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Oracle Fusion Middlware, casi concreti di innovazione

Capitalizzare sull'innovazione mentre si contengono i costi. Quattro casi di successo di aziende che si sono affidate a Oracle Fusion Middleware per dare nuova forma e valore all'IT, per essere flessibili e rimanere competitive.

Barbara Torresani

All'Oracle Fusion Middlware Customer Showcase, evento che si è tenuto nei giorni scorsi a Milano, come dice il titolo stesso, sul palco sono saliti i clienti. Clienti che hanno mostrato benefici qualitativi ed economici che derivano dall'aver fatto una scelta Oracle, nella fattispecie Oracle Middlware Fusion, ma non solo.
Prima di dare spazio ai clienti, Mauro Cimatti e Stefano Bucci, rispettivamente Middleware Sales Director e Technology Director Sales Consulting di Oracle Italia, hanno delineato il contesto di riferimento e le evoluzioni dell'offerta Fusion Middleware.
oracle-fusion-middlware-casi-concreti-di-innovazio-2.jpg"Di fronte a una spesa IT ancora sbilanciata a favore della gestione del business esistente – una ricerca Gartner del 2011 sull'IT spending distribution dice infatti  che il 66% del budget delle aziende va appunto alla manutenzione e gestione dell'esistente mentre il 20% al business in crescita e il 14% a nuovi progetti di trasformazione aziendale - Oracle propone la ricetta dell'"IT Semplification", una strategia mondiale che poggia su un'offerta che dal disco arriva alle applicazioni con sistemi ingegnerizzati, mediante la quale è possibile spostare il mix di investimenti verso progetti innovativi", ha affermato Cimatti. 
La ricerca, inoltre, sostiene che per essere competitivi bisogna essere innovativi (lo pensa il 71% delle aziende); tuttavia si tratta solo di un'enunciazione, perché, nella realtà dei fatti, il 70-90% delle aziende non considera ancora l'IT come fattore abilitante l'innovazione.
Sono dati che se da una parte mostrano lo stato di arretratezza in cui versano molte aziende, dall'altra evidenzia come per il settore IT ci siano ancora ampi spazi di affermazione. Un'IT che tende ad assumere un ruolo più strategico in cui la componente middleware rappresenta un segmento in crescita. Basti dire che oggi cresce del 9,9% e che dal 2010 al 2014 la Soa (Service Oriented Architecture) crescerà dell'11,8%.
"Un contributo determinante alla crescita del middleware arriverà sicuramente dal cloud computing che ne favorirà l'utilizzo in modo diverso e più innovativo rispetto al passato", ha sottlineato Cimatti.
Stefano Bucci è sceso nel dettaglio della piattaforma Fusion Middlware, un set completo di tecnologie, soluzioni e servizi per sviluppare, estendere, integrare, rendere disponibile e mettere in sicurezza applicazioni e servizi di business moderni.
Allo stack di base costituito da diverse componenti, negli anni Oracle ha aggiunto altri tasselli focalizzando i propri investimenti in particolare sull'innovazione tecnologica e sul rendere possibile  la riduzione dei costi attraverso l'utilizzo di tali tecnologie innovative: "Il valore dell'IT per il business non si esprime solo attraverso una riduzione dei costi ma anche attraverso l'innovazione", ha ricordato Bucci.
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In termini di innovazione tecnologia le direttrici lungo cui la società ha sviluppato Oracle Fusion Middleware parlano oggi di cloud computing, mobile e social collaboration ma anche di Analytics e sistemi ingegnerizzati.
"Il cloud computing è il trend tecnologico che riscuote maggior attenzione per le sue caratteristiche di agilità, elasticità e scalabilità", ha sostenuto Bucci. 
Oracle Fusion Middleware ha al proprio interno una Cloud Application Foundation per mettere in esercizio applicazioni in modalità tradizionale o in quella cloud. Un esempio concreto? Credit Suisse che ha implementato un vero e proprio Private Cloud.
Altra area innovativa è quella del mobile, su cui Oracle ha lavorato per sviluppare applicazioni mobili native per accedere ad applicazioni aziendali in mobilità senza la necessità di doverle riscrivere. Caso emblematico citato dal vendor è quello di Citi Power, il secondo provider australiano di energia che utilizza funzionalità mobile per la gestione dei guasti di sistema.
E l'interesse societario va anche al tema della social collaboration, al fine capire come capitalizzare e trarre beneficio dalle tecnologie social utilizzate in azienda. Da qui lo sviluppo di applicazioni di Intelligent Collaboration per migliorare la produttività delle persone.In particolare, Oracle WebCenter Social consente di fare collaborare meglio applicazioni e persone.
Cloud, mobile, social e Analytics sono quindi la nuova generazione di Business Application della suite applicativa Oracle Fusion che fanno leva su aspetti di innovazione e si aggiungono a quelle tradizionali di Erp, Crm, Business Intelligence.
Per agire in termini di riduzione dei costi, invece, Oracle è intervenuta sulle fasi di sviluppo, manutenzione e gestione, semplificando la complessità dell'infrastruttura.
La piattaforma consente di intervenire sulla riduzione dei costi di sviluppo mediante l'utilizzo di strumenti model driven, basati su metadati (in logica Composer) mentre a livello di manutenzione e post sviluppo si può consentire a un utente business di modificare i processi così come le interfacce in maniera dichiarativa, senza intervenire sul codice.
Un ruolo fondamentale è poi svolto dalla suite di soluzioni di Business Process Management Oracle Bpm, che fa riuso di tecnologie e infrastrutture e coniuga diversi pattern di processi ricorrenti. Boeing, T Mobile, Candy sono casi di successo.
Oracle Enterprise Manager è invece la console di gestione a cui nella recente release 12c sono state aggiunte un set di funzionalità di cloud management al fine di automatizzare l'infrastruttura cloud.
Altra area importante in termini di 'saving dei costi' quella relativa ai sistemi ingegnerizzati per semplificare la gestione dell'infrastruttura. La combinazione dei sistemi Exadata ed Exalogic, che condividono la stessa infrastruttura, ne fa un unico data center all'interno di due box che viene visto e manutenuto come unico sistema con risparmi evidenti. Un progetto innovativo che rientra in quest'area è quello di Deutsche Post

