Start up innovative: continua la crescita

In Italia sono oltre 10mila unità. Crescita di oltre il 41% in meno di due anni in Lombardia. Boom a Monza Brianza +54% e Milano +43%.

Mercato e Lavoro
Continua la crescita esponenziale per le start up innovative, che superano ora in Italia le 10mila unità a ottobre 2019, con Milano che si colloca in vetta alla classifica italiana, confermandosi città a elevato tasso di innovazione, con il 20% circa delle start up innovative del Paese.
In tutta Italia il numero delle start up innovative è cresciuto in modo esponenziale dal 2012 al 2015, per poi avere una fase di assestamento ma sempre con aumenti significativi fra il 2016 e il 2019. Tra il mese di gennaio 2018 e ottobre 2019 un nuovo significativo incremento con un +26%.
La Lombardia è la regione più popolosa con 2.789 unità, pari al 26% delle start up nazionali.
A Milano sono ben 1.982 le giovani start up, 2.107 considerando il territorio aggregato di Milano Monza Brianza Lodi, in aumento del 43% rispetto al mese di gennaio 2018. In quest’area sono localizzati i tre quarti (76%) delle start up innovative lombarde, il 20% di tutte quelle italiane. In particolare, significativo l’incremento registrato a Monza Brianza a partire dal 2018, pari a +54%. Forte la crescita anche a Milano (+43%).
Secondo quanto si evince dagli ultimi dati diffusi dalla Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi, la gran parte delle start up innovative opera nel terziario (oltre 8 imprese su 10 nel comprensorio di Milano Monza Brianza Lodi), a seguire nei settori dell’industria e artigianato (11% del totale start up), mentre sono meno diffuse nel commercio e negli altri settori.
A livello nazionale il 14 % delle start up innovative è ad alto valore tecnologico; più nel dettaglio, sono i servizi avanzati a prevalere, la produzione di software e i servizi informatici; seguono le attività legate alla ricerca scientifica e sviluppo. Fra le startup industriali, a imporsi sono sempre i settori a media e alta tecnologia, come la fabbricazione di computer, apparecchiature elettroniche e macchinari.
Le startup innovative sono società di capitale con precise caratteristiche: non devono essere nate da fusioni, scissioni o cessioni, devono essere costituite da meno di 60 mesi e avere un fatturato non oltre i 5 milioni di euro; non possono distribuire utili, l’oggetto sociale deve riguardare lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico.
Sono inoltre tenute a rispettare almeno uno dei seguenti requisiti: le spese in ricerca e sviluppo devono essere superiori al 15 per cento del maggior valore tra costi e valore totale della produzione; devono impiegare, come dipendenti o collaboratori (in misura pari ad almeno un terzo della forza lavoro), personale in possesso del dottorato di ricerca o che abbia svolto almeno tre anni di attività di ricerca, o, in alternativa è necessario che almeno i due terzi del personale sia in possesso della laurea magistrale; l’impresa deve essere titolare, depositaria o licenziataria di almeno un brevetto. L’iscrizione nell’apposita sezione del Registro delle Imprese - attiva dal 2013 - prevede una serie di agevolazioni e vantaggi rispetto all’inquadramento contrattuale e alla remunerazione dei lavoratori, all’esonero da alcune forme di tassazione, a incentivi fiscali e possibilità di utilizzare l’equity crowdfunding.
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