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Studio Confartigianato: imprese italiane tra luci e ombre

In Italia il sesto calo consecutivo della fiducia delle imprese influenza la propensione ad investire: -2,1% gli ordini interni per i macchinari.

Redazione Impresacity

Secondo un recente studio di Confartigianato mette in evidenza come la sincronia dei segnali di rallentamento dell’economia europea appare preoccupante. A novembre 2018, infatti, i due maggiori Paesi produttori di beni risultano interessati da un calo congiunturale della produzione manifatturiera, pari al -1,8% in Germania e al -1,7% in Italia. Nell’Euro zona si conserva comunque il trend positivo del tasso di investimento delle imprese e il calo del tasso di disoccupazione.
Il calo congiunturale della produzione manifatturiera in Italia è la peggiore performance da marzo 2016. Al confronto con novembre 2017, l’indice corretto per gli effetti di calendario è diminuito del 2,4%, variazione in contro tendenza rispetto al +1,3% di ottobre 2018, dato che interrompe nuovamente la ripresa dell’indicatore. Infatti, a settembre e ad ottobre 2018 si sono registrate due variazioni positive che avevano seguito due mesi di ‘segno meno’ osservati per la prima volta dopo una serie di ben 17 incrementi tendenziali. Nella media dei primi undici mesi del 2018 la produzione manifatturiera è cresciuta dell’1,6% rispetto ai primi undici mesi del 2017, segnando un brusco rallentamento rispetto al +3,5% dello stesso periodo dell’anno precedente.
A dicembre 2018 si rileva un peggioramento generalizzato del clima di fiducia delle imprese, con l’indice che registra sesto calo consecutivo, ritornando sui livelli di due anni fa.
Il commercio al dettaglio nel trimestre settembre-novembre 2018 segna un aumento, in volume, dello 0,2% rispetto al trimestre precedente; nel totale dei primi undici mesi dell’anno i volumi delle vendite al dettaglio rimangono in territorio negativo (-0,2%), tendenza appesantita dal maggiore calo registrato dai piccoli negozi.
Nel trimestre settembre-novembre 2018 l’occupazione registra una lieve flessione rispetto al trimestre precedente (-0,1%, pari a -26 mila unità); crescono i dipendenti a termine (+13 mila) mentre calano i permanenti (-23 mila) e gli indipendenti (-17 mila). Su base annua persiste una crescita dell’occupazione dello 0,4%, pari a +99 mila unità.
La domanda stagnante e il calo dei prezzi energetici influenzano un ritocco verso il basso del tasso di inflazione. A dicembre 2018 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività aumenta dell’1,1% su base annua, in rallentamento, da +1,6% del mese precedente.
Rallenta l’“inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, portandosi a +0,6%, da +0,7% del mese di novembre; frena l’inflazione energetica: +6,6% a dicembre contro il +9,2 % di novembre.
Frena anche il credito alle imprese: a novembre 2018 i prestiti alle società non finanziarie salgono dell’1,1%, in diminuzione rispetto all’1,5% di ottobre.
Si attenua il traino del PIL degli ultimi due anni dato dagli investimenti in macchinari, grazie anche agli incentivi della maggiorazione degli ammortamenti. A novembre 2018 la produzione di macchinari è scesa dell’1,0% rispetto ad ottobre e del 2,2% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. L’analisi dei dati più recenti pubblicati dall’Istat evidenzia che gli ordini di macchinari provenienti dal mercato interno nei primi undici mesi del 2108 scendono del 2,1% su base annua, mentre crescevano del 12,6% un anno prima. Tengono gli ordini (+4,3%) degli ordini dall’estero.


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Pubblicato il: 18/01/2019

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