Banche: Unimpresa, per Italia soglia arretrati scende da 5% a 1%

Gli istituti italiani più penalizzati dalle norme europee su conti in rosso e sconfinamenti. Il vicepresidente Politino: “Danni enormi per le piccole e medie imprese, governo chieda a Ue una sospensione temporanea”.

Mercato e Lavoro
Le banche italiane sono le più penalizzate dalle nuove norme europee su sconfinamenti e sofferenze. Fino allo scorso 31 dicembre, infatti, un debitore era considerato in stato di default se aveva pagamenti arretrati per più di 90 giorni in misura pari al 5% del suo debito: da lunedì mattina – primo giorno di applicazione concreta della stretta dell’Autorità bancaria europea, che di fatto cancella il rosso sui conti correnti – la percentuale cala significativamente fino all’1%. Stop alle compensazioni tra linee di credito e stato di default raddoppiato. Tutto questo con danni enormi soprattutto per le piccole e medie imprese, per le quali la flessibilità in banca è essenziale.
È quanto segnala il Centro studi di Unimpresa, secondo cui cambia il significato di “rilevanza” del pagamento arretrato, in relazione al quale entrano in gioco anche altre due soglie: 100 euro per le famiglie e 500 euro per le imprese. Non solo: oltre all’abbattimento delle soglie, le nuove regole europee non ammettono spazi di manovra per gli istituti di credito, mentre le “vecchie” regole consentivano alle stesse banche la possibilità di concedere, alla clientela, compensazioni tra linee di credito. E ancora: il cliente resta in stato di default, dopo la regolarizzazione dei pagamenti, per altri 90 giorni; fino allo scorso 31 dicembre, invece, lo stato di default terminava saldando i debiti pregressi. Per quanto riguarda la soglia degli arretrati, per fare un esempio, su una linea di credito di 100.000 euro, la soglia rilevante degli arretrati crolla da 5.000 euro a 1.000 euro. 
“Alla base delle scelte del regolatore europeo c’è la necessità di armonizzare gli ordinamenti bancari, in effetti assai diversi fra loro. Tuttavia, la ricerca ossessiva di un cosiddetto level playing field ovvero di un campo di gioco livellato in tutta Europa corre il rischio di penalizzare in prima battuta le nostre banche e, a catena, la clientela degli stessi istituti. Quella che, sulla carta, nasce come una misura di equità si trasforma in una punizione severa per il nostro Paese e arriva in un momento difficilissimo per la nostra economia, tra le più piegate dagli effetti della pandemia da Covid” commenta il vicepresidente di Unimpresa, Salvo Politino. “L’auspicio è che ci sia un intervento urgente da parte del governo affinché si faccia parte attiva, in sede europea, quantomeno per una sospensione temporanea delle nuove regole dell’Eba” aggiunge Politino.
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