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Vmware: il cloud è qui, ora

Dopo il Vmworld di San Francisco e in attesa dell’edizione europea di Vmworld a Barcellona, per la quale sono attesi circa 7.000 partecipanti, Alberto Bullani, Regional Manager Vmware Italia, fa il punto sulle ultime novità dell’offerta societaria.

Autore: Barbara Torresani

“Right here, right now". E’ Lo slogan di Vmworld 2012, svoltosi di recente a San Francisco, a cui hanno preso parte circa 20 mila persone. 
Qui e ora. Il cloud computing è una realtà e Vmware cerca di interpretarla dalle sue origini. Nel 2008 ci si interrogava su cosa fosse il cloud, oggi la domanda è sul come fare cloud. Vmware è una società che per prima ha cavalcato quest’onda nei primi anni 2000 partendo dalla virtualizzazione.  "Nel 2008 il numero di server virtuali nel mondo erano circa il 25% oggi sono il 60%. 25 mila erano le persone certificate sull’offerta Vmware, oggi questo numero è quintuplicato arrivando a 125 mila. Anche se l’IT continua ad essere hardware e location centrica la frontiera futura è quella del cloud. Che è già qui,” dichiara Alberto Bullani, Regional Manager Vmware Italia, in un recente incontro.
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L’offerta Vmware attuale poggia su tre livelli di offerta
: infrastruttuale, che dal server (Vcenter) arriva al cloud con la vCloud Suite; applicativo - che coinvolge le nuove applicazioni e i Big Data con vFabric/CloudFoundry; end user computing - dal desktop fisico ai device mobili.
Come spiega Bullani a livello infrastrutturale il nuovo approccio che si sta affermando sul mercato è quello che demanda il controllo e la gestione dei data center al software. “Il data center sta cambiando. Da hardware defined data center, con isole applicative e infrastrutturali, si sta privilegiando un mondo alla Google, software defined data center. La barriera a questo approccio è rappresentata dalla rete, ancora molto legata all’hardware fisico, che determina tempi di provisioning lenti e mobilità limitata. Per supplire a ciò Vmware, con l’acquisizione di Nicira, (lo scorso luglio per un valore nell’intorno di 1,2 miliardi di dollari, ndr), ha introdotto la network virtualization, che abilita un livello di astrazione della rete, automatizzando il provisioning e la mobilità.
Passando da un controllo dei data center dal livello hardware a quello software si è risolto il problema della potenza computazionale con macchine virtuali ma è rimasto ancora irrisolto il problema della messa in produzione. Se l’approccio tradizionale sposa un controllo del datacenter a livello hardware su cui si pone sopra un livello di orchestrazione per creare il cloud, l’approccio Vmware risulta completamente diverso con un focus spostato sul portare la logica di infrastruttura fisica di network & security in virtuale.

[tit: vCloud Suite 5.1, il cavallo di battaglia]
Pilastro fondamentale degli annunci americani l’annuncio della versione 5.1 della vCloud Suite. La suite risulta costituita da una serie di componenti. Alla base la piattaforma core vSphere Enterprise+ su cui poggiano una serie di prodotti già esistenti o nuovi: vCloud Director, Vcloud Connect – Iaas & ibrid cloud connectivity, con punto di raccolta di tutta la potenza computazionale e il tool di connessione; vCloud  Networking & Security per astrarre e virtualizzare i servizi tradizionali di rete e sicurezza; vCenter Operation management Suite per la gestione automatizzata del cloud; vFabric Application Director per modellare e fare deployment delle applicazioni; vCenter Site Recovery Management per garantire un piano di Disaster Recovery.
“E’ un bundle commerciale ma soprattutto un singolo prodotto con elementi modulari fortemente integrati. Offriamo questi servizi sia ai responsabili IT delle aziende che ai service provider - che fungono da broker diventando il nostro braccio operativo per offrire questi servizi ai clienti - in modo che tutti possano istanziare allo stesso modo private cloud e public cloud", dice Bullani.
Un capitolo a sé merita l’altro filone innovativo seguito da Vmware, quello dell’End User Computing, concetto che supera la logica secondo cui il  personal computer è l'unico strumento per accedere alla rete aziendale e propone nuovi modelli di computing flessibili che fanno leva sui dispositivi utilizzati per le attività quotidiane sfruttando al contempo i punti di forza di ciascun dispositivo. Un modello che abilita l'accesso universale ai dati e alle applicazioni ovunque, in qualunque momento e da qualsiasi dispositivo
.All’interno della suite di End User Computing si collocano un insieme di componenti tecnologici innovativi, tra cui: Thin App per la virtualizzazione delle applicazioni; Vmware View per la desktop virtualization; Wanova Mirage (che arriva in dote dall’acquisizione di Wanova) per la gestione dell’end point; Horizon che fa leva sul cloud; Zimbra per l’email collaboration.
La tecnologia Wanova Mirage, copre la parte di end point management e recovery, introducendo, di fatto, nuovi servizi per la gestione dell’end point, con governance centralizzata e recovery e getisce la migrazione da Windows XP a Windows 7.
Da non dimenticare in questo spazio VMware Horizon Suite, una nuova piattaforma che metterà a disposizione dell'utenza mobile uno spazio di lavoro aziendale flessibile all'interno del cloud, accessibile ovunque ci si trovi e attraverso qualsiasi dispositivo.
VMware Horizon Suite combinerà diverse tecnologie: Project Octopus, Project AppBlast, ThinApp, VMware Horizon Application Manager e VMware Horizon Mobile. Tutto in un'unica piattaforma integrata al servizio della forza lavoro mobile.
La suite fornirà una piattaforma flessibile che abbinerà i principi di identità, contesto e policy in modo da separare gli spazi personali e business e garantire un accesso coerente alle applicazioni e ai dati su qualsiasi dispositivo personale. 
Attraverso una console di gestione Web centralizzata, VMware Horizon Suite consente ai responsabili IT di personalizzare un catalogo di servizi per tutti i dati e le applicazioni aziendali. Horizon Suite ha la capacità di identificare gli attributi dell’utente e dell’ambiente (dispositivo, luogo e livello di connettività), applicando le policy ad applicazioni, dati e desktop. L'IT potrà quindi erogare applicazioni Windows, Android, iOS, Web e SaaS in un unico spazio operativo fornendo agli utenti finali un accesso indipendente alle applicazioni e ai dati, ovunque essi si trovino. La versione alfa di Horizon Suite permetterà inoltre di accedere e condividere in totale sicurezza dati e file da qualsiasi dispositivo.     

Pubblicato il: 04/10/2012

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