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Vendite: Confesercenti, continua crollo delle piccole imprese, servono interventi

Patrizia De Luise, Presidente di Confesercenti: "I consumi interni sono decisamente depressi e questo è un pessimo segnale per la ripresa economica del Paese, anche considerato lo scenario di incertezza politica in cui l’Italia si trova in questo momento".

Redazione Impresacity

“Il dato Istat odierno sulle vendite del commercio al dettaglio conferma la cattiva partenza del 2018: anche a febbraio, infatti, la variazione delle vendite, rispetto allo scorso anno si conferma negativa in valore e ferma in volume. Già nei primi due mesi si era registrato un calo in volume dell’1,0%. La crescita, rispetto al mese precedente, è sostanzialmente dovuta all’effetto statistico del dato negativo registrato a gennaio”.
Così l’ufficio economico Confesercenti sui dati Istat secondo i quali a febbraio 2018 le vendite al dettaglio in Italia hanno registrato un aumento, rispetto al mese precedente, dello 0,4% in valore e dello 0,9% in volume. Tuttavia per le imprese operanti su piccole superfici si è registrata una diminuzione sia per i prodotti alimentari sia per quelli non alimentari (rispettivamente -1,6% e -1,7).

“In questo contesto, già di per sé preoccupante, continua ad essere particolarmente negativa la situazione per gli esercizi su piccole superfici che registrano a febbraio un calo dell’1,7%. In stasi anche la grande distribuzione. Nella sostanza, i consumi delle famiglie crescono (è stimato l’1,3-1,4%% per quest’anno), anche se di poco, ma si indirizzano verso i servizi, piuttosto che verso i beni e per questi ultimi cresce la quota degli acquisti effettuati online sulle piattaforme dominate da operatori internazionali”.

“In questo scenario – commenta Patrizia De Luise, Presidente nazionale di Confesercenti – è assolutamente prioritario mettere insieme provvedimenti, anche temporanei, per sostenere le vendite e le piccole strutture del commercio, che già hanno subìto forti conseguenze di una crisi lunga e profonda. I consumi interni, va sottolineato, sono decisamente depressi e questo è un pessimo segnale per la ripresa economica del Paese, anche considerato lo scenario di incertezza politica in cui l’Italia si trova in questo momento".
“Torniamo a ribadire quanto sia prioritaria la sterilizzazione delle clausole di salvaguardia – conclude De Luise – in quanto l’aumento dell’Iva andrebbe a incidere sui consumi (ben 23 miliardi di euro di spesa in meno nel corso del prossimo triennio) già provati dalla riduzione della capacità di spesa delle famiglie”.

“Vanno dunque messe in campo misure straordinarie a sostegno delle piccole imprese commerciali. Come Confesercenti abbiamo proposto alcune misure che secondo noi avrebbero un ruolo positivo nel rilanciare il commercio, consentendo la riduzione dei costi per le piccole imprese e creando spazi per una loro riorganizzazione e modernizzazione come ad esempio l’estensione del credito di imposta, già introdotto per le librerie indipendenti”.
Pubblicato il: 11/04/2018

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