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Idc, in Italia cresce la domanda di Business Analytics

In Italia il mercato del software per la business analytics cresce molto più della media complessiva del software. Secondo le stime relative al 2012 il settore crescerà del 4,2%, contro un calo del -0,9% del mercato del software in generale. Idc fotografa il mercato e lo descrive.

Barbara Torresani

Nel panorama delle tecnologie informatiche la Business Analytics (BA) e l'ambito dei Big Data rappresentano temi caldi che stanno facendo un salto di qualità con tassi di crescita in aumento in un mercato IT in decisa sofferenza. La pressione sui risultati spinge le aziende a guardare con sempre più attenzione i dati, che devono essere trasformati in informazioni per prevenire i rischi e da cui trarre conoscenza e valore per il business.
Il tema in questione è stato al centro dell'evento Idc Business Analytics Conference nei giorni scorsi a Milano.
E' toccato a Dan Vesset, Program Vice President, Business Analytics, delineare l'argomento e presentare le opportunità per il prossimo decennio, partendo da dati e tendenze.
"Nel 2011 sono stati spesi 31 miliardi di dollari in software di Business Analytics, 23 in hardware e 50 nei servizi; il 75% delle organizzazioni con più di 500 dipendenti ha pianificato di investire in BA nei prossimi 12 mesi. Negli ultimi anni oltre 500 milioni di dollari in venture capital sono stati investiti in start up che si occupano di Big Data. I grandi vendor IT stanno facendo shopping di piccole realtà specializzate sugli analytics".
idc-domanda-in-crescita-per-la-business-analytics-1.jpgIn Italia il mercato del software per la business analytics cresce molto più della media complessiva del software, ha sostenuto Fabio Rizzotto, IT Research Director di Idc Italia. Le stime relative al 2012 parlano infatti di una crescita di questo comparto del 4,2%, contro un calo del -0,9% del mercato del software in generale. Le proiezioni per il 2013 vedono gli strumenti di business analytics crescere nel nostro Paese del 4,6%, contro lo 0,3% del mercato complessivo del software. "In tempo di crisi, trend di investimento in business analytics più sostenuti generano anche una maggiore esposizione interna alle imprese, ovvero crescono responsabilità e aspettative su risultati e benefici attesi. Fondamentale è quindi l'apporto congiunto e sinergico di IT e funzioni di business per la creazione di valore, con un ruolo attivo dei partner tecnologici", ha sottolineato Rizzotto.
La BA E' una tecnologia che che coinvolge numerosi processi di business (Crm, Scm, Risk management, R&D, IT, ...), abbraccia molteplici tecnologie (rdbms, oodbms, predictive analytics, db, ultra high speed streaming, search & content, Hadoop+,...) e trova applicazione in molti mercati verticali.
Secondo Idc in termini dimensionali il mercato della BA nel 2010 ha raggiunto un valore pari a 3,2 miliardi di dollari e nel 2011 di 4,8. All fine del 2012 toccherà i 6,8 miliardi di dollari, per crescere a 9,7 nel 2013, 12,9 nel 2014 e raggiungere i 16,9 nel 2015.
Un mercato promettente quello della BA, rappresentato dalle dimensioni delle tre V -   velocità, varietà e volume (qualcuno parla anche di una quarta V che corrisponde a valore) in cui la definizione dei requisiti di business prevale su quella dei requisiti IT, l'integrazione dei dati e la qualità dei dati rappresentano le due sfide tecnologiche principali e la carenza di skill adeguati è ancora un problema da risolvere.
Un mercato in crescita caratterizzato però ancora da molta confusione. A molte aziende non è ancora del tutto chiaro se gli investimenti in BA si sono ripagati: un 38% di aziende ritiene di avere ripagato l'investimento, un 15% non lo sa, un 15% non lo ha ripagato mentre un 36% non sa come misurarne i benefici. E in termini di tempo medio del Roi nell'implementare tecnologie BA/BI se per una buon 25% è difficile da stabilire, e un 23% non sa calcolarlo, per il 15% è di 6 mesi, di 12 mesi per il 14%, meno di un anno per 5%, tre mesi per il 9% e immediato per un 7%.
E pur crescendo la domanda di BA, molte aziende non hanno ancora formulato una chiara strategia in questo senso: solo il 25,8% dichiara di averla, mentre il 60,2 %non ce l'ha e il 14% non sa di a verla o meno.
I consigli che arrivano da Idc dalla voce di Vesset dicono di focalizzarsi sulle decisioni strategiche, definendo le direzioni a lungo termine in termini di organizzazione, prodotti, servizi e iniziative, e poi implementare in modo incrementale, passando da processi di ottimizzazione, innovazione e controllo e misurare e comparare processi, dati, tecnologie e persone.
Per concludere Vesset ha rimarcato alcuni elementi caratterizzanti il mercato della Business Analytics a partire dal fatto che i venture capital stanno investendo nella nuova generazione di vendor Big Data e che le attività di fusioni ed acquisizioni contribuiranno accelerare il processo tra il 2014-2015.
Alcune tecnologie emergenti come Hadoop coesisteranno con quelle tradizionali esistenti di data warehouse, analytics e ssearch & discovery mentre una nuova generazione di consumatori è disponibile a chiudere gli occhi su problemi di privacy a favore di servizi personalizzati.

