Horizon 2020, con i bandi energia assegnati 385 milioni alle imprese italiane

Studio realizzato da GSE, I-Com e APRE sull’impatto del programma per il settore delle fonti rinnovabili: approvati 958 progetti di ricerca e innovazione su 6.000 proposti. L’Italia al terzo posto in Europa per numero di proposte finanziate.

Mercato e Lavoro
Un buon successo di finanziamento, realizzato con un grande sforzo progettuale, fatto di risorse umane, di qualità e di cooperazione, che ha portato al riconoscimento di oltre 385 milioni di euro per le imprese italiane.
L’Italia ha partecipato efficacemente ai
bandi energia del Programma quadro dell’UE per la ricerca e l’innovazione “Horizon 2020” comparendo, come partner o come coordinatore, in oltre 6.000 progetti, ottenendo finanziamenti su ben 958 proposte, con un tasso di successo pari quasi al 16% e posizionandosi come terzo paese per numero di proposte finanziate, dopo la Spagna e la Germania in un programma europeo altamente competitivo.
Sono questi alcuni dei dati contenuti nello studio “L’impatto della partecipazione al programma Horizon 2020 sulle imprese italiane: un’analisi per il settore energia”, realizzato dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE SpA), dall’Istituto per la Competitività (I-Com) e dall’Agenzia per la Promozione della Ricerca Europea (APRE).
Se si guarda al dettaglio dei 958 progetti dell’Italia, emerge che le aziende private sono i soggetti più presenti nelle proposte finanziate (il 45% rispetto al totale). Questo conferma la buona propensione dell’industria italiana a partecipare al programma quadro di finanziamento per la ricerca e l’innovazione. Seguono i centri di ricerca e le università (che nel complesso rappresentano il 35% dei soggetti finanziati rispetto al totale), mentre il restante 12% è costituito prevalentemente da soggetti no-profit o di altra natura.
Guardando ai bandi del settore energetico pubblicati nei sette anni del programma “Horizon 2020” (2014 – 2020) risulta che il maggior numero di proposte finanziate – 549 progetti che rappresentano il 57% del totale – ricadono nell’area relativa all’attività di ricerca, sviluppo e dimostrazione su scala reale di fonti energetiche rinnovabili e tecnologie innovative per la cattura e lo stoccaggio dell’anidride carbonica a costi inferiori e sicure per l’ambiente (Low Carbon Energy). Lo studio GSE- I-Com-APRE evidenzia poi come un’altra quota importante, 288 proposte che rappresentano il 30% del totale, sia stata finanziata attraverso i bandi per l’efficienza energetica (bandi Energy Efficiency).
Inoltre, 53 proposte italiane (6% del totale) hanno riguardato il comparto delle Smart City, per lo sviluppo sostenibile delle aree urbane. Questa tipologia di bandi richiedeva lo sviluppo di tecnologie e servizi nuovi, efficienti e di facile utilizzo, in particolare nei settori dell'energia, dei trasporti e dei servizi digitali, attraverso approcci integrati sia in termini di ricerca e sviluppo di soluzioni tecnologiche avanzate, sia di implementazione. Infine il tema degli accumuli: in questo comparto sono state 36 le proposte italiane (il 4% del totale) che hanno riguardato i bandi dedicati allo studio e allo sviluppo delle batterie (Batteries).
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