Il governo non sembra essere in grado di evitare l’aumento dal 21 al 22% dell’aliquota IVA, aumento destinato a generare un maggior gettito fiscale di 1 miliardo già nell’anno in corso e di 4 miliardi a regime. "E’ una soluzione che può rivelarsi estremamente dannosa per i consumi". Queste le parole di allarme del Presidente di R.E TE. Imprese Italia, Ivan Malavasi. "Dal 2008 il potere di acquisto delle famiglie è calato del 9,7% - prosegue Malavasi - e non mostra alcuna inversione di tendenza. Anzi, nel 2013 i consumi stanno continuando a diminuire del 2,4%: un ritmo superiore al calo del PIL". "Di questo passo – conclude Malavasi - condanniamo il Paese a perdere il contatto con le altre economie europee. In Italia la somma della tassazione diretta e indiretta sui redditi non è compatibile con gli obiettivi di ripresa della domanda interna. L’aumento dell’aliquota IVA deve essere scongiurato attraverso la riduzione della spesa pubblica per restituire risorse e fiducia a cittadini e imprese".
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