Congiuntura Confcommercio: è di nuovo emergenza consumi (-8,1%)

l rallentamento, seppure diffuso, ha interessato in misura più immediata e significativa la filiera del turismo, dei servizi per il tempo libero ed i trasporti con riduzioni della domanda che si avvicinerebbero a quelle registrate a marzo.

Mercato e Lavoro
Secondo i dati dell’Indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC) ad ottobre, in linea con l’emergere della seconda ondata, la fase di recupero della domanda, che aveva già mostrato segnali di minor vivacità a settembre, si è interrotta. Il peggioramento pur interessando in misura più significativa la componente relativa ai servizi, appare piuttosto diffuso. L’indicatore dei consumi registra, nel confronto annuo, un calo dell’8,1% sintesi di una sostanziale stabilità della domanda per i beni (+0,2%) e di un calo del 27,7% per i servizi.
Analizzando le dinamiche tendenziali delle diverse funzioni di consumo si conferma un andamento molto articolato. Il deterioramento della crisi sanitaria, anche a livello internazionale, e le progressive restrizioni hanno avuto una ricaduta negativa quasi immediata sui segmenti legati alle spese per la mobilità e per il tempo libero. Tali segmenti, in molti casi, nonostante la ripresa registrata nel terzo trimestre, scontavano ancora ritardi significativi nel confronto annuo, elemento che amplifica lo stato di difficoltà delle imprese che operano in questi settori. A ottobre infatti crollano servizi ricreativi (-73,2%), alberghi (-60%), bar e ristoranti (-38%). 
Fattori di criticità continuano a interessare la domanda di quei beni come l’abbigliamento e le calzature che, seppure in modo indiretto, risentono delle minori occasioni di socialità. A ottobre sono emersi rallentamenti anche nelle dinamiche della domanda verso molti beni durevoli. In particolare, per le autovetture vendute a privati, che avevano mostrato un importante recupero ad agosto e settembre, il confronto annuo segnala un andamento meno favorevole, a conferma dei timori di quanti ipotizzavano dinamiche più contenute negli ultimi mesi dell’anno, anche a seguito del mancato rifinanziamento di alcune misure per il rinnovo del parco auto.
Sulla base delle dinamiche registrate dalle diverse variabili che concorrono alla formazione dei prezzi al consumo, per il mese di novembre 2020 si stima un decremento dello 0,1% in termini congiunturali e dello 0,2% nel confronto con lo stesso mese del 2019, confermando la deflazione in atto da maggio.
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