottimizzate per il cloud, pensando a sicurezza e visibilità. Un’opportunità incredibile: gli sviluppatori devono creare e configurare SD-WAN nel cloud e Cisco è l’unico vendor che ha siglato accordi con molti hyperscaler”, chiarisce Mercadante.
  • Sostenibilità in chiave digitale: il ceo moderno è un Ceo ‘sostenibile’ . Digitale e sostenibilità sono due facce della stessa medaglia, verde e blu che si fondono in un unico colore. Ne parla Angelo Fienga, Director Sustainable Solutions, Cisco Emea. Sono molti gli elementi che spingono una necessità di trasformazione anche i termini di sostenibilità, tra cui sicuramente la transizione regolamentare, l’impegno nel rendere i propri prodotti sostenibili e l’elemento financing.
    Un tema appunto sempre più trasversale per cui executive delle aziende sono sotto pressione, in quanto gli si chiede di avere organizzazioni con un DNA ‘sostenibile’: “La sostenibilità e l’argomento ESG sono tra le priorità di oltre l’80% dei Ceo (ricerca di Ernest &Young), così come 1 su 3 consumatori dichiara di non acquistare più da certi brand che non si focalizzano su questo aspetto (Deloitte). Per intendersi, la sostenibilità non è un elemento di costo ma un elemento di competitività, che porta a essere più profittevoli rispetto a chi non abbraccia questa logica in grado di migliorare gli obiettivi e le performance dei vendor così come quelle dei clienti", sostiene Fiengo. Data l’importanza crescente del tema, occorre avere persone in azienda in grado di governarlo: ed ecco emergere la figura del Chief Sustainability Officer, un nuovo ruolo prima di back office e oggi sempre più rilevante che stabilisce gli obiettivi non solo per il procurement ma anche per l'IT, avendo un budget dedicato per guidare questa trasformazione che spesso è inserito e pubblicato nel report di Corporate Social Responsability.
    E anche in questo caso Cisco può dire la sua, in molteplici situazioni e ambiti di applicazione. In relazione alle emissioni di gas, nel programma Net Zero Cisco si è data l’obiettivo di raggiungere lo Scope 1 e quello 2 entro il 2025 mentre lo Scope 3 entro il 2040. Net Zero per Cisco significa per esempio avere l’85% dei propri edifici e data center che ‘girano’ su energie rinnovabili, mentre già oggi in Europa tutti i data center di Webex girano su infrastrutture sostenibili.
    E sono cinque le principali focus aree seguite da Cisco in termini di economia circolare e sostenibilità: design circolare dei prodotti, operazioni circolari, soluzioni circolari, consumo circolari ed eco system leadership. Tre invece i principali programmi pilastro messi a punto per iniziare percorsi di sostenibilità: Cisco Refresh, Cisco Capital, Cisco Send IT Back. “Come Cisco siamo misurati su questi temi e così i nostri partner dai clienti. Il digitale è un abilitatore di sostenibilità e quindi un’enorme opportunità anche per i partner per collaborare coi clienti e aiutarli in questi percorsi”, conclude Fienga. L'importanza del tema è tale che in quest’ambito è stata creata la prima certificazione relativa alla sostenibilità rivolta ai partner (tutte le informazioni su un prossimo articolo su ChannelCity).
  • Il lavoro del futuro nella Talent Economy
    E' Michele Dalmazzoni, Director Collaboration Sales Organization Cisco South Europe, France and Israel, Future of Work Leader Italy a portare la platea in questa dimensione. E' un momento storico molto disruptive con opportunità interessanti, anche per ciò che riguarda il lavoro, che deve diventare ubiquo, flessibile, sicuro, dinamico, con un corretto bilanciamento tra vita personale e vita professionale.
