"Si certifica la gravità della crisi economica che attanaglia il paese. La variazione congiunturale del Pil è stata rivista al ribasso di un decimo rispetto alla stima preliminare, attestandosi a -0,3%". Questo il commento dell'Ufficio Studi Confcommercio ai dati sul Pil diffusi dall'Istat. "Ad allarmare – continua la nota - è ancora l'andamento della domanda interna. La variazione reale dei consumi è del -0,4% sul trimestre precedente, quella tendenziale, molto pesante, del -3,3%. Preoccupante è la caduta ininterrotta degli investimenti che si riducono del -5,9% reale rispetto al secondo quarto del 2012". "Quand'anche ci fosse, nell'ultimo trimestre di quest'anno, un rafforzamento del contributo positivo della domanda estera netta – esaltato statisticamente dalla sensibile flessione delle importazioni – si tratterebbe solo di una parziale compensazione della marcata riduzione della domanda per consumi e investimenti". "Per modificare le tendenze recessive – conclude l'Ufficio Studi - non basta puntare sui modesti miglioramenti delle aspettative di famiglie e imprese registrati nei mesi estivi. È necessaria una terapia shock, basata sulla riduzione della pressione fiscale sui redditi delle famiglie e sui fattori della produzione".
Se questo articolo ti è piaciuto e vuoi rimanere sempre informato
Iscriviti alla nostra Newsletter Gratuita.
Iscriviti
Rimani sempre aggiornato, seguici su Google News!
Seguici
Abbonati alla rivista ImpresaCity Magazine e ricevi la tua copia.