[tit:Hanno scelto Oracle per innovare]
Come detto, i clienti sono stati i protagonisti dell'evento. Hanno tenuto la scena: Casa Depositi e Prestiti, Selex Sistemi Integrati, Conad del Tirreno e Candy Hoover Group. 

Cdp, digitalizzazione dei processi di concessione
Alessandro Pepe, responsabile servizi alla clientela - IT di Cassa Depositi e Prestiti (Cdp) ha presentato il caso Cdp, digitalizzazione dei processi di concessione. 
Cdp è una società per azioni a controllo pubblico che  gestisce una parte consistente del risparmio nazionale, il risparmio postale, che rappresenta la sua principale fonte di raccolta. Cdp si occupa di finanziamento degli investimenti della Pubblica Amministrazione, è catalizzatore dello sviluppo delle infrastrutture ed  operatore centrale a sostegno dell'economia e del sistema imprenditoriale  nazionale.
Nel piano industriale 2011-2013 ha deciso di avviare una trasformazione digitale, passando da una logica mainframe centrica a una dipartimentale, al fine di modernizzare le strutture di business, la gestione e l'evoluzione della macchina operativa ed erogare risorse in tempo minore.
Se le esigenze di business hanno riguardato la strutturazione dei canali di comunicazioni, la riduzione degli spazi fisici e dei tempi di servizio, ma anche la parallelizzazione delle attività e la riprogettazione dei processi operativi quelli della sfera IT hanno espresso la necessità di disporre di una soluzione integration oriented, il riutilizzo delle componenti comuni ai diversi canali e la digitalizzazione del sistema documentale. "Fermare la produzione di carta per noi è fondamentale; si tenga conto che la vita media di un faldone e di 40 anni", ha dichiarato Pepe.
Cdp ha scelto Oracle per tutto la parte di workflow (Bpm e Soa), mentre per la gestione documentale la scelta è andata a un altro operatore.
Il percorso di trasformazione è incentrato sull'area dei finanziamenti con l'obiettivo di trasformare tuttala filiera di origination.
La roadmap, partita a febbraio del 2011 nel giro di sei mesi ha visto il go live dei processi. A marzo del 2012 si è avuto il go live della parte relativa ai finanziamenti alle banche. Per il prossimo dicembre è attesa l'attivazione della componente di Bam (Business Activity Monitoring), mentre per il 2013 è prevista la firma digitale.
Come ha detto Pepe: "Il Bpm è stato occasione di ridisegno complessivo dei processi. Ha riguardato la gestione dei processi end-to-end con automazione delle fasi, standardizzazione delle procedure, la gestione di human e service task, l'introduzione Sla e Kpi, la parallelizzazione delle attività e il  bilanciamento dei carichi di lavoro", ha spiegato Pepe.
Tra i principali benefici ottenuti: è stata drasticamente rovesciata l'incidenza del touch time sul lead time della pratica, così come sono stati eliminati la gestione dei fascicoli cartacei e dei costi vivi connessi. Si sono inoltre ridotti i rischi operativi e il time to market. "Oggi è diventato facile gestire una pratica il processo di di finanziamento è molto più semplice," ha concluso Pepe.
In tre mesi oltre del 50% delle richieste di finanziamento pervenute hanno utilizzato il nuovo strumento. 

