Logo ImpresaCity.it

Monitoraggio dati, la nuova importante sfida dei dipartimenti IT

Cosa cambia e come cambia il ruolo dell'IT per riuscire a soddisfare il buon funziomaneto delle risorse in uno scenario di impresa digitale. Intervista a Romain le Merlus, Ceo di Centreon

Redazione Impresacity

centreonLa trasformazione digitale ha avuto come conseguenza un enorme avvicinamento fra business e informatica, con un ampliamento del perimetro del monitoraggio, una raccolta e gestione dei dati sempre più critiche e un'evoluzione del ruolo del responsabile IT che ha assunto maggiori responsabilità in quanto figura garante del buon utilizzo delle risorse tecnologiche aziendali. Emerge, quindi, un nuovo ruolo dell'IT che non può essere svolto adeguatamente senza un approccio strategico della gestione e della condivisione dei dati di monitoraggio. Di questi temi ne abbiamo parlato con Romain Le Merlus, Ceo di Centreon

Quali sfide solleva la maggiore integrazione tra IT e Buisness?
Difficile negare che la trasformazione digitale delle imprese abbia definitivamente unito il destino di business e dipartimenti IT. Un inevitabile e necessario avvicinamento tra sistemi informatici e aziendali ha rimesso gli aspetti imprenditoriali al centro delle sfide dei dipartimenti IT (e viceversa). L’azienda stessa è diventata uno dei motori della trasformazione digitale. Per funzionare e restare efficiente, la gestione aziendale ha necessità di disporre di indicatori di funzionamento forniti dall'IT che, d'altra parte, deve adattare i servizi offerti. Questa sempre maggiore integrazione implica che l'IT non sia più un problema relegato solamente ai tecnici informatici. Le sfide sono dunque enormi per tutti gli attori coinvolti, a prescindere dall'attività dell'azienda o dell'organizzazione.

Alla luce di questi cambiamenti, quale nuova funzione assume il monitoraggio delle risorse?
Oggi il monitoraggio diventa un fattore di grande rilevanza per il fatto che gli utilizzi digitali sono evoluti, espandendosi a ogni livello aziendale con un'inevitabile conseguenza: l'ampliamento del perimetro del monitoraggio, che passa dalla gestione dei log al monitoraggio dell’intera user experience. Tale evoluzione deriva dalla moltiplicazione dei sistemi da monitorare (pc, smartphone, web, cloud, IoT, ecc.), dal ruolo sempre più importante ricoperto dalle applicazioni e dalla  necessità di una misurazione della qualità della user experience. Grazie alle tecnologie dell'intelligenza artificiale, dei robot si è in grado di individuare dati relativi alla customer experience quasi in tempo reale e monitorano le impressioni di ciascun utente internet che visita un sito web.

Nello specifico cosa tutto questo ha significato in termini di volumi di dati da trattare?
L'ampliamento del perimetro del monitoraggio ha comportato un aumento significativo del volume dei dati raccolti (fino a 10 volte in più rispetto a 10 anni fa) ma anche un aumento di fonti di dati eterogenee e variabili. Importante è prevedere un monitoraggio razionalizzato, uniformato e centralizzato per rispondere alla richiesta degli utilizzatori che cercano dati rielaborati e comprensibili in quanto si desidera accedere a tali indicatori con la stessa semplicità di cui si dispone quando si usa lo smartphone o le applicazioni personali.

Dal punto di vista operativo cosa cambia e quali sono le opportunità?
Più il monitoraggio immagazzina e archivia dati grezzi e più sarà necessario far parlare i dati e produrre degli indicatori. Il ruolo del monitoraggio rimane identico, ma deve riconoscere che le prestazioni operative sono divenute essenziali. Fortunatamente la tecnologia apre a nuove prospettive che consentono di far parlare i dati. È infatti possibile automatizzare la raccolta e uso dei dati, analizzarli al meglio, trattandoli e correlandoli allo scopo di semplificare un certo numero di processi. Inoltre, i dati possono essere facilmente condivisi con clienti interni grazie a strumenti di business intelligence, cartografia o BAM (Business Application Monitoring). Gli utenti sono esigenti e i responsabili IT devono essere in grado di rispondere alle loro richieste; tale approccio offre anche nuove possibilità di controllo dei malfunzionamenti per essere più efficaci nel ripristino dei servizi. Il potenziale del monitoraggio evolve e cresce di giorno in giorno.

Dai dati alle informazioni, in cosa consiste la sfida?
I dati di monitoraggio, una volta rielaborati e analizzati, divengono uno strumento utile per comunicare con i professionisti e relazionarsi sia con gli utenti, sia con la direzione finanziaria o generale. Comunicare e condividere le informazioni è ora più semplice, ma al di là della scelta degli strumenti di comunicazione (schermi, dashboard pushes, visualizzazione grafica, ecc.), la vera sfida è quella di riuscire a correlare i dati e a rielaborare adeguatamente le informazioni prima di diffonderle. La cosa più importante non è più produrre MOLTE informazioni, ma restituire LE GIUSTE informazioni dosando e selezionando i dati e gli indicatori che forniranno le performance aziendali. Se il monitoraggio non è propriamente parlando uno strumento di comunicazione, potrebbe però diventare una nuova sfida di comunicazione per le aziende.

In sintesi quali sono i consigli che crede corretto passare alle orgnaizzazioni IT?
Saper utilizzare al 100% i dati raccolti diventa oggi fondamentale e critico. Ciò implica la definizione di processi adeguati per l'utilizzo dei dati al fine di renderli una vero bene sia per l'I , sia per il business. In primo luogo, i dipartimenti IT devono fornire agli utenti degli indicatori comprensibili con cui possano lavorare (e non che spieghino da dove viene il problema!). L'analisi dei dati deve consentire la visualizzazione delle tendenze e il soddisfacimento di obiettivi precisi. Troppe informazioni uccidono l'informazione! Qualsiasi malfunzionamento legato all’IT ha impatto sull'attività aziendale. Il direttore informatico deve dunque garantire il buon funzionamento dell'ambiente di lavoro e l’adempimento degli accordi di servizio che passano attraverso la misurazione e il miglioramento della qualità. In poche parole, deve avere visibilità e farlo sapere.

In definiva per il Ceo di Centreon, Il responsabile IT di domani è colui che saprà controllare come gli strumenti IT vengono utilizzati e riprenderne il controllo per essere più proattivo, senza dimenticare di comunicare il proprio ruolo. "Garante del consumo e del buon utilizzo dell'IT, deve misurare audience e l'attività delle soluzioni IT, sviluppando una strategia di monitoraggio matura e dimostrando di conoscere la materia. La padronanza dei dati di monitoraggio è una delle qualità migliori per dimostrare la propria capacità a lavorare in completa trasparenza, trasformare l'informazione per renderla comprensibile e, in questo modo, supportare la crescita e i risultati dell'azienda".
Pubblicato il: 14/12/2017

Speciali

speciali

Cybertech Europe 2018

speciali

Veeam On Forum 2018, il futuro iper-disponibile corre veloce