    "Il mondo tradizionale del lavoro infatti pieno di sicurezze – semplice, normato, caratterizzato da un ufficio fisico, da un orario definito spalmato su otto ore e regole certe non esiste più. A seguito della situazione pandemica, che ha accelerato la trasformazione, si sta ridefinendo un nuovo mondo, con nuovi modelli di lavoro, tutto da costruire pieno di opportunità di business rappresentato dalle tecnologie abilitanti questo mondo. L’ufficio può essere ovunque e non può essere come prima", introduce il manager.


    Michele Dalmazzoni, Director Collaboration Sales Organization Cisco South Europe, France and Israel, Future of Work Leader Italy
    Oggi l’ufficio è distribuito: non è più come nel passato ma è un ufficio come luogo fisico che ha un’estensione digitale tutta da costruire: "Qui sta l’opportunità di business dove si applica il digitale per costruire il nuovo lavoro". E il tempo diventa fluido: le persone non sono più valutate sul tempo speso per lavorare ma sui risultati ottenuti. E poi c’è l’automazione che aiuta appunto ad automatizzare ciò che non è talento, il lavoro concettuale che non richiede creatività: "La sfida di tutti è sui talenti che scelgono l’azienda che gli consente di lavorare al meglio. Ed è qui che si gioca il futuro del lavoro. Siamo all’inizio di una nuova storia che mette in campo una ‘buona’ tecnologia che è fondamentale e necessaria e richiesta per garantirsi un talento in linea con la logica dell’hybrid work", sottolinea Dalmazzoni. Un esperimento in questo senso che prepara a essere pronti per lavorare ovunque riguarda il progetto Venywhere a Venezia, una prima iniziativa in cui è coinvolta Cisco da replicare in altre città.
    Anche nella Talent Economy, Cisco mette in campo un’offerta completa end to end di architetture pensate e disegnate per digitalizzare i luoghi/spazi i fisici in maniera sicura per permettere alle persone di lavorare e di essere produttive come meglio preferiscono. Una strategia per l’hybrid work che riguarda in modo integrato persone, spazi fisici e tecnologie.
    Come spiega Enrico Miolo, Collaboration Sales Leader, Cisco Italia, in questo disegno che si colloca a pieno titolo Webex che non è solo strumento per organizzare riunione virtuali ma è una piattaforma per guidare tutte le transizioni relative alla collaboration in un’azienda- come spostare la fonia nel cloud, abilitare la capacità di comunicare con gli utenti in modalità multicanale con tante tipologie di messaggistica per un’ottima comunicazione bidirezionale, abilitare gli eventi ibridi nonché i dispositivi fisici che trasformano gli spazi degli uffici, ... Una piattaforma che nell’ultimo biennio è stata arricchita con 1.200 nuove funzionalità, tra queste per esempio c’è il supporto di una griglia 9x9 per 81 persone in contemporanea.
    WebEx Contact Center WebEx Connect hanno un’enorme aspettativa di crescita (adressable market) verso tematiche di 'Communication platform as a service", così come interessanti le opportunità legate alle componenti WebEx meeting (calling verso il cloud) e Webex devices. Di recente, per esempio, a ISE Cisco ha annunciato un nuovo dispositivo denominato WebEx Room per allestire tante e diverse tipologie di piccoli spazi, rispondendo principalmente ai requisiti di flessibilità, interoperabilità con terze parti e visibilità.
    E la prossima frontiera innovativa? Cisco sta lavorando a protipi nell’ambito degli ologrammi. La soluzione in specifico è WebEx Ologram per meeting oleografici particolarmenti adatti per ingegneri, designer, innovatori, … In sostanza focus su collaboration ma non solo, per consentire ai lavoratori di operare al meglio in una bolla sicura grazie alle tecnologie di sicurezza messe in campo dal vendor, il tutto sfruttando le reti Cisco, in cui tutti gli strumenti diventano dispositivi IoT. Attenzione: non è futuro, ma presente!
    Sono queste le sfide del presente e futuro; le nuove opportunità da cogliere e vincere insieme, Cisco con l’ecosistema di partner.
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