Inail: infortuni e malattie professionali in forte calo, ma dati influenzati da Coronavirus

Le denunce di infortunio sul lavoro presentate all’Istituto tra gennaio e aprile sono state 172.319 (-18,2% rispetto allo stesso periodo del 2019), 280 delle quali con esito mortale (-7,6%). I dati di quest’anno però, sottolinea l'Inali, sono fortemente influenzati dall’emergenza Coronavirus.

Mercato e Lavoro
L'Inail ha reso disponibili i dati delle denunce di infortunio – nel complesso e con esito mortale – e di malattia professionale presentate all’Istituto entro il mese di aprile.
Tuttavia, lo stesso istituto ha voluto sottolineare che il confronto tra il primo quadrimestre del 2020 e del 2019 è da ritenersi poco significativo, complici la sospensione su tutto il territorio nazionale, a partire da marzo, di ogni attività produttiva considerata non necessaria e l’inclusione, a partire dalla rilevazione dello stesso mese, delle denunce di infortunio relative alle infezioni da Covid-19 avvenute nell’ambiente di lavoro o a causa dello svolgimento dell’attività lavorativa e in itinere, alle quali sono dedicati specifici comunicati.
Le denunce di infortunio sul lavoro presentate all’Inail entro lo scorso mese di aprile sono state 172.319, in diminuzione di oltre 38mila casi rispetto alle 210.720 del primo quadrimestre del 2019 (-18,2%). Questa diminuzione è influenzata soprattutto dal sostenuto calo delle denunce registrate nei mesi di marzo-aprile di quest’anno, che sono state 34mila in meno rispetto a marzo-aprile 2019 (-32,8%), a causa soprattutto dello stop di ogni attività produttiva considerata non essenziale per il contenimento dell’epidemia da Coronavirus.
Il numero degli infortuni sul lavoro denunciati nel primo quadrimestre 2020 è diminuito dell’8,6% nella gestione Industria e servizi (dai 155.588 casi del 2019 ai 142.256 del 2020), del 25,0% in Agricoltura (da 10.199 a 7.651) e del 50,1% nel Conto Stato (da 44.933 a 22.412). Per quest’ultima gestione, in particolare, si è registrato tra marzo e aprile un crollo delle denunce, dalle circa 22mila del 2019 alle quasi 1.400 del 2020 (-93,7%), per effetto dell’utilizzo della prestazione lavorativa in modalità agile dalla quasi totalità dei dipendenti statali e dell’assenza degli studenti nelle scuole/università statali, chiuse per evitare il propagarsi del contagio.
Le denunce di infortunio sul lavoro con esito mortale presentate all’Istituto nel primo quadrimestre di quest’anno sono state 280 che, pur nella provvisorietà dei dati, mostrano un calo di 23 casi rispetto ai 303 registrati nello stesso periodo del 2019 (-7,6%).
A livello nazionale, rispetto ai primi quattro mesi dell’anno scorso si registra una riduzione solo degli infortuni in itinere, che sono passati da 99 a 60 (-39,4%), mentre quelli avvenuti in occasione di lavoro sono aumentati da 204 a 220 (+7,8%). Il calo ha riguardato la gestione Industria e servizi (da 268 a 253 denunce) e l’Agricoltura (da 33 a 15), mentre il Conto Stato ha registrato 10 casi in più (da 2 a 12).
Le denunce di malattia professionale protocollate dall’Inail nei primi quattro mesi del 2020 sono state 14.768, 6.456 in meno rispetto allo stesso periodo del 2019 (-30,4%). Anche in questo caso a influenzare la flessione è il numero delle denunce presentate tra marzo e aprile 2020, in riduzione del 62,2% rispetto allo stesso bimestre del 2019.
Nel primo quadrimestre 2020 si sono registrate diminuzioni delle denunce nell’Industria e servizi (-27,3%, da 16.830 a 12.231 casi), in Agricoltura (-43,3%, da 4.172 a 2.365) e nel Conto Stato (-22,5%, da 222 a 172). Dall’analisi territoriale dei dati emergono cali delle patologie denunciate nel Nord-Ovest (-40,9%), nel Nord-Est (-34,6%), al Centro (-25,9%), al Sud (-35,6%) e nelle Isole (-11,6%).

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