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Trasformazione digitale: opzione o necessità?

Per Dimension Data il processo è ineluttabile e non esiste un piano B. Jason Goodall, Ceo dell'azienda, individua i punti cardine di una strategia vincente

Trasformazione digitale, opzione o necessità? “Credo che per continuare ad essere rilevanti e competitivi nei prossimi cinque anni, la trasformazione digitale non sia più una scelta facoltativa,” afferma Jason Goodall, Group Chief Executive Officer di Dimension Data.Per questo il mio consiglio per le aziende consolidate è quello di iniziare questo processo con la logica che la trasformazione è necessaria e non esiste un piano B

Secondo Goodall, uno degli errori più grandi che un’azienda può commettere è quello di considerare la trasformazione digitale come un progetto IT. "Non è possibile pensare, infatti, che questo processo abbia degli effetti solo su una parte del business. Per questo motivo, uno dei primi step consiste proprio nell’identificare la propria visione guida, con l’obiettivo ultimo di una trasformazione nell’azienda desiderata".

Per Goodall, il fatto di identificare una visione precisa serve ad assegnare le rispettive priorità in virtù dei diversi dipartimenti aziendali che devono essere trasformati e digitalizzati. "Un elemento importante nell’assegnare le priorità è il focus nei confronti di tutte quelle iniziative di business che generano un ritorno degli investimenti nel breve/medio termine, quale valida giustificazione dei piani di investimento nei confronti del board e degli azionisti".   

Trasformare il proprio business tradizionale non è semplice, ma il ritmo dei cambiamenti attuali implica una capacità operatività durante la trasformazione stessa. Non è pensabile interrompere le attività aziendali per dedicarsi alla trasformazione. “Secondo la mia esperienza, il modo migliore per arrivare a questo equilibrio consiste nel creare un piano dettagliato e ben ponderato; assicurarsi di possedere le competenze adeguate e focalizzarsi incessantemente sull’esecuzione della strategia.”  

Perché una trasformazione possa considerarsi di successo, ognuno all’interno dell’organizzazione deve trasformarsi personalmente, inclusa la dirigenza. Questo comporta un cambio di mentalità e di approccio nei confronti dei clienti, della propria azienda e del mercato, perché il pericolo più grosso deriva dall’errata convinzione di poter continuare a operare come in passato ed aver successo in futuro,” aggiunge Goodall. 

"Infine, conclude Goodall, bisogna sapere riconoscere i propri limiti in termini di competenze atte ad affrontare questa trasformazione. Il mondo digitale è caratterizzato da nuove tecnologie che potrebbero non essere così familiari e per le quali diventa necessario cambiare o estendere le proprie competenze"


Pubblicato il: 13/12/2017

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