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Dati Istat, Confesercenti: calo fiducia famiglie è un segnale negativo per i consumi

La presidente di Confesercenti Patrizia De Luise: "E' indispensabile la riduzione della pressione fiscale di famiglie ed imprese, scongiurando innanzitutto gli aumenti IVA, e la detassazione degli aumenti da rinnovi contrattuali".

Redazione Impresacity

Non si arresta la perdita di fiducia delle famiglie, su cui pesa l’incubo recessione. Dopo il calo di febbraio – che aveva portato l’indice al livello più basso degli ultimi 18 mesi – anche marzo chiude in flessione. Un segnale negativo, che potrebbe preludere ad un ulteriore indebolimento dei consumi, già praticamente fermi”.
Così la presidente di Confesercenti Patrizia De Luise commenta le rilevazioni Istat sulla fiducia di consumatori e imprese.
Ci troviamo, nel complesso, di fronte ad un quadro fatto di luci ed ombre in cui non si registra un chiaro segnale di rilancio necessario per invertire la tendenza ed uscire dalla fase recessiva. Per questo chiediamo al Governo di agire velocemente: nel decreto crescita, che l’esecutivo si appresta a varare nel prossimo Consiglio dei ministri di venerdì, si attendono misure economiche di rilancio. Serve una ripartenza degli investimenti in infrastrutture indispensabili per il settore turistico e per la ripresa dell’occupazione, così come è indispensabile la riduzione della pressione fiscale di famiglie ed imprese, scongiurando innanzitutto gli aumenti IVA, e la detassazione degli aumenti da rinnovi contrattuali. Sono interventi di cui il Paese ha bisogno e che auspichiamo, insieme alla predisposizione del Def, sappiano dare quello slancio necessario già nei prossimi mesi, evitando ulteriori fasi di incertezza che deprimono investimenti e sviluppo”.

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Pubblicato il: 27/03/2019

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