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Oracle OpenWorld, la combinazione vincente di applicazioni, piattaforma e infrastruttura

Larry Ellison intrattiene la platea parlando di Software as a Service, Social e Big Data.

Autore: Redazione ImpresaCity

San Francisco - Questa volta i rumors sono stati smentiti. L’atteso annuncio di una “big acquisition”– si vociferava il nome di NetApp, con quella componente storage che viene sempre più citata – non è stato fatto da Ellison: ”Pensiamo di avere già tutti gli asset in casa per crescere velocemente in modo organico”. Al contrario, Ellison ha preferito essere molto concreto e pragmatico nel convincere l’audience sulla bontà strategica e tecnologica della propria proposizione cloud, questo paradigma alle origini un po’ snobbato da Oracle, svelandone tutte le facce e le implicazioni.
Pur ammettendo di non essere il primo vendor di software-as-as a service in termini di revenue, Ellison ha sottolineato il fatto che nessun vendor ha a disposizione un numero così esteso di applicazioni Saas – una completa e integrata suite per Human capital management, Customer relationship management, ed Enterprise resource mangement. Ma questo non basta per dominare la scena; occorre avere anche la piattaforma best-in class così come la componente infrastrutturale. Ed è quello che Oracle offre: la combinazione di applicazioni, piattaforma e infrastruttura. “Si possono connettere le applicazioni nel cloud con altre applicazioni in un cloud magari di un altro fornitore o con le applicazioni on premise. Non bisogna considerare solo le applicazioni, ma guardare alla piattaforma e alle infrastruttura sottostante. Oracle mette a disposizione tutto questo nei propri data center. Senza dimenticare gli standard. Nel cloud la loro importanza rimane tale, non dimentichiamolo”. E la rosa dei prodotti è estesa. Solo per citarne alcuni: Java, l’ambiente di sviluppo di applicazioni, Fusion Middleware e Oracle Database per estendere e interconnettere le applicazioni, Unix e Solaris come sistemi operativi, Exadata ed Exalogic nello strato computazionale.

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Parlando di applicazioni il riferimento va ovviamente alle Oracle Fusion Applications. Sette anni di di sviluppo per un set di applicazioni scritte in Java, basate sulla Service Oriented Architecture, con moderne interfacce utente, ... Ellison sottolinea che centinaia di clienti le stanno utilizzando a livello mondiale. "Presto, dice, diventeranno migliaia". Il 65% dei clienti delle Fusion Applications le utilizza in modalità Saas, il 26% nella modalità tradizionale on premise e il 9% nella formula on demand. Ad oggi sono maggiormente diffuse negli Usa in una percentuale del 67%, seguite da Emea al 23% e Apac al 10%.
Ellison prevede che parecchi dei clienti on demand e on premise si orienteranno verso il public cloud ”I tempi sono maturi. E la libertà di scelta è un’opzione che Oracle offre ai clienti: si può scegliere di optare per il private o il public cloud, così come la modalità di deployment, di licensing.  Non è un problema. La flessibilità delle Fusion Applications consente tutto ciò”.
Un’offerta completa che, come ricorda Ellison, ha richiesto parecchi anni di lavoro e l’integrazione di componenti portato in dote da acquisizioni strategiche.
Le ultime direzioni strategiche hanno individuato uno spazio promettente, quello del social business, dove si collocano le recenti acquisizioni di Involver, Collective Intellect, Vitrue, Select Mind. Ed è questo uno dei campi di scontro in cui Oracle vuole disputare la partita con i competitor. “Anche in quest’ambito l’approccio di Oracle è differente, in quanto posiziona il social a un livello diverso da quello applicativo. Oracle implementa la propria tecnologia di Social Relationship Management a livello di piattaforma”. E anche in quest’ambito i prodotti non mancano: Social Network, Social Data and Insigh, Social Engagement & Monitoring, Social Marketing.
Ellison rimarca ancora i temi della giornata di apertura: come quello del multitenancy applicata ai dati...”Sì effettivamenente ero un po’ scettico rispetto a ciò, ma perché lo si valutava a livello applicativo, come lo applica Salesforce.com e invece ha senso se applicata al database o a livello infrastrutturale. Come fa Oracle oggi”.
E per finire i Big data... “I Big data diventano sempre più grandi – 5 miliardi di tweet, 27 miliardi di relazioni -  occorre trattarli  in real time, che per Oracle significa Exadata, Exalogics, Exalytics, ... in-memory in real-time. E Oracle c’è.
Pubblicato il: 03/10/2012

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