[tit:Procter & Gamble: trasformare il modo di fare business attraverso la BA]
Emblematico e rappresentativo come caso di successo di applicazione di tecnologie di Business Analytics e Business Intelligence quello di Procter &Gamble, illustrato da Filippo Passerini, Group President Global Business Services & Cio.
P&G è la più grande società di largo consumo, fondata 175 anni, 125 mila dipendenti, presente in 75 paesi (con prodotti venduti in 180 paesi), 4,6 miliardi di clienti, 83.7 miliardi di dollari in vendite nette, 300 brand di cui 50 brand leaders con oltre 1 miliardo di dollari di unità vendute l'anno.
Alla guida della Global Business Services Unit che conta 7.000 persone, Passerini ha intrapreso un percorso di trasformazione del modo di fare business per essere all'avanguardia, in cui la tecnologia di Business Analytics ha rappresentato un elemento distintivo importante.
"Per essere rilevanti e strategici – non potevamo e non possiamo correre il rischio di diventare una commodity – abbiamo sviluppato un nuovo modello di business centralizzato e globalizzato - su due hub centrali e 4 satelliti - per standardizzare i processi di business. Abbiamo poi trattato l'organizzazione come un business. Occorre capire le necessità di business e utilizzare le tecnologie per assecondarli. IT e business devono andare a braccetto. E per finire, abbiamo sviluppato partnership strategiche, abbandonando il vecchio modello di partnership tradizionali. Il rapporto è di tipo win-win. I partner tecnologici ci danno per primi le loro innovazioni tecnologiche e noi li aiutiamo a commercializzarle".
Il modello funziona. Parola di Passerini: "Icosti sono diminuiti di 1 miliardo di dollari, abbiamo prodotto il 3% di margine e sono cresciuti notevolmente i livelli di servizio. Negli ultimi 4-5 anni inoltre sono aumentati i progetti di complessità maggiore".
In sintesi...costi più bassi, servizi migliori, maggior lavoro con migliore efficienza operativa.
Ma dove si inserisce la tecnologia?
Il manager racconta che a un certo punto ci si è resi conto che piuttosto che continuare ad accelerare il passo era necessario trovare un altro modo di giocare la partita...da qui la decisione di puntare su strumenti di real-time analytics, attraverso tra azioni: digitalizzare tutto - "abbiamo spinto all'estremo il processo di visualizzazione, che aiuta a distillare di più e meglio le informazioni. Lo sviluppo di strumenti di decision cockpit ha consentito di passare da una reportistica di tipo classico alla business analytics, con possibilità di fare drill down con maggior dettaglio. Abbiamo eliminato circa l'88% dei report classici. Ulteriore step è stato quello dell'utilizzo della realtà virtuale in maniera spinta – da mock up fisico (5-7 settimane) si è passati a giorni con la virtualizzazione consumer insights e poi sono state utilizzate tecnologie di modeling & simulation.
Oggi, dopo le fasi di digitalizzazione, visualizzazione e simulazione il business opera in completo real-time. "Le tecnologie di Business intelligence e quella di Business Anlytics consentono di gestire il business in tempo reale e di anticipare ciò che arriverà sul mercato in futuro".

[tit:Business Analytics e Pmi? Un connubbio possibile]
In rappresentanza delle Pmi italiane due realtà: Maddalena, che produce strumenti di misura per l'acqua, e Chantecler, azienda di gioielli. Entrambe, nella voce dei rispettivi Cio e It director, riconoscono l'importanza del valore dell'utilizzo della Business Anlytics in azienda.
"Oggi esiste una coscienza colletiva sull'utilizzo del dato. Viviamo in un mondo con complessità crescente, in cui è fondamentale dare il giusto valore alle informazioni. Occorre riconoscere l'importanza degli investimenti e discernere le informazioni di valore. E' importante, inoltre, poter afferire ai dati destrutturati. L'importanza della BI/BA è cresciuta anche in aziende come la nostra passando dal marketing, poi alle balanced scorecard per arrivare oggi all'analisi dei dati destrutturati provenienti dai social media", ha affermato Alessandro Franchi, Cio di Maddalena.
"In Chantecler la sensibilità verso l'IT è stata sempre alta. Inizialmente non avevevamo forti conoscenze della BI. Cercavamo però qualcosa che ci indicasse la rotta giusta da seguire. Dall'analisi dei dati abbiamo capito le criticità del mondo orafo anche in anticipo di un anno. Ora che puntiamo ad esnaderci all'estero l'analisi dei Big data potrbbe dare un forte contributo", ha speigato Claudio Nasti, IT Director di Chantecler.
L'importanza dell'IT e con essa delle tecnologie di BA/BI?
"L'IT è volano per la crescita e gli strumenti di BA/BI non si possono confinare alle sole funzionalità di analisi, occorre spostare il focus sulla capacità di fare previsioni future. Occorre fare un salto culturale."
"LA BA consente di liberare e far crescere valore nuovo e diverso. Bisogna superare qualche problema culturale. Le tecnologie ci sono tutte, occorre interpretarle al meglio."
Pubblicato il: 25/09/2012

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