Congiuntura Confcommercio: guerra, inflazione e incertezza "bloccano" consumi e ripresa

Pil -2,4% congiunturale in primo trimestre 2022 e inflazione +6,1% su base annua. Dopo energia, tensioni prezzi si estendono anche a prodotti alimentari.

Mercato e Lavoro

A febbraio 2022 l’Indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC) segnala un incremento, su base annua, del 5,1%, confermando la tendenza ad un recupero meno accentuato. Il confronto su base annua continua a risentire delle diverse condizioni in cui hanno operato le imprese nel 2021 e nel 2022. Situazione che ha portato ad una variazione del 27,7% della domanda relativa ai servizi. Per quanto riguarda i beni il confronto, con febbraio 2021, segnala un calo dello 0,8%.

"Il quadro congiunturale è rapidamente peggiorato nelle ultime settimane. Nel momento in cui si intravedeva una possibile normalizzazione dell’economia, legata ad una fase meno emergenziale della pandemia, l’avvio della guerra in Ucraina ha riacutizzato le incertezze e il conseguente peggioramento delle prospettive inflazionistiche ha una natura per niente transitoria. Bisogna, dunque, attrezzarsi a fronteggiare una fase di forte decelerazione dell’attività economica.

Sotto il profilo dell’analisi congiunturale è opportuno distinguere gli effetti depressivi che prescindono dagli effetti del conflitto, essendo preesistenti, da quelli derivanti dalla crisi Russo-Ucraina, che enfatizzano e sclerotizzano tensioni sulle materie prime energetiche e non, impattando tanto sul profilo delle quotazioni quanto sulla fluidità degli approvvigionamenti" scrive in una nota Confcommercio.

Nel confronto con febbraio 2021, l’ICC registra, comunque, una variazione positiva del 5,1%, frutto di una crescita del 27,7% per i servizi e di un calo dello 0,8% per i beni. Rispetto allo stesso mese del 2020 la domanda, nel complesso, è ancora inferiore del 10,2% e per molti servizi la distanza percentuale è ancora molto elevata, con tempi di recupero spostati al 2023.

In termini congiunturali destagionalizzati, i consumi reali, nella metrica dell’ICC sono in riduzione a gennaio rispetto a dicembre e a febbraio rispetto a gennaio.

A marzo, il PIL, stando alle nostre stime, ha consolidato la tendenza al rallentamento emersa nei mesi precedenti, con una riduzione dell’1,7% congiunturale.

Nel confronto annuo la crescita si dovrebbe attestare all’1,3%, in brusco ridimensionamento rispetto ai periodi precedenti. Nella media del primo trimestre il PIL è stimato in calo del 2,4% congiunturale, dato che porterebbe ad una crescita su base annua del 3,3%.

Non si arresta la tendenza al rialzo dell’inflazione. Secondo le nostre stime, a marzo la variazione dei prezzi al consumo dello 0,6% su febbraio dovrebbe portare ad un incremento, su base annua, del 6,1%.

Se i prodotti energetici guidano la graduatoria degli aumenti, le tensioni si vanno ormai diffondendo a molti segmenti dei consumi, primo tra tutti l’alimentare.

A gennaio 2022 la produzione industriale ha mostrato un brusco ridimensionamento (-3,4%) su dicembre, confermando la tendenza al ribasso già evidenziata dalla fine dello scorso anno. Il confronto su base annua registra una contrazione del 2,2%. Nello stesso mese l’occupazione ha ribadito la tendenza alla stabilizzazione, consolidando i timori di un esaurimento della fase di recupero.

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