Milano: 34% imprenditori ritiene la propria attività a rischio chiusura entro il 2020

Indagine di Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza. Sostegni insufficienti per l’86% delle aziende. Il 56% delle imprese (nei settori dove è applicabile) ha più del 75% dei dipendenti in smart working.

Mercato e Lavoro
Per l’86% di imprese e professioni del terziario (commercio, turismo, servizi) i sostegni finora avuti dal Governo non sono stati ritenuti sufficienti per superare l’emergenza Covid. E il 30% pensa che la propria attività sia a rischio chiusura entro la fine del 2020. Questi dati, ancora fortemente critici, emergono dall’indagine di aggiornamento realizzata da Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza.
Al sondaggio – risultati elaborati dall’Ufficio studi della Confcommercio milanese - hanno risposto 962 imprese: il 71% fino a 9 addetti (percentuale sul totale dei rispondenti che hanno dichiarato la classe di addetti). Da ristorazione (25%) e dettaglio non alimentare (19%) il maggior numero di risposte.

In particolare le piccole imprese ritengono che la propria attività sia a rischio chiusura entro la fine del 2020. A Milano città (34%) il dato è più alto rispetto all’area metropolitana milanese (24%), a Monza Brianza (28%) e a Lodi (25%). Fra i settori che si ritengono più a rischio chiusura: commercio autoveicoli, ambulanti, servizi alle imprese e ristorazione.
Se l’86% boccia, perché insufficienti, gli aiuti finora avuti, per alcune categorie questo giudizio diventa particolarmente critico: agenzie di viaggio e ingrosso alimentare (100%), ambulanti (97%), ricettività (94%), ristorazione (90%).
Tra le imprese che hanno fatto richiesta della cassa integrazione ci sono ancora situazioni aperte con risorse non ricevute per i mesi di marzo (5%), aprile (7%), maggio (19%).
Il fatturato delle attività si è mediamente ridotto, tra gennaio e agosto, del 45% e la previsione settembre-dicembre migliora, ma resta comunque negativa: - 37%. Le categorie più in difficoltà si confermano quelle turistiche con un calo dell’88% fino ad agosto e una previsione di perdita per gli ultimi mesi dell’anno dell’87% per le agenzie di viaggio; per alberghi e attività ricettive -75% nel periodo gennaio-agosto e – 67% di previsione di perdita per settembre-dicembre. Forti sofferenze anche per gli ambulanti (-57% gennaio-agosto; -45% di previsione di perdita per settembre-dicembre); trasporti e logistica (- 56% gennaio-agosto; –42% di previsione di calo per settembre-dicembre); ristorazione (-56% gennaio-agosto; -48% di previsione di perdita per settembre-dicembre); alcuni tipi di servizi alle imprese come organizzazione di eventi, noleggio, vigilanza, selezione del personale (-51% gennaio-agosto; -44% previsione di perdita per settembre-dicembre).
Contrazioni di fatturato più forti (-50% gennaio-agosto e –41% di previsione di perdita per settembre-dicembre) a Milano rispetto all’hinterland (-40% gennaio-agosto e -34% di previsione di perdita per settembre-dicembre); a Lodi (-46% gennaio-agosto e -38% di previsione di calo per settembre-dicembre) e a Monza Brianza (-44% gennaio-agosto e – 33% di previsione di perdita per settembre-dicembre).
Lo smart working (per le attività che ne consentono l’attuazione) coinvolge più del 75% dei dipendenti per il 56% delle imprese; fra il 50 e il 75% per l’11% delle imprese; tra il 25 e il 50% dei dipendenti per il 9%; meno del 25% per il 24% delle aziende.
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