Congiuntura Confcommercio: crescono incognite su futuro

Preoccupa durata e intensità rallentamento economia: secondo trimestre 2022 si apre con Pil -0,5% congiunturale e inflazione +6,3% su base annua. In filiera turistica consumi ancora sotto di oltre il 30% rispetto a livelli pre-crisi.

Mercato e Lavoro
A marzo 2022 l’Indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC) segnala un incremento, su base annua, del 4,8%, confermando l’attenuarsi della tendenza al recupero. Rispetto allo stesso mese del 2019, però, la domanda, nel complesso, è ancora mediamente inferiore dell’11,8%, con i citati servizi legati al turismo che pagano una distanza percentuale rispetto ai livelli pre-crisi di oltre il 30%. I tempi per il completo recupero si dilatano: il traguardo deve essere posticipato a fine 2023.
In generale, il rallentamento dei consumi, nella metrica dell’ICC, si evince anche dai dati destagionalizzati che nel primo trimestre segnalano un calo nel confronto dell’ultima parte del 2021.
Grazie al rimbalzo registrato in febbraio dalla produzione industriale e la buona crescita dell’occupazione le stime sul PIL del primo quarto del 2022 vengono riviste da -2,4% a -1,1% rispetto all’ultimo trimestre dello scorso anno. Sarebbe proseguita in aprile la tendenza al rallentamento, con una riduzione del PIL dello 0,5% rispetto a marzo.
Il calo dei prezzi dell’energia e del gas e le misure di contrasto adottate dal Governo, come la riduzione temporanea dell’accisa sui carburanti, dovrebbero comportare un ridimensionamento delle dinamiche inflazionistiche per il mese di aprile, quando la variazione congiunturale dei prezzi si fermerebbe allo 0,1% corrispondente a un incremento su base annua, del 6,3%. Il fenomeno resterebbe limitato nel tempo, mentre l’inflazione supererebbe il 7% tendenziale all’inizio dell’estate, mentre in autunno, nell’ipotesi di assenza di ulteriori shock negativi, comincerebbe la fase di rientro delle tensioni su prezzi e costi.
Inoltre l'ICC sottolinea come a febbraio 2022 la produzione industriale, dopo le pesanti cadute di dicembre e gennaio, ha mostrato un significativo recupero in termini congiunturali (+4,0%). Il confronto su base annua registra un incremento del 3,2%. Nello stesso mese l’occupazione, dopo un bimestre di stasi, ha mostrato una crescita dello 0,4% su gennaio e del 3,5% su base annua.Il rallentamento registrato dalla domanda delle famiglie, soprattutto per la componente relativa ai beni, l’aumento dei costi ed i timori innescati dall’inizio della guerra in Ucraina hanno determinato, a marzo 2022, un deterioramento del sentiment degli imprenditori del commercio al dettaglio (-4,4% su febbraio).La tendenza al rallentamento dell’economia si è confermata anche ad aprile. Secondo le nostre stime, il PIL dovrebbe registrare nel mese in corso una riduzione dello 0,5% su marzo. Nel confronto annuo la variazione si attesterebbe al 2,9% (tab. 1). Il dato, che segue già un primo trimestre negativo, conferma di timori sulla difficoltà di raggiungere nel 2022 una crescita prossima al 3%.
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