Selex Sitemi integrati, Gestione e controllo del traffico aereo
Emiliano Pandolfi, Engineering Manager di Selex Sistemi Integrati, ha presentato un nuovo approccio per la distribuzione dei dati nel dominio Atm.
Selex Sistemi integrati è un'azienda di Finmeccanica al 100%,  leader nei sensori radar terrestri e navali che negli anni ha esteso le proprie competenze a strumenti di controllo, di bordo, difesa, sorveglianza e sicurezza.
La società ha scelto il prodotto Coherence di Oracle per la gestione e il controllo del traffico aereo perché soddisfa i requisiti di disponibilità, scalabilità e performance richiesti per questa tipologia di sistemi.  "Oggi è necessario aggiornare il parco dei sistemi di controllo del traffico aereo italiano che risalgono al 1990. Sono circa 50 i centri da armonizzare e rendere conformi ai nuovi requisiti", ha affermato Pandolfi.
I sistemi in questione, infatti, devono essere progettati in modo tale che un guasto in una funzionalità non critica non pregiudichi la corretta esecuzione di una funzione critica; devono inoltre essere scalabili in modo da gestire una quantità di dati notevoli e i dati devono essere disponibili in ogni nodo del sistema entro 10 ms.
Oracle Coherence soddisfa tali requisiti: è data grid, che significa che i dati sono memorizzati in modalità distribuita o replicati per ottimizzare l'hardware. Il sistema inoltre non è data centrico, può essere integrato con un database e trasferisce i dati di grandi dimensioni; è inoltre pronto per l'Sdp (Socket Direct Protocol), è sviluppato in Java, con tempi di trasmissione molto bassi ed è Exa-centric, cioè può utilizzare sistemi ingegnerizzati Exa (Exadata, Exalogic,...).
L'assessment del prodotto è stato realizzato nella sede di Roma circa tre mesi fa su un server Exalogic; è stato fatto il deployment applicativo per verificare le performance del prodotto.
"Come strumento per il traffico dati il sistema Oracle si è dimostrato il migliore", ha concluso Pandolfi. 

