Rapporto Confcommercio-Censis: tra 2007 e 2019 persi 22mila euro di ricchezza procapite

Secondo il "Rapporto annuale Confcommercio-Censis su fiducia e consumi", le famiglie italiane vedono “nero” per proprio futuro e quello del Paese. Il 30% questa estate non farà vacanze, saltati gli acquisti di mobili, auto, elettrodomestici.

Mercato e Lavoro
A causa della crisi sanitaria e del conseguente lockdown, il 42,3% delle famiglie ha visto ridursi l’attività lavorativa e il reddito, il 25,8% ha dovuto sospendere del tutto l’attività, il 23,4% è finito in Cig. Quasi 6 famiglie su 10 nutrono il timore di perdere il posto di lavoro. Questi, in sintesi, i principali risultati del rapporto annuale Confcommercio-Censis su fiducia, consumi e impatto del Covid-19 (documento integrale su www.confcommercio.it/ufficio-studi).
Tra i principali effetti sui consumi, il 48% ha dovuto rinunciare definitivamente a qualsiasi forma di vacanza (week end, ponti, Pasqua, vacanze estive) e il 23% all’acquisto di beni durevoli (mobili, elettrodomestici, auto) già programmati.
P
er le vacanze estive, oltre la metà delle famiglie non ha fatto programmi e il 30% ha già deciso che resterà a casa; solo il 9,4% ci andrà ma con durata e budget ridotti.
Resta molto ampia la fascia di chi, dopo la riapertura del Paese, vede il futuro con pessimismo: il 52,8% vede “nero” per la propria famiglia, ma la percentuale sale al 67,5% con riferimento alle prospettive del Paese.
Dopo un 2019 chiuso in forte rallentamento, il 2020 è iniziato – secondo l’Ufficio Studi Confcommercio - con un calo tendenziale del Pil del 4,8% nel 1° trimestre e con veri e propri crolli ad aprile e maggio stimati, rispettivamente, in un -24% e -16%. Ma ciò che risulta particolarmente grave e preoccupante è che la crisi da Covid-19 si è abbattuta su un’economia già fortemente debilitata: tra il 2007 e il 2019, infatti, ciascun italiano ha perso oltre 21.600 euro di ricchezza. Un conto molto salato, prevalentemente a causa delle forti perdite di ricchezza immobiliare e finanziaria, alla cui cifra complessiva contribuisce anche una significativa contrazione di consumi pari a circa 900 euro procapite.
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