Conad del Tirreno, strumenti social per lavorare
Idee ed esperienze che si incontrano in ambiente di lavoro. E' l'esperienza presentata da Marco Ricci, Direzione Sistemi informativi – Responsabile Servizi e Soluzioni per l'area logistica di  di Conad del Tirreno.
Conad del Tirreno è parte di Conad, Consorzio costituito da 8 cooperative che operano a livello nazionale ed europeo; un giro d'affari pari a 10.160 miliardi di euro, 3.048 soci e 5.500 dipendenti.
L'esigenza di Conad del Tirreno -  che si pone a livello intermedio tra il Consorzio e i soci  conta 215 soci e 9.000 dipendenti – è stata quella di creare un sistema di tecnologie web based e una collaborazione rapida e agile che permettesse la condivisione delle informazioni e una capacità di integrazione nell'impresa estesa.  Ma anche quella di creare reti sociali on line tra le persone che condividono interessi e attività commerciali per sviluppare relazioni basate su un fine comune nonché l'implementazione di un software "sociale" in un contesto enterprise, che contenesse sia tool di comunicazione che di interazione.
"Le esigenze dell'impresa cambiano troppo rapidamente perché i sistemi IT si aggiornino e adattino di continuo. Un ambiente collaborativo ha meno vincoli per crescere", ha spiegato Ricci.
Conad del Tirreno ha pensato di implementare il paradigma di social collaboration enterprise attraverso un progetto di attività promozionali che prevede tra le attività la redazione e la distribuzione dei volantini verso i punti vendita in ottica social e si pone l'obiettivo di creare uno spazio collaborativo che raggruppi tutte le attività e le informazioni sulle attività promozionali del Gruppo".
Si è passati da una logica di coordinamento a uno di collaborazione che prevede la condivisione degli obiettivi e una divisione dei compiti. I collaboratori conoscono l'obiettivo finale e operano in modo proattivo per raggiungerlo.
Il progetto che parte in questi giorni e poggia sui prodotti Oracle Fusion Middleware e Oracle Web Center (per le componenti di collaboration, content e vertical service) "ci consente di sviluppare la collaborazione per non disperdere conoscenze e fatti importanti, che, se condivisi in tempo reale, portano benefici all'azienda", ha detto Ricci. 

Candy Hoover Group, tenere il passo di un business in trasformazione
"Pressioni competitive molto forti hanno portato a modifiche del business": così, Cesare Mottola de Nordis, Ict Director di Candy Hoover Group ha introdotto l'esperienza che li ha portati a fare una scelta Oracle.
Il Gruppo, che conta 6.000 dipendenti, un turnover 2011 di 935 milioni di euro, 9 centri produttivi, 50 filiali, 2.000 centri di sviluppo e 6.000 tecnici sul field, dal 1972 ha fatto parecchio shopping di aziende. Dal 2005 un'acquisizione ogni anno, con evidenti problemi di complessità e integrazioni.
In particolare nel 2010 ha visto passare l'organizzazione per mercato a organizzazione a matrice con consenguenti riduzioni dei livelli gerarchici e relativa centralizzazione decisionale, nonché delocalizzazione delle fabbriche, processi di long sourcing e centralizzazione di servizi comuni a tutto il gruppo (Ict, procurement e finance). Tutto ciò ha creato limiti a livello IT: un sistema Erp legacy progettato per gestire singole società e mercati di riferimento così come i sistemi di file sharing progettati per reti locali e non per reti geografiche...
La nuova realtà ha quindi espresso esigenze di dematerializzare i contenuti per renderli fruibili su area geografica, progettare progetti di workflow decisionali, dotarsi di una piattaforma di integrazione per implementare processi cross-applications e cross country.
Dal punto di vista architetturale, Candy ha optato per un sistema di Enterprise Content Management che fosse uno standard de facto quale quello di Alfresco, mentre per la parte di Bpm ha scelto Oracle.
Alla base della scelta Oracle la facilità d'uso e l'aderenza agli standard, l'architetettura J2EE compliance, ma anche modellazione e progettazione estesi anche a utenti business e integrazione con il pregresso (il sistema Erp legacy poggiava su prodotti Oracle).
"Il progetto pilota è stato sviluppato per migliorare la visibilità e il controllo sullo spending  Mro, abilitare la costituzione di Share Service Center e adottare nuove tecnologie. In futuro puntiamo a realizzare la conservazione sostitutiva e l'archiviazione elettronica secondo le normative di 21 paesi e mediante verticalizzazioni locali, l'integrazione con il piano di investimenti e la gestione dei documenti di offerta sul processo Rda", ha chiosato Cesare Mottola de Nordis.
Pubblicato il: 12/07